
XXV PREMIO ALFREDO CATARSINI 2027
Tattili Armonie: i giovani reinterpretano
tre capolavori dei musei toscani
Viareggio (LU) | 02.10.2026
Questa volta ha anche un sottotitolo: “Tattili Armonie: i giovani reinterpretano i capolavori dei musei toscani”. Il Premio Catarsini compie 25 anni, fa un deciso salto di qualità e guarda al futuro con grande ottimismo.
Questa mattina a Palazzo Sacrati Strozzi di Firenze, sede della Giunta Regionale Toscana, Cristina Manetti (Assessore alla cultura della Regione Toscana), Carlotta Paola Brovadan (Direttrice Regionale Musei Nazionali della Toscana del Ministero della Cultura) ed Elena Martinelli (Presidente della Fondazione Alfredo Catarsini 1899 ETS) hanno presentato la XXV edizione del “Premio Alfredo Catarsini”, promosso dalla stessa Fondazione Catarsini e riservato agli studenti delle classi III, IV e V degli istituti d’arte della Toscana.
All’incontro erano presenti, tra gli altri, Laura Scopetta (Vicedirettore Ufficio Regionale Scolastico per la Toscana), Teresa Madeo (Segretaria particolare Direzione Regionale URS per la Toscana), Tiziano Lera (Presidente XXV edizione Premio Catarsini), Silvia Fersino, Adelaide Di Tullio e Paolo Netti (rispettivamente Presidente, Cerimoniera e Segretario aggiunto del Lions Club Firenze Michelangelo).
Nato nel 2002 come percorso formativo d’eccellenza, da tre anni il Premio prevede la realizzazione di opere per la lettura tattile, è patrocinato dalla Regione Toscana, realizzato in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana e il Lions Club Firenze Michelangelo, e rientra nel programma pluriennale ‘L’Arte accessibile per tutti’, che la Fondazione Catarsini dedica all’inclusione sociale.
Nel suo intervento l’assessore Manetti ha detto che «Il Premio Alfredo Catarsini raggiunge un traguardo importante, quello dei 25 anni, e lo fa compiendo un ulteriore passo avanti, capace di unire cultura, formazione, creatività e inclusione. Rendere l’arte realmente accessibile a tutti significa abbattere barriere e permettere a ciascuno di entrare in relazione con il nostro patrimonio culturale, anche attraverso modalità nuove e linguaggi diversi. È particolarmente significativo che a essere protagonisti di questo percorso siano i giovani, chiamati a confrontarsi con alcuni straordinari capolavori custoditi in Toscana e a reinterpretarli attraverso opere tattili. In questo modo non sono soltanto studenti che partecipano a un concorso, ma diventano parte attiva di un progetto di accessibilità e valorizzazione dei nostri musei. Come Regione siamo a fianco con convinzione di iniziative come questa, perché una cultura aperta, inclusiva e capace di coinvolgere le nuove generazioni è una cultura che costruisce comunità e futuro».
«Sostenere e collaborare alla costruzione di un modello virtuoso di partecipazione dove le competenze e la sensibilità dei ragazzi diventano parte concreta di un progetto che guarda all’accessibilità come componente essenziale della fruizione culturale è una delle priorità del percorso di valorizzazione del patrimonio statale – ha aggiunto Carlotta Paola Brovadan –. La XXV edizione del Premio regionale Alfredo Catarsini e la collaborazione con tutte le istituzioni coinvolte rende possibile riconoscere ai giovani un ruolo nuovo: non soltanto quello di studenti, ma di veri e propri interpreti del patrimonio condiviso e accessibile per tutti. Tradurre un’opera d’arte in una forma tattile e tridimensionale significa sperimentare un linguaggio capace di superare la dimensione esclusivamente visiva e di restituire la possibilità di conoscere e comprendere l’opera attraverso altri sensi. È particolarmente significativo che le opere selezionate possano diventare prototipi per laboratori esperienziali all’interno dei musei. In questo modo il lavoro degli studenti non rimane confinato all’esperienza del concorso, ma entra nei luoghi della cultura e può contribuire a costruire nuove modalità di incontro con le opere e con i capolavori».
«Non a caso – ha specificato la Presidente Martinelli –, la manifestazione detiene un primato unico a livello nazionale: è l’unico concorso in Italia interamente incentrato sulla creazione di opere tattili. Una sfida scientifica e creativa che stimola i giovani a reinterpretare la pittura in forma di esperienza sensoriale universale, consentendo anche alle persone non vedenti o ipovedenti di ‘vedere’ l’arte attraverso il tatto».
Inevitabile evoluzione
Per 21 edizioni, cioè fino al 2022, il Premio Catarsini è stato essenzialmente un concorso di grafica; poi dal 2023 la Fondazione Catarsini ha pensato di dare una nuova identità alla manifestazione, aprendo alla realizzazione di opere tattili, tratte da dipinti di Alfredo Catarsini che sono servite per allestire Laboratori esperienziali nelle tappe del Cammino I luoghi di Catarsini; attualmente ne sono attivi sette, ai quali presto se ne aggiungeranno altri due. «Tutto ciò per portare sul territorio strumenti tiflodidattici di facile e gratuita consultazione – ha ribadito Elena Martinelli – al fine di avvicinare anche le persone con disabilità all’opera d’arte e ad esercitarsi in modo autonomo, secondo la metodica messa a punto dalla Fondazione Catarsini e attualmente utilizzata in molti ambiti anche di turismo culturale e non solo».
Adesso il Premio evolve, cambia di nuovo e propone un’importante novità.
2027: un’edizione “super”
Nel 2027 il premio evolverà ulteriormente e gli studenti che vi prenderanno parte saranno chiamati ad affrontare nuove sfide. Infatti il concorso si apre al patrimonio artistico pubblico mirando a valorizzare quello museale regionale per rendere l’arte ancor di più accessibile a tutti, invitando gli studenti a ispirarsi – con piena libertà di tecnica e interpretazione – a tre capolavori custoditi nei musei di Arezzo, Firenze e nella cattedrale di Lucca per la realizzazione di opere tattili che saranno poi donate ai musei stessi con l’obiettivo sia di favorire l’allestimento di Laboratori esperienziali per persone con disabilità visiva, sia per permettere a tutti di esplorare tattilmente le reinterpretazioni delle opere insieme all’ascolto delle descrizioni adattate dei manufatti.
I giovani partecipanti al Premio Catarsini 2027 – che sarà nuovamente affiancato dalla testata www.superando.it come media partner – saranno chiamati a cimentarsi nella traduzione tattile di tre importanti capolavori: il Cristo deriso del Beato Angelico, affresco realizzato tra il 1438 e il 1440, che misura 195 × 159 centimetri e che si trova nel Museo di San Marco a Firenze; il più antico ritratto di San Francesco finora conosciuto, opera di Margarito d’Arezzo, tempera su tavola dipinta tra il 1260 e il 1275, che misura 128 x 51 centimetri ed è custodito nel Museo nazionale d’Arte Medievale e Moderna di Arezzo; il famoso Volto Santo di autore sconosciuto, imponente scultura lignea (in noce con braccia applicate) policroma, realizzata intorno all’860 dopo Cristo, che misura 250 x 270 x 40 centimetri (il Cristo) e 442 x 286 centimetri (la Croce), conservato nella Cattedrale di San Martino, a Lucca, e che recentemente è stato restaurato dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze.
Per il Premio, per chi l’organizza e per chi vi partecipa si tratta di un evidente salto di livello «che trasforma gli studenti da semplici concorrenti a protagonisti attivi dell’accessibilità museale nella Regione, portando la loro creatività direttamente nelle collezioni e nei percorsi espositivi permanenti» ha concluso la Presidente Martinelli.
«Al consueto apprezzamento per l’iniziativa del Premio, così tenacemente e fruttuosamente portato avanti dalla Fondazione viareggina – ha affermato Cristina Acidini, Presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze –, unisco le congratulazioni per la scelta delle opere da reinterpretare. Una di queste, il San Francesco di Margarito, farà presto parte della mostra dedicata al Santo Patrono d’Italia nella Galleria d’Arte Moderna del Comune di Arezzo, in quanto documento visivo antichissimo e fondamentale per l’immagine del Poverello di Assisi».
Nell’attuazione dell’edizione numero 25 del “Premio Catarsini” gioca un ruolo fondamentale il sostegno del Lions Club Firenze Michelangelo: «Il tema della vista è una delle cause globali del Lions International – ha sottolineato la Presidente Fersino –, che da sempre pone la disabilità visiva al primo posto dei propri services, sia a livello mondiale, sia locale. Il sostegno ai giovani e al patrimonio culturale costituiscono un impegno prioritario e costante per il nostro Club. Riuscire a rendere l’arte fruibile da tutti è un’importante barriera che vogliamo davvero contribuire ad abbattere».
Considerata l’importanza del Premio, la manifestazione ottiene il sostegno anche del Distretto Lions 108 La (Toscana): «Vista l’unicità del Premio Catarsini a livello nazionale – ha aggiunto Piero Fontana, Governatore del Distretto Lions – e l’attenzione che i Lions di tutto il mondo dedicano ai giovani, alla vista e al mondo della disabilità, l’iniziativa ha destato estrema attenzione nella nostra Associazione e speriamo divenga spunto per attività analoghe in altre zone della Toscana».
Un Comitato scientifico di alto livello
L’iniziativa si avvale quest’anno di un Comitato Scientifico di alto profilo istituzionale composto da: Cristina Manetti, Carlotta Paola Brovadan, Cristina Acidini, Tiziano Lera, Silvia Fersino, Elena Martinelli, Stefano Casciu (Presidente Associazione Amici dell’Opificio Pietre Dure), Marco Mozzo (Direttore del Museo di San Marco di Firenze), Luisa Berretti (Direttrice Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna di Arezzo), Anna Soffici (Curatrice storica dell’arte Museo di San Marco di Firenze), Rodolfo Bona (Storico dell’arte e curatore Mostra antologica Alfredo Catarsini), Adelaide Di Tullio e Paolo Netti.
La cerimonia di premiazione dell’edizione 2027 del Premio Catarsini si terrà il prossimo mese di aprile 2027 a Palazzo Sacrati Strozzi di Firenze, sede della Giunta Regionale della Toscana, dove sarà allestita la mostra degli elaborati finalisti.
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