CULTURAEVENTI

Essia si riunisce nella sede storica di Firenze. Intervista all’artista Carlo Carli

L’Essia, Associazione nazionale per la valorizzazione delle scuole d’arte, si è riunita in convegno presso il Liceo Artistico di Porta Romana a Firenze, per parlare degli interventi da promuovere nei licei artistici, dopo la loro trasformazione che ha cambiato la loro caratteristica formativa. Carlo Carli, artista e vice presidente di Essia spiega gli obiettivi dell’associazione.

Ci può spiegare come è nata Essia e di che cosa si occupa? 

“La nostra è un’Associazione Essia che si è costituita cinque anni fa con persone che avevano frequentato il Magistero d’Arte a Porta Romana e provengono da diverse parti d’Italia. Provenienze diverse ma tutti con l’esigenza di rilanciare nella scuola l’insegnamento della manualità colta. Come è noto con la riforma Gelmini sono stati cancellati gli istituti d’arte che si sono trasformati in licei. Per gli istituti d’arte ciò ha comportato la riduzione delle ore laboratoriali ma sostanzialmente è cambiata la visione della scuola media superiore, perché il liceo ha una funzione formativa in vista della prosecuzione di studi, università o Accademia di Belle Arti”.

Che funzione avevano gli istituti d’arte prima della riforma Gelmini?

“Gli istituti d’arte avevano la funzione di formare l’artigiano come “addetto alla manualità colta”. Non solamente un addestramento manuale ma una formazione professionale con una componente culturale molto importante, legata alla storia, alla storia dell’arte e anche alla conoscenza della lavorazione dei vari materiali, dal marmo al metallo, al tessuto. E alle tipicità legate ai diversi territori italiani. Gli istituti d’arte formavano le future generazioni di artisti e dell’artigianato artistico”.

E dopo che cosa è successo?

“Con la cancellazione degli istituti d’arte è venuta meno la formazione di questi futuri artigiani. Noi di Essia ci siamo prefissi lo scopo di puntare a un recupero di questi insegnamenti, che, pur nelle difficoltà che l’attuale normativa impone, abbiamo trovato, nell’alternanza scuola-lavoro la possibilità per gli studenti di andare nei laboratori, oppure per gli artigiani di andare nelle scuole, recuperando anche, nei licei artistici in questo caso, l’uso di quei macchinari che in alcune scuole non sono stati più utilizzati. È una grande dispersione di un grande patrimonio di strumentazione”.

Quale attività porta avanti l’Associazione Essia?

“Ogni anno ci incontriamo in convegni e conferenze in diverse parti d’Italia. Siamo stati a Firenze, poi a Siracusa, Cortina d’Ampezzo, Catania, Alghero. Ogni volta aggiorniamo la situazione dei licei artistici, sulla loro funzione e sul recupero dell’antica tradizione professionale. Ad ogni incontro produciamo un documento definito con il nome della località, come Carta di Alghero, Carta di Cortina etc. Questi documenti non vogliono sostituirsi alla dirigenza scolastica o al collegio dei docenti ma produrre un indirizzo di carattere culturale, da proporre ai licei artistici italiani. Poi le diverse scuole, nella loro autonomia, possono valutare le nostre proposte e i nostri obiettivi”.

Quali risultati avete raggiunto finora?

“All’inizio non avevamo nessun riferimento a livello ministeriale. Al Miur non c’era un funzionario che si occupasse dell’istruzione artistica. È impensabile che un paese come l’Italia, con il nostro patrimonio artistico, con l’esperienza sull’artigianato artistico, sul design, non avesse un riferimento ministeriale. Abbiamo ottenuto un ufficio con una persona di grande sensibilità come  Flaminia Giorda, dirigente tecnico, dipendente del Ministero con la quale noi interloquiamo. Abbiamo avuto contatti con dei rappresentati del Parlamento e su un nostro intervento il Senato ha approvato un ordine del giorno”.

Quali saranno i prossimi obiettivi?

“C’è la necessità di un adeguamento delle classi di concorso, per l’individuazione di categorie di docenti adeguati per svolgere la loro funzione laboratoriale. Un obiettivo importante è che non venga disperso ciò che di positivo è sorto nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro. Questa iniziativa è fondamentale per gli studenti, per la scuola e per il territorio”.

Carlo Carli è nato a Pietrasanta. Ha frequentato l’Istituto Statale d’Arte “Stagio Stagi” conseguendo il diploma di Magistero d’Arte presso l’Istituto Statale di Porta Romana di Firenze e successivamente, ha frequentato l’Accademia di Belle Arti. Ha insegnato Discipline Artistiche e contemporaneamente sviluppa un proprio linguaggio artistico esponendo i propri lavori in numerose mostre e manifestazioni ottenendo interesse di critica e di pubblico. Un percorso artistico notevole che ha portato Carlo Carli a esporre in diverse gallerie e spazi pubblici e privati a livello internazionale. Le sue opere sono esposte in numerose collezioni pubbliche e private, tra cui la Presidenza del Parlamento europeo a Bruxelles, la Camera dei Deputati a Roma, al Museo della Ricerca Scientifica dell’Accademia Russa di Belle Arti di San Pietroburgo, l’Ambasciata d’Italia a Madrid,  presso l Rappresentanza Italiana alle Nazioni Unite a New York e l’Istituto italiano di Cultura ad Atene. Carlo Carli svolge un’intensa attività politica che lo vede eletto in Parlamento, deputato dei Democratici di Sinistra, nella XII, XIII e XIV Legislatura. Durante il governo Amato II è stato nominato sottosegretario di Stato dei Beni e Attività Culturali.

Alessandro Lazzeri

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