ATTUALITÀNEWS

Empoli.PROPOSTA PER UN NUOVO PIANO DI RIDUZIONE DEL RISCHIO IDRAULICO E PER LO STOP ALLE NUOVE EDIFICAZIONI NELLE AREE A RISCHIO”

“PROPOSTA PER UN NUOVO PIANO DI RIDUZIONE DEL RISCHIO IDRAULICO E PER LO STOP ALLE NUOVE EDIFICAZIONI NELLE AREE A RISCHIO”

Venerdi 9 ottobre ha avuto luogo al Circolo Arci di Ponzano, nel comune di Empoli, una conferenza stampa avente ad oggetto la “PROPOSTA PER UN NUOVO PIANO DI RIDUZIONE DEL RISCHIO IDRAULICO E PER LO STOP ALLE NUOVE EDIFICAZIONI NELLE AREE A RISCHIO”, il cui principio sostanziale della proposta, promossa dall’Unione Cittadini Alluvionati di Empoli al comune di Empoli ,è quello di una gestione opportuna del rischio idraulico. Gli eventi alluvionali che hanno ripetutamente interessato la città di Empoli e le sue frazioni lo impongono.

 

La proposta presentata dall’Unione Cittadini Alluvionati di Empoli al Comune di Empoli formula una precisa richiesta:

  • un piano straordinario per affrontare in maniera organica le criticità del sistema delle acque
  • lo stop alle nuove edificazioni previste dal Piano operativo comunale nelle aree a rischio.

 

Il documento, oggetto della proposta è stato già trasmesso al sindaco e alla Segreteria generale del comune di Empoli di cui ne è stata dato conto nell’ambito dell’assemblea da Paolo Baldacci e Marco Cardone nel nome degli Alluvionati di Empoli, i quali hanno informato che è stata sottoposta anche ai gruppi consiliari di opposizione che, pare, si siano impegnati a portarla nelle sedi istituzionali.

 

I due portavoce del gruppo “Unione cittadini alluvionati di Empoli” sottolineano che hanno trovato non poche difficoltà a far comprendere il problema, e la sua portata, che non deve rimanere una questione tra partiti ma che richiede risposte concrete e doverose ai cittadini di Empoli ed, a maggior ragione a chi ne ha già subito le conseguenze, che può provocare un alluvione.

Probabilmente non è più sufficiente provvedere a pulire le caditoie, come ha evidenziato Cardone, ma urge affrontare in modo efficiente ed efficace le conseguenze che provocano i temporali carichi di masse di acqua sempre più corpose, tanto che i territori fanno sempre più fatica ad assorbirle, di cui gli eventi atmosferici, mutati per il cambiamento climatico, ne sono la causa.

Al fine di affrontare tale stato di fatto sarebbe auspicabile rifarsi a all’esempio  della città di Prato, una città colpita da due importanti alluvioni (quella del 2023 e l’altra del 2025) dove è nata una sinergia tra le competenze dei vari organi tanto da individuarne le competenze precipue ma, soprattutto, gli interventi da eseguire ad hoc. I soggetti coinvolti sono stati: Regione, Protezione civile, Autorità di bacino, Consorzio di bonifica e gestori dei servizi in modo da evitare che ognuno parlasse con se stesso ma che parlassero tutti insieme per arrivare ad una soluzione univoca e risolutiva nella sua globalità. Prato ne è l’esempio ed Empoli potrebbe allinearsi  dal momento che, come sottolinea Cardone :“«Non chiediamo di copiare Prato, ma di partire da quell’esperienza per costruire un modello adatto a Empoli. E non servono poteri straordinari: un percorso del genere può essere avviato anche dalla nostra amministrazione»”.

In merito alla prima richiesta, di cui sopra, sarebbe opportuno redigere un nuovo studio idraulico e idreologico del territorio da parte del Genio Civile della Regione Toscana, che già aveva prodotto uno studio nel 2013, che i comitati ritengono che si potrebbe aggiornare e integrare in relazione al fatto di approfondire l’interazione dei fiumi e rii con le fognature, dal momento che manca questo ultimo passaggio.

Come sottolinea Cardone, il fine non è produrre un altro documento ma il suo contenuto dovrebbe evidenziare le caratteristiche precipue del territorio oggetto di tali eventi tanto da capire dove intervenire ma soprattutto come intervenire per far si che le criticità non si verifichino. E qui entrano in scena i residenti sia privati che titolari di aziende che ne subiscono in primis le conseguenze e che la loro voce viene ascoltata solo quando non gli resta che gli occhi per piangere sia per rabbia che per disperazione. Sarà importante valutare la disponibilità delle risorse che serviranno per far fronte agli interessi più onerosi e capire se i comuni interessati sia in grado di sostenerli..

Per quanto riguarda la seconda richiesta si dovrebbe entrare nel merito del Piano operativo comunale nel cui ambito i “comitati” chiedono di cancellare le nuove edificazioni nelle aree a rischi idraulico prima che venga approvato il piano, soprattutto perchè si continua a costruire nelle zone a forte rischio alluvione.
Quindi le due richieste non prescindono l’una dall’altra in quanto, da una parte si vorrebbe ardentemente ridurre il rischio per chi vive e lavora nelle zone interessate dall’alluvione e dall’altra  evitare di creare altre pericolose criticità.

Inoltre c’è da chiedersi se ci sia coerenza tra le previsioni del Poc e quanto indicato nell’ordine del giorno accompagnatorio al documento unico di programmazione 2026-2028 ed, a tal proposito, i comitati chiedono che la commissione specifica esamini le singole aree e verificare se ci sia da fare delle rettifiche al piano. Non c’è da sottovalutare il fattore tempo in quanto i promotori dei comitati ritengono che il confronto sulle nuove edificazioni dovrebbe avvenire prima che venga concluso l’iter del Poc che sembra sia previsto per la fine dell’anno.


L’Unione Cittadini Alluvionati riterrebbe appropriato un confronto diretto con il comune ma anche un coinvolgimento informativo della cittadinanza di Empoli in modo più esteso, anche a chi non ha subito dei danni alluvionali e non solo di chi purtroppo ne è stata vittima. Sul merito Cardone tende a sottolineare che:
«Non si può continuare a dire che non si può fare niente, soprattutto senza aver prima svolto un’analisi adeguata e approfondita», concludendo cjhe  «Magari non tutto si potrà risolvere, e non tutto velocemente. Ma bisogna cominciare».

Per concludere: cosa chiedono in sintesi i comitati al Comune di Empoli?

Ridurre il rischio esistente e non crearne altri, ma soprattutto far si che si possa realizzare qualcosa di concreto per evitare danni che per sanarli richiedono tante risorse soprattutto private, ma anche pubbliche.

ponzano

 

Franca Ciari Matteoli

GazzettaToscana.it è un quotidiano online di cronaca indipendente sui fatti che circondano la zona della Toscana.

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio