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Sei giorni di teatro sociale al Brillante – Nuovo Teatro Lippi: debutta “Il Capitano della Ciurma degli Storti” il 10/10

Debutta al Brillante – Nuovo Teatro Lippi “Il Capitano della Ciurma degli Storti”, fra impegno sociale ed esperienze di vita vissuta, sabato 10 ottobre
Il monologo di Massimo Bonechi e Riccardo Goretti è ispirato alla vita di un operatore di teatro sociale che lavora con persone con disabilità. Prodotto da Sta – Spazio Teatrale Allincontro, lo spettacolo fa parte di un progetto premiato dal Ministero della Cultura.

 

 

Firenze, 5 ottobre 2026 – Professione operatore di teatro sociale, colui che lavora nel mondo delle persone con disabilità, “capitano di una ciurma” a modo suo.
Dal vissuto personale al palcoscenico – quello del Brillante – Nuovo Teatro Lippi (via Pietro Fanfani 1/A) – a debuttare sabato 10 ottobre (alle 21) sarà l’attore Massimo Bonechi che ha trasformato in uno spettacolo teatrale la sua esperienza ultraventennale con un gruppo di persone con disabilità: con lui c’è Riccardo Goretti, sia come autore che come attore in scena, con cui Bonechi fa coppia fissa nella gestione di Sta – Spazio Teatrale Allincontro a Prato.
“Il Capitano della Ciurma degli Storti” porta la firma proprio di Sta – Spazio Teatrale Allincontro: un monologo che nasce a Prato, in un contesto di accoglienza e inclusione, come quello del laboratorio teatrale della cooperativa Margherita presente dal 1999, uno spettacolo reso possibile grazie a un finanziamento del Ministero della Cultura e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Prato.

Di recente Sta – Spazio Teatrale Allincontro è stato infatti premiato dal Ministero della Cultura per la sua proposta di teatro indipendente che fa comunità sul territorio, tessendo una rete con migranti e persone con disabilità sul territorio: il progetto “Prato, Teatro urbano sociale – Voci dal territorio” della cooperativa Margherita è stato selezionato su un totale di 143 domande nell’ambito del bando “Teatro urbano, sociale e di strada”.

Lo spettacolo di Massimo Bonechi e Riccardo Goretti muove dal tentativo di mettere in discussione una parola spesso abusata: inclusione. Che cosa significa davvero includere qualcuno? È sufficiente accogliere, aiutare, proteggere, compatire? Oppure includere significa anche accettare che l’altro possa essere diverso da noi, imprevedibile, scomodo, persino insopportabile? Lo spettacolo prova a spostare lo sguardo: non raccontare “i disabili” come persone speciali, fragili o esemplari, ma restituire loro il diritto di essere semplicemente persone. Paolo, Tiziana, Sonia, Massimiliano e tutti gli altri non sono persone da compatire né figure da celebrare. Sono presenze che costringono il protagonista (e forse anche noi tutti) a fare i conti con un’idea di normalità costruita da qualcun altro. E allora il teatro diventa un luogo dove poter rallentare, sbagliare, perdere il filo, cambiare strada; dove non è necessario essere “come gli altri” per avere diritto a stare con gli altri.
“Il Capitano della Ciurma degli Storti” s’inserisce nel programma “Cammin facendo. Cantiere culturale: azioni, riflessioni, scambi sul teatro sociale” al Brillante – Nuovo Teatro Lippi, promosso da Arci, Blanca Teatro, Sta – Spazio Teatrale Allincontro e Cooperativa sociale Margherita con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze: dal 6 all’11 ottobre, il palcoscenico diventa un cantiere culturale aperto alla città, con quattro spettacoli e tre laboratori gratuiti per conoscere, condividere e sperimentare il teatro sociale. All’interno di questo programma s’inserisce sabato 10 ottobre, alle 10 alle 12.30, un laboratorio per operatori di teatro sociale con Massimo Bonechi, dedicato agli strumenti per lavorare con gruppi e contesti sociali diversi. Ingresso gratuito, info e prenotazioni al numero 333 4995033; info@blancateatro.it.

Gran finale di “Cammin facendo” con “Il Capitano della Ciurma degli Storti”, uno spettacolo sul confine (in)visibile tra loro e noi, sull’impotenza e sulla responsabilità, sull’amore e la fatica delle famiglie, sulle risate e sul dolore.

Un racconto ironico e feroce, personale e collettivo, che attraversa la commedia per parlare di disabilità, di cura, di fragilità, di voglia di essere nel mondo, e soprattutto di una strada che nessuno conosce in anticipo.

 

Maria L.
Ufficio Stampa Sta – Spazio Teatrale Allincontro
Mob. +39 3384005369

Redazione

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