CULTURA

Mercoledì la presentazione della ricerca sui Monti di Pietà toscani

Mercoledì (ore 16.30) all’Archivio di Stato si parla dei Monti di Pietà e dell’origine del credito solidaristico

Una storia antica che interroga il nostro presente

 

Prato, lunedì 23 marzo 2026 – Quella dei Monti di Pietà è una storia antica che interroga il nostro presente e la sua capacità di affermare, prima dell’interesse economico, la centralità della persona umana. Delle origini dei Monti di Pietà di Prato, Pistoia, Firenze e Arezzo si parlerà mercoledì 25 marzo, alle 16.30, in Palazzo Datini, nella sala conferenze dell’Archivio di Stato (via Ser Lapo Mazzei, 41). In primo piano la ricerca di Paola Pinelli, docente di Storia Economica dell’Università di Firenze, che nel volume “Considerato la pestifera voragine et pessimo verme dell’usura” indaga le motivazioni da cui nasce, nella seconda metà del Quattrocento, l’esperienza dei Monti di Pietà e approfondisce la loro organizzazione.   “Un’indagine che parla di vita concreta, di come donne e uomini del nostro passato cercarono di rispondere al problema della povertà e contrastare l’usura inventando il credito solidaristico”, sottolinea la presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Diana Toccafondi. Alla presentazione del volume, con l’autrice e la presidente, intervengono il vescovo di Prato, Giovanni Nerbini e Maria Giuseppina Muzzarelli del Centro studi sui Monti di Pietà – Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.  L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, dall’Archivio di Stato e dalla Fondazione Casa Pia dei Ceppi nell’ambito del progetto Le forme del pensiero: saperi, simboli e istituzioni tra storia e spiritualità.

“L’approfondimento della conoscenza di forme di microcredito, come furono quelle erogate dai Monti di Pietà delle origini, è stata motivata dal rinnovato vigore che ai nostri giorni hanno assunto le tematiche che portarono all’invenzione di questi istituti – mette in evidenza Paola Pinelli – Secondo l’ultimo rapporto Istat, la povertà nel nostro Paese interessa infatti più di 14 milioni di persone, circa un quarto della popolazione, ed è divenuto un problema importante,  in relazione al quale dovranno essere prese decisioni politiche e dovranno essere realizzati degli interventi per contenere il fenomeno, che altrimenti rischia di attivare una profonda disgregazione sociale”.

Redazione

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