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Un Te’ con Garibaldi, domenica pomeriggio doppia visita guidata,alla Villa di Petrazzi con musiche di Giuseppe Verdi

Un Te’ con Garibaldi, domenica pomeriggio doppia visita guidata
alla Villa di Petrazzi con musiche di Giuseppe Verdi

Domenica 5 marzo gli “Amici della Lirica Umberto Borsò” organizzano
una serata musicale nella Villa che ospitò nel 1867 l’”Eroe dei due mondi”

La Villa privata Tinti-Fabiani che nel 1867 ospitò Giuseppe Garibaldi apre nuovamente le sue porte ai visitatori. Domenica 5 marzo, nel pomeriggio, l’Associazione “Amici della Lirica Umberto Borsò” ha promosso l’iniziativa “Viva Verdi. Un Tè con Garibaldi”, che prevede una doppia visita guidata accompagnata da un intrattenimento musicale, inserito in un tipico salotto ottocentesco.

La visita (suddivisa in due turni, alle 16.15 e alle 18.00) sarà allietata da una tazza di tè con biscotti e dall’accompagnamento musicale di arie da camera di Giuseppe Verdi, che verranno eseguite nel pianoforte ottocentesco della villa, restaurato per l’occasione. Al pianoforte ci sarà Nicoletta Cantini, mentre le musiche saranno cantate dal soprano Martina Barreca e dal tenore Francesco Marchetti (che fanno anche parte del direttivo dell’associazione).

Il contributo per la visita è 12 euro (ridotto soci “amici della Lirica” 10 euro). I posti sono limitati ed è pertanto vivamente consigliata la prenotazione, indicando il numero dei partecipanti e la fascia di orario prescelta, scrivendo al seguente indirizzo mail: liricaumbertoborso@gmail.com.

A ogni turno di visita, prima della esibizione musicale, è prevista un’introduzione storica a cura della “Società Storica della Valdelsa”. La serata gode del patrocinio del Comune di Castelfiorentino, che si è adoperato in passato per far inserire questa importante dimora storica nell’Associazione Nazionale “Case della Memoria”.

“Siamo felici – osserva il Vicesindaco con delega a Cultura e Turismo, Claudia Centi – che la Villa di Petrazzi dove trovò ospitalità Giuseppe Garibaldi sia valorizzata dalle nostre associazioni, come la compagnia teatrale “Passi di Luce” e l’Associazione “Amici della Lirica Umberto Borsò”, che con le loro iniziative contribuiscono a rendere ancor più suggestiva l’epoca in cui furono realizzate le tappe più significative dell’indipendenza nazionale. Il mio ringraziamento va quindi alle associazioni e a Leonardo Fabiani, attuale proprietario della Villa, che l’ha aperta finalmente al pubblico per farla conoscere e apprezzare come merita”.

Come si ricorderà, Giuseppe Garibaldi fece visita a Castelfiorentino nell’estate 1867 mentre stava organizzando una spedizione di volontari contro lo Stato Pontificio, che sarebbe naufragata alcuni mesi dopo a Mentana. In quegli anni, proprietario della Villa era Tommaso Giannini, il quale si era distinto nella campagna di reclutamento durante la III Guerra d’Indipendenza (1866), e rappresentava pertanto – al pari del Sindaco Antonio Del Pela – un solido punto di riferimento per il movimento garibaldino del territorio (alla guerra del 1866 avevano partecipato, come documentato da una mostra allestita nel 2011, ben 35 volontari di Castelfiorentino).

La Villa, che si trova in via Charles Darwin 26 loc. Petrazzi  (parcheggio via Chini), si presenta ancora oggi con tutte le caratteristiche della dimora storica, avendo conservato intatta l’atmosfera dell’epoca: i suoi arredi ottocenteschi, una collezione davvero preziosa di cimeli di varie tipologie (fra quelle più significative: foto, bandiere di varie dimensioni, stampe che raffigurano i principali protagonisti del Risorgimento nazionale e della dinastia dei Savoia) e anche alcuni documenti, fra i quali una lettera che Giuseppe Garibaldi scrisse il 6 giugno 1876 dall’isola di Caprera, in cui pregava il destinatario di ringraziare gli “amici di Castelfiorentino” per la somma di 246 lire raccolta dai castellani, e da questi ultimi offerti al Garibaldi.

La Villa di Petrazzi è stata visitata nel novembre 2019 dalla pronipote dell’”eroe dei due mondi”, Annita Garibaldi Jallet, la quale è rimasta impressionata dall’amore e dalla cura con cui i proprietari che si sono succeduti a Tommaso Giannini (a partire da Onorato Tinti fino all’attuale, Leonardo Fabiani) hanno saputo preservarla in tutti questi anni.


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Franca Ciari

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