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Luca Marmo (Anci Toscana) sulla Legge sulla Montagna: «Governo non pubblichi decreto. Si riapra un confronto serio»

Luca Marmo (Anci Toscana) sulla Legge sulla Montagna: «Il Governo non pubblichi questo decreto. Si riapra un confronto serio su criteri e risorse»

Firenze, 11 maggio 2026 – Anci Toscana ha seguito fin dall’inizio l’iter legislativo che ha portato alla Legge della montagna, contestando i criteri altimetrici e di pendenza che avrebbero determinato la nuova classificazione dei Comuni montani. Anci Toscana ha lavorato molto per rivedere e adeguare i criteri al fine di mitigare l’effetto della prima classificazione e l’impatto si è ridotto, ma rimane l’insoddisfazione per i Comuni esclusi. Il taglio previsto a oggi, che porta alla Toscana una riduzione da 10 milioni a 2/3 milioni di euro, evidenzia l’inadeguatezza delle politiche verso questi territori.

«Una contrazione così drastica non è una riforma, è un disinvestimento – ha detto il coordinatore della Consulta della montagna di Anci Toscana, Luca Marmo -. Senza risorse non ci sono investimenti, e senza investimenti i nostri Appennini perdono l’unica chance di rimanere vivi, sicuri e presidiati. Lasciare fuori Comuni che, pur non raggiungendo determinate quote, hanno un carattere spiccato di internalità, fragilità demografica, lontananza dai servizi essenziali e una storia di marginalità montana riconosciuta è inaccettabile. Non si governa la montagna con un righello, ma conoscendone le comunità. Per questi motivi, condivido l’appello del presidente Giani: il Governo non pubblichi questo decreto. Si riapra un confronto serio su criteri e risorse».

L.D.
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laura.drago@ancitoscana.it
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Redazione

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