L’“antica ribelle” Franca Pisani espone un suo telero a Helsinki

L’“antica ribelle” Franca Pisani
espone un suo telero a Helsinki
Pietrasanta (LU) | 31.08.2026
L’arte di Franca Pisani, attiva da oltre 50 anni nell’ambito dell’arte concettuale e già protagonista di tre edizioni della “Biennale di Venezia”, torna a superare le frontiere.
Nel Meilaheden Kartanon Tanssipaviljonki di Helsinki, in Finlandia, dal 16 settembre al 25 ottobre 2026 l’Artista esporrà uno dei quindici grandi teleri già ammirati tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024 a “Il Balcone del cielo”, la grande mostra personale allestita nel Complesso Monumentale di Sant’Agostino, a Pietrasanta (dove Franca Pisani vive e lavora ormai da oltre 10 anni), curata da Alberto Dambruoso, critico indipendente d’arte contemporanea.
Vero e proprio ponte teso verso la contemporaneità, a Helsinki Franca Pisani esporrà la sua opera Mare aperto (290 cm x 330 cm), che mette in evidenza lo spirito dell’artista, che si definisce «un’antica ribelle», ha operato ed è tuttora attiva nelle dinamiche della lotta per la condizione della donna nella società.
Artisticamente, il colore torna finalmente a imporsi sul nero e guarda al futuro con rinnovato ottimismo, fornendo una spinta propositiva verso il domani; di matrice caravaggesca, il fondo scuro non simboleggia la fine, ma l’inizio: il buio è il grembo da cui scaturisce la luce, è l’orizzonte quotidiano in cui è possibile superare le paure nascenti dalla consapevolezza delle proprie radici primordiali. Le tracce segniche e lo spazio mentale dimostrano come la pittura di Franca Pisani sia tornata al colore: risplendono infatti i gialli dei girasoli di Van Gogh, come i campi della “sua” Maremma, i rossi vermiglio del tramonto, gli azzurri cobalto, i verdi turchese del mare d’estate.
Ancora una volta, Franca Pisani non si ferma all’apparenza, ma va oltre: configurandosi infatti come un atto di ribellione passiva contro le sovrastrutture storiche dell’arte tradizionale, la sua poetica tra arte concettuale e memoria arcaica continua a esplorare le radici umane come caverna del rito collettivo.
Teleri e arte concettuale: un legame antico
Da quasi dieci anni – da quando espose una prima serie di opere dipinte su seta di Lione al Macro di Roma nella mostra curata da Duccio Trombadori – Franca Pisani utilizza i teleri veneti come un ponte concettuale tra la tradizione rinascimentale e l’arte contemporanea. Il termine telero indica le grandi tele di lino che nel ‘400 e ‘500 venivano create da artisti del calibro di Tintoretto e Carpaccio.
L’unione tra il telero tradizionale e l’arte concettuale contemporanea dell’artista affonda le sue radici nella formazione giovanile a Firenze, dove Pisani è cresciuta sotto l’influenza diretta di Eugenio Miccini e Ketty la Rocca – i maestri del Gruppo 70 – i quali si concentravano sulla demistificazione del linguaggio. La loro impronta concettuale è la chiave per capire come l’Artista sia arrivata a reinventare e fondere parola, immagine e segno con supporti e materiali non convenzionali. Pisani ha infatti ereditato da La Rocca e Miccini la spinta sperimentale e intermediale nonostante questi lavorassero prevalentemente sul segno grafico, sul collage, sul corpo.
Pisani invece compie il cammino inverso, quasi archeologico: mantiene la matrice mentale e concettuale dei suoi Maestri, ma la applica al recupero della manualità e dei grandi supporti storici. Per lei il telero veneto cessa di essere semplice elemento decorativo rinascimentale, ma si trasforma in un dispositivo concettuale uno spazio aperto, una pelle che non imprigiona l’opera ma la rende fluida, rappresenta la continuazione pittorica monumentale di quelle rivendicazioni femminili esistenziali che Ketty La Rocca esprimeva attraverso i suoi celebri stencil, video o i gesti delle mani.
Il telero, la forza scenografica e teatrale di esso, diventa il punto di sintesi perfetto tra la fisicità della pittura e la storia dell’arte italiana (il Rinascimento, l’ombra di Caravaggio) che vengono riscritte attraverso la lente rigorosa, celebrale e militante dell’arte concettuale di Franca Pisani.
Un altro telero da ammirare
A dire il vero, il telero che sarà protagonista della mostra di Helsinki non è l’unico dei quindici ammirati a Pietrasanta a essere in mostra in questo momento. Da qualche tempo, infatti, un altro telero dal titolo Linee invisibili (330 cm x 330 cm) è visibile a Villa Vittoria di Firenze, sede del Palazzo dei Congressi, all’interno di un importante progetto di valorizzazione voluto da Lorenzo Becattini, Presidente di Firenze Fiera.
Franca Pisani
Pietrasanta (LU)
francapisani56@gmail.com


