Toscana Produzione Musica, da venerdi 17 al 19 luglio nel Complesso di San Domenico a Prato nuovo festival “DĀR” con Danilo Rea, Cristina Donà, Michel Godard, Gavino Murgia, Jacopo Fagioli

Dal 17 al 19 luglio nel Complesso di San Domenico, dalle ore 19 fino a notte
Musica e architettura antica, a Prato debutta il nuovo festival
“DĀR – LA CASA DEI SUONI E DELLA VOCE”
Il progetto a cura di Toscana Promozione Musica fa dialogare 16 artisti di calibro internazionale con gli spazi del Complesso e nell’adiacente Oratorio di San Sebastiano, da Danilo Rea a Cristina Donà, da Michel Godard a Gavino Murgia, fino a Paolo Angeli, Pasquale Mirra e Natasa Mirkovic
Ci sono luoghi che custodiscono la propria essenza come una materia preziosa, e ci sono musicisti capaci di restituirla trasformata in canto e suono. Da venerdi 17 a domenica 19 luglio, il Complesso di San Domenico a Prato, con l’adiacente Oratorio di San Sebastiano apre alla prima edizione del nuovo festival “DĀR” – La casa dei suoni e della voce, progetto curato e diretto da Toscana Produzione Musica (TPM), centro diffuso di creazione e produzione musicale dal vivo riconosciuto dal Ministero della Cultura.
Sedici artisti di calibro internazionale – da Danilo Rea a Cristina Donà, da Michel Godard a Gavino Murgia- abiteranno gli spazi del Complesso (tra il Chiostro, la Basilica e con alcuni live itineranti nei corridoi), con la le loro creatività musicali e azioni sonore, dalle 19 fino a notte, per apprezzare le sfumature dei luoghi coinvolti in varie fasce del giorno. Il festival è realizzato in collaborazione con Prato Cultura e sostenuto da Regione Toscana e Comune di Prato.
Il titolo, DĀR, si apre a significati molteplici: nelle lingue del Mediterraneo e del vicino Oriente indica la casa, la dimora, ma richiama insieme il gesto del dare, dar voce, dar ascolto, dare ospitalità. Non è un caso che i direttori artistici Maurizio Busìa e Francesco Mariotti abbiano scelto proprio l’antico Convento domenicano, un posto che per secoli è stato spazio di predicazione e comunità, dove la voce non era mai ornamento, ma strumento di conoscenza. Così il festival diventa un terreno di incontro tra memorie e linguaggi, tra tradizioni e contemporaneità, in grado di riattivare l’eredità dei luoghi in chiave attuale, culturale e sociale.
Dichiara l’assessora alla cultura del Comune di Prato Ilaria Santi: “Nel cuore di Prato, San Domenico è una presenza silenziosa e defilata. Nel contesto degli edifici conventuali del lato ovest delle mura, le sue dimensioni non si impongono, ma basta varcare la soglia del chiostro per rendersi conto della complessità e dell‘intreccio di volumi che accolgono e incuriosiscono il visitatore. L‘altra caratteristica di San Domenico è il silenzio, a due passi dall‘animazione del centro e dal traffico oltre le mura. L‘idea di ospitare in questi spazi il progetto DĀR è quindi quanto di più appropriato, pensando a un programma in cui suoni, voci e musiche si incontrano, si rincorrono e trovano casa. I protagonisti di questo progetto, dai più giovani ai più esperti, sono la garanzia di un’esplorazione attenta e consapevole e al tempo stesso aperta alla sorpresa. Spero che la città possa accostarsi a questa esperienza con l‘interesse e la curiosità che essa merita”.
“Abbiamo chiesto a musiciste e musicisti di profonda sensibilità e alto livello artistico di far emergere l’essenza delle stanze di San Domenico – affermano Maurizio Busìa e Francesco Mariotti, direttori artistici di Toscana Produzione Musica – lavorando in un dialogo tra il suono e i luoghi con particolare attenzione al rispetto delle architetture sacre e a un rapporto il più possibile scevro dall’utilizzo della tecnologia, per ritrovare un respiro inedito. Il progetto resta ancorato ad un approccio laico alle culture, anche se il tema della ritualità della musica in quelle tradizionali, contemporanee e, in particolare, in quelle del Mediterraneo, resta un punto di attenzione importante in tempi segnati da tensioni internazionali e spaesamento quotidiano”.
Il cast convocato per questa prima edizione intreccia generazioni, geografie e linguaggi diversi. Il 17 luglio Danilo Rea, tra i pianisti italiani più amati e stimati per la sua capacità di attraversare jazz, canzone d’autore e improvvisazione pura, incontra il francese Michel Godard, virtuoso di tuba e del raro serpentone, per presentare il disco “La finestra di Puccini”, che promette di essere uno dei momenti più attesi della tre giorni. Il progetto ha preso il via proprio da un incontro tra i due musicisti voluto da Toscana Produzione Musica nel 2023, ed è da poco diventato un disco pubblicato da Parco della Musica Records (Chiostro, ore 21.30). Il 18 luglio, la voce limpida e visionaria di Cristina Donà, cantautrice che da oltre vent’anni scrive alcune tra le pagine più personali della musica italiana, qui accompagnata da Saverio Lanza e dal coro Manura Vocal Ensemble porterà “Canzoni in controluce”, percorso nel cuore del suo repertorio (Chiostro ore 21.30). Il 19 luglio doppio concerto con Gavino Murgia, sassofonista sardo che ha fatto del canto a tenore e delle tradizioni mediterranee un linguaggio jazz originalissimo, in dialogo con il bandoneon di Daniele Di Bonaventura, tra i più raffinati interpreti italiani dello strumento di Piazzolla. A seguire, si esibirà Paolo Angeli, chitarrista-inventore la cui “chitarra sarda preparata” è ormai un unicum nel panorama internazionale della ricerca sonora (ore 21.30).
Tra i nomi internazionali, Natasa Mirkovic, cantante bosniaca capace di far incontrare i Balcani con l’Europa jazzistica, itinerante tra le stanze di San Domenico (18.07 e 19.07 dalle ore 20). Ha studiato musicologia e canto classico a Sarajevo e ha proseguito gli studi di canto solista e oratorio a Graz prima di trasferirsi a Vienna dove vive e insegna. Le sue capacità sono state riconosciute anche a Hollywood: su invito del compositore Gabriel Yared, ha cantato la canzone che dà il titolo al film Nella terra del sangue e del miele, debutto alla regia di Angelina Jolie.
A chiudere, domenica 19 luglio alle ore 23 presso l’Oratorio di San Sebastiano sarà il live del chitarrista e producer Riccardo Onori, in scena insieme alla vocalist tedesca Sabina Sciubba e al contrabbassista statunitense Joe Rehmer con brani ispirati dal progetto, partendo dal campionamento del suono dell’organo della chiesa, restituito in chiave contemporanea.
Nel programma anche i talenti toscani o che la Toscana la stanno vivendo e attraversando da tempo, a testimonianza di un progetto che è anche radicamento sul territorio: il trombettista pratese Jacopo Fagioli, incoronato Nuovo Talento Italiano nella classifica TopJazz 2025 della rivista Musica Jazz con il batterista pratese Andrea Melani (18.07 ore 19, Chiostro); il sassofonista livornese Dimitri Grechi Espinoza (17.07 ore 19, Basilica), il vibrafonista Pasquale Mirra (17.07 ore 20, Campanile e Chiostro Basilica di San Domenico) e la contrabbassista senese Silvia Bolognesi (19.07 chiostro, ore 19). A disegnare le luci che accompagneranno le performance sarà Jean Paul Carradori.
I biglietti per i tre concerti nel Chiostro (Danilo Rea e Michel Godard, Cristina Donà e il doppio concerto Gavino Murgia e Daniele Di Bonaventura / Paolo Angeli) hanno un costo di 12 euro e sono acquistabili tramite il circuito TicketOne. Per tutti gli altri appuntamenti è previsto un biglietto di ingresso di 2 euro, disponibile la sera stessa fino a esaurimento posti.
Programma completo e aggiornamenti su www.toscanaproduzionemusica.it.
Toscana Produzione Musica è pensato fin dalla sua fondazione come un centro di creazione musicale diffuso, con progetti tesi a rispondere a necessità molteplici, attraverso un lavoro costante di progettazione, confronto, creazione, come cardini di un sistema che lavora su una vasta rete di spazi, territori e relazioni che coinvolgono la realtà toscana, nazionale e internazionale. Nel 2026, in programma 200 artisti per 100 eventi, progetti originali che nascono sull’asse Firenze-Pisa per diffondersi nel mondo, e che si sommano alle centinaia di produzioni ideate e realizzate a partire dal 2022, anno della fondazione (circa 400 eventi per 300 artisti).
Con partner quali I-Jazz, Europe Jazz Network, Siena Jazz – Accademia Nazionale del Jazz, Scuola Normale Superiore di Pisa, Salty Music, Città del Teatro – Fondazione Sipario Toscana Onlus di Cascina e molti altri, il centro ha creato una rete in cui operatori e musicisti possono muoversi con fiducia, attraverso un territorio di moltiplicazione delle opportunità di presenza e di supporto, dalla parte creativa a quella più pratica, amministrativa e organizzativa. Programma in aggiornamento continuo su http://toscanaproduzionemusica.it
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