La Val di Bisenzio entra nel Distretto rurale regionale castanicolo toscano

La Val di Bisenzio entra nel Distretto rurale regionale castanicolo toscano
I Consigli comunali di Cantagallo, Vaiano e Vernio affidano all’Unione il compito di formalizzare l’adesione. Vivarelli: “Uniti per tutelare i castagneti e sostenere chi continua a prendersene cura”. La soddisfazione di Bosi, presidente dell’Associazione castanicoltori
Vaiano, 12 agosto 2026 – La Val di Bisenzio si prepara ad entrare nel Distretto rurale regionale castanicolo toscano. I Consigli comunali di Cantagallo, Vaiano e Vernio, nelle ultime sedute, hanno infatti approvato l’adesione e conferito all’Unione dei Comuni della Val di Bisenzio la delega per portare avanti gli atti necessari.
La scelta permette ai tre Comuni di presentarsi insieme all’interno di un organismo regionale nato per rafforzare la filiera del castagno, recuperare i castagneti da frutto e promuovere un modello di sviluppo capace di coinvolgere agricoltura, artigianato, turismo e commercio. Tra gli obiettivi ci sono anche la tutela del paesaggio, la salvaguardia delle produzioni tipiche, la promozione del turismo sostenibile e il contrasto allo spopolamento delle aree interne.
Il Distretto comprende i territori di 173 Comuni ed è il risultato di un percorso promosso dalla Regione e da Anci Toscana, al quale hanno partecipato amministrazioni locali, associazioni castanicole, organizzazioni agricole, cooperative, imprese e mondo della ricerca. Con la prima assemblea del 14 luglio sono stati eletti gli organi statutari. Alla presidenza è stato scelto all’unanimità Emanuele Piani, sindaco di San Godenzo e castanicoltore.
«L’adesione dei tre Comuni e la scelta di affidare la delega all’Unione consentono alla Val di Bisenzio di partecipare al Distretto con una voce unica – dichiara la presidente dell’Unione dei Comuni Francesca Vivarelli –. Il castagno è parte della storia, del paesaggio e dell’identità della nostra valle, ma può rappresentare anche una risorsa per il suo futuro. Fare rete a livello regionale significa poter condividere competenze, sviluppare progetti e intercettare risorse utili a recuperare i castagneti, sostenere chi continua a coltivarli e creare nuove prospettive per le aree montane. È un impegno che riguarda non soltanto la produzione, ma anche la cura del territorio e la sua difesa dall’abbandono».
Una produzione legata soprattutto alla farina
La Val di Bisenzio non è caratterizzata da una produzione prevalente di marroni, ma da diverse varietà di castagne tradizionalmente raccolte, essiccate nelle cannicciaie e trasformate in farina. La produzione locale varia in base all’andamento delle stagioni e si attesta mediamente tra i 25 e i 40 quintali di farina di castagne all’anno.
«L’ingresso nel Distretto è una notizia molto positiva e crea molte aspettative, anche se sappiamo che c’è tanto lavoro da fare – afferma Primo Bosi, presidente dell’Associazione castanicoltori della Val di Bisenzio –. Per noi sarà importante confrontarci con le altre realtà toscane, condividere conoscenze e tecniche e riuscire ad accedere a risorse per il recupero dei castagneti. Nella nostra valle questo è ancora un lavoro quasi eroico, svolto in gran parte a mano da piccoli produttori e appassionati. La Regione ha deciso di accendere un faro sulla filiera e di investirvi: è un segnale importante per valorizzare le nostre produzioni e non disperdere un patrimonio che appartiene a tutto il territorio».
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Monica Pieraccini
Ufficio stampa Unione Comuni Val di Bisenzio
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