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AD ARTIGIANATO E PALAZZO XXXII

per

RICETTE DI FAMIGLIA”

LE RICETTE DI SUOR INTINGOLA:

ALBINA LUCARELLI BECEVELLO, LA CUOCA DI GABRIELE D’ANNUNZIO

Tutti i giorni alle 18.00 al Giardinetto delle Rose

11/13 settembre 2026

Giardino Corsini, Firenze

Ricette di Famiglia, il consueto appuntamento pomeridiano curato dalla critica enogastronomica Annamaria Tossani nell’ambito della mostra Artigianato e Palazzo, è quest’anno un viaggio intimo nella cucina, nei gusti e nella quotidianità di Gabriele D’Annunzio, attraverso la storia di Albina Lucarelli Becevello, la sua fidata cuoca, affettuosamente soprannominata “Suor Intingola”, e il singolare rapporto di fiducia e complicità che li legò per oltre vent’anni.

Giunta alla XXXII edizione, la Mostra, promossa e organizzata da Sabina Corsini e Neri Torrigiani, è in programma dall’11 al 13 settembre al Giardino Corsini di Firenze e riunisce una nuova selezione di 100 artigiani e giovani designer, mettendo in dialogo le diverse declinazioni dell’artigianato contemporaneo, accomunate da una ricerca condivisa: osservare i processi di trasformazione della natura come punto di partenza del proprio progetto creativo.

Quello di Ricette di Famiglia è un racconto che, partendo dagli aneddoti e dalle consuetudini della tavola dannunziana, ci permette di entrare nella dimensione più privata della vita del poeta e di riscoprire una figura femminile rimasta a lungo nell’ombra, ma per lui assolutamente preziosa”, spiega la curatrice Annamaria Tossani.

Attraverso il ricco epistolario conservato al Vittoriale degli Italiani – oltre 2.000 biglietti e messaggi con cui il poeta le affidava desideri, richieste e curiosità gastronomiche – prende vita il racconto di un rapporto umano e professionale unico, fatto di affetto, fiducia e grande passione per la cucina.

È proprio grazie a questa straordinaria corrispondenza che oggi è possibile conoscere una parte della vita di D’Annunzio che difficilmente sarebbe arrivata fino a noi: quella delle stanze private, della cucina, dei pasti, delle abitudini quotidiane e dei rapporti con le persone che vivevano e lavoravano al suo fianco.

La storia di Suor Intingola permette soprattutto di restituire dignità e visibilità a una donna che, lontana dai riflettori, fu per D’Annunzio molto più di una cuoca: una presenza fedele, una confidente e una figura di riferimento nella sua quotidianità, capace di interpretare e trasformare in piatti i desideri, spesso imprevedibili, del Vate.

Il racconto di questa particolare storia sarà affidato a Maddalena Santeroni, autrice e studiosa, e a Federico D’Annunzio, pronipote del Vate.

Venerdì 11 settembre, alle ore 18.00, Maddalena Santeroni accompagnerà il pubblico alla scoperta della figura di Suor Intingola e del suo rapporto con D’Annunzio, anche attraverso il volume La cuoca di D’Annunzio. I biglietti del Vate a “Suor Intingola”. Cibi, menù, desideri e inappetenze al Vittorial (Utet Libri) e, scritto insieme alla giornalista e scrittrice Donatella Miliani.

Sabato 12 e domenica 13 settembre, alle ore 18.00, sarà invece Federico D’Annunzio, pronipote del poeta, a raccontare aneddoti e curiosità legati alla figura del Vate, alla sua vita domestica e alla sontuosa e talvolta bizzarra tavola del Vittoriale.

Agli incontri del fine settimana si affiancheranno le letture di alcuni fra i più curiosi messaggi dell’epistolario, affidate all’attrice toscana Maria Cassi, nota per le sue interpretazioni ironiche e raffinate.

Le parole di D’Annunzio torneranno così a vivere attraverso i biglietti indirizzati alla sua cuoca, restituendo tutta la vivacità, l’ironia e la complicità di una relazione costruita anche intorno al piacere della tavola.

Al termine di ogni incontro, il pubblico potrà degustare un assaggio delle preparazioni più care a Suor Intingola e al “Padre Priore”, come talvolta il poeta amava firmarsi nelle lettere indirizzate alla sua cuoca.

Le preparazioni saranno realizzate da Lo Scalco Catering di Firenze e servite sui piatti della collezione “Ricette di Famiglia” di Bitossi Home.

A cura della Libreria BRAC, sarà inoltre in vendita e firrmacopia del libro di Maddalena Santeroni e Donatella Miliani, La cuoca di D’Annunzio. I biglietti del Vate a “Suor Intingola”. Cibi, menù, desideri e inappetenze al Vittoriale (UTET Libri).

SUOR INTINGOLA, LA “REGINA DELLA CUCINA” DEL VATE

Albina Lucarelli Becevello conobbe D’Annunzio a Venezia, dove lavorava come cuoca alla Casetta Rossa. Lo seguì successivamente a Fiume e poi al Vittoriale di Gardone Riviera, dove rimase al suo fianco fino alla morte del poeta, nel 1938, con l’incarico di responsabile della cambusa e di cuoca personale.

Al Vittoriale, Suor Intingola governava quello che D’Annunzio considerava il proprio “regno del fuoco”: una cucina ampia e luminosa, curata nei dettagli, dotata persino di una ghiacciaia e degli strumenti necessari per preparare i piatti più diversi. Era pronta a mettersi ai fornelli a qualsiasi ora del giorno e della notte, anche per soddisfare le richieste più imprevedibili del Vate.

Salutista attentissimo alla propria forma fisica, ma anche raffinato gourmet, D’Annunzio viveva il rapporto con il cibo in maniera tutt’altro che lineare: alternava giorni di digiuno quasi completo a scorpacciate abbondanti e disordinate, spesso provocate dall’arrivo di qualche amante. Erano proprio questi i momenti in cui il poeta si sbizzarriva maggiormente in dettagliate disposizioni culinarie rivolte alla fidata Suor Intingola, con modi ora scherzosi e poetici, ora più perentori.

La cuoca era sempre pronta a trasformare le richieste del Vate in elaborati menù, nei quali cibo ed eros finivano spesso per intrecciarsi, seguendo i ritmi, gli umori e i desideri di una vita senza orari.

Il repertorio della cucina dannunziana comprendeva risotti, costolette di agnello e di vitello, frittate, polpettoni freddi, pernici, cannelloni e spaghetti alla chitarra, oltre alle immancabili uova sode, tra i cibi preferiti del poeta. E poi zabaioni, biscotti, cioccolatini, marron glacé e insalate di frutta con arance, liquore e gelato.

OLTRE 2.000 BIGLIETTI PER RACCONTARE UN RAPPORTO SPECIALE

È soprattutto attraverso la corrispondenza che emerge la singolarità del rapporto tra D’Annunzio e la sua cuoca.

Sono oltre 2.000 i biglietti e messaggi che il poeta inviò a Suor Intingola nel corso degli anni, scritti su foglietti o su carta intestata, per affidarle richieste, desideri, gusti, curiosità e disposizioni gastronomiche.

Un epistolario straordinario, conservato al Vittoriale degli Italiani, nel quale D’Annunzio si rivolge alla sua cuoca con un tono confidenziale, affettuoso e scherzoso, chiamandola con i soprannomi più fantasiosi: “Suor Intingola”, “Suor Ghiottizia”, “Cuoca Pingue”, “Regina del biscotto” e molti altri.

Le lettere restituiscono così un D’Annunzio inedito, alle prese con i piccoli riti della quotidianità, le improvvise voglie, i periodi di digiuno e le scorpacciate, ma anche con una sincera attenzione nei confronti della donna che conosceva meglio di chiunque altro i suoi gusti a tavola.

È un rapporto fatto di fiducia, complicità e affetto, nel quale la cucina diventa un vero e proprio linguaggio condiviso. Attraverso le richieste rivolte alla sua “Santa Cuciniera”, il poeta racconta indirettamente anche sé stesso.

Artigianato e Palazzo

11/13 settembre 2026

Ricette di Famiglia

Tutti i giorni ore 18

Giardino Corsini, Giardinetto delle Rose

Firenze

Maddalena Santeroni Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Roma nell’anno accademico 1969/70 nella specializzazione in scenografia.

Organizza Eventi da molti anni per: Accademia di Costume e Moda, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, Teatro Comunale di Citta’ della Pieve, Festival di Todi, Bper Modena e molti altri.

Dopo aver lavorato per un anno al Vittoriale scrive il libro “La cuoca di D’Annunzio” Edizioni: Utet, ha scritto un monologo intitolato: “La cuoca di D’Annunzio Lettere e ricordi di Ariel” recitato da Alessandro Preziosi, in Galleria Nazionale

Ha organizzato concerti in Galleria Nazionale (tra l’altro di Danilo Rea e di Beatrice Rana), all’Orto Botanico di Roma ha organizzato due serate con il Coro del Teatro dell’Opera di Roma dal titolo Arie Aperte.

Scrive testi teatrali che a volte interpreta, come “Beatles: nice to meet you” (Rivoluzionari non ribelli) che sì è svolto nel Teatro di Brunello Cucinelli e molti altri.

 Nel 2009 crea- e da allora organizza – il Premio Arte: Sostantivo Femminile che premia Donne che hanno dedicate la loro vita all’Arte, alla Scienza, alla Cultura.

Negli anni sono state molte le signore che hanno ricevuto il Premio, ve ne segnaliamo solo alcune: Dacia Maraini, Elisabetta Belloni, Antonella Polimeni, Laura Biagiotti, Titti Postiglione, Elisabetta Sgarbi, Cristiana Capotondi, Marina Abramović, Maria Grazia Chiuri, Anna Pirozzi e moltissime altre.

Sua la curatela e organizzazione del grande murales dell’Ospedale Lazzaro Spallanzani di Roma creato dai muralisti Andrea Marrapodi e Gregorio Pampinella.

Firma podcast, curatele di Mostre, articoli.

Suo un ciclo ormai giunto al terzo anno, di talk su temi vari che si tiene presso il Museo Nazionale Etrusco di Roma, e a Modena presso Bper.

 

Federico D’Annunzio è un imprenditore nell’industria dell’innovazione digitale. Terminati gli studi classici e di giurisprudenza, all’età di 25 anni ha fondato la sua prima azienda nel settore delle macchine industriali. Oggi si occupa di innovazione digitale e ottimizzazione dei processi.

È titolare di 20 brevetti mondiali nel campo dell’innovazione degli automatismi produttivi. Nel 2020 ha vinto lo Stanton Avery Global Award per l’innovazione.

Guida Traent, una start-up che sviluppa tecnologie avanzate di intelligenza artificiale e blockchain tutelate da brevetti internazionali. È impegnato per l’affermazione di un nuovo “Umanesimo digitale” a difesa dei diritti della persona e per la sostenibilità etica, economica, giuridica e operativa dell’IA.

È founder e presidente dell’Associazione Culturale EDHU (European Digital Humanism). EDHU propone una nuova architettura dei diritti fondamentali per l’Era Digitale 2.0: il primo framework europeo capace di tutelare la persona nel suo corpo esteso digitale e disciplinare l’azione degli agenti AI autonomi.

È pronipote diretto del poeta Gabriele d’Annunzio: a distanza di un secolo, due anime alle prese con sfide culturali diverse eppure complementari — leggere il proprio tempo con le sue sfide e i suoi nuovi linguaggi.

È autore di Habeas Corpus, pubblicato da Edizioni San Paolo: un manifesto per il “Neurocene” che mette al centro la difesa dell’identità, dei dati e della dignità della persona nell’ecosistema dell’intelligenza artificiale.

 

Maria Cassi è una delle più apprezzate attrici italiane. Il suo nome è legato a quello di Leonardo Brizzi, con il quale ha fondato nel 1986 e diretto la compagnia teatrale Aringa e Verdurini. Dopo aver esordito calcando i palcoscenici fiorentini, si è abituata a interagire con le platee di tutto il mondo, dagli Stati Uniti al Giappone, dalla Malesia alla Thailandia. È direttrice artistica del Circo-lo Teatro del Sale, un’associazione culturale sorta a Firenze accanto al ristorante Cibrèo di Fabio Picchi, che ogni anno programma centinaia di spettacoli. Il suo ambiente naturale è quello del teatro, dove è alla continua ricerca di un’efficace comunicazione scenica e musicale, tanto sul palco che negli innumerevoli laboratori internazionali. Tra i suoi successi spiccano gli spettacoli Crepapelle e La Cena dei Bugiardi, scritti da Fabio Picchi, La mia vita con gli uomini… E altri animali, firmato con Patrick Pacheco e molto acclamato al New York Stage and Film Festival, come pure Fiorentini e il recital L’Omo Nero, ispirato al Novecento europeo e ai grandi autori di musiche per il teatro, da Kurt Weill e Bertolt Brecht a Lionel Bar.

ARTIGIANATO E PALAZZO

XXXII edizione

11/13 settembre 2026

Firenze Giardino Corsini

Via della Scala, 115

Via Il Prato, 58

Orario continuato 10,00/19,30

Ingresso

Donazione minima € 12,00

Ingresso gratuito per gli Under 25

Accesso libero venerdì 11 settembre in orario 10,00/13,00 per:

  • Soci FAI Toscana

  • Soci ADSI

  • Tesserati Touring Club Italiano

  • Soci Garden Club Firenze

  • Soci Lion’s Club Firenze

  • Membri del British Institute of Florence

  • Titolari Rinascentecard e dipendenti Rinascente

  • Possessori di biglietto di ingresso alla mostra “Firenze ’50, ’60, ‘70” e al Giardino di Villa Bardini.

La Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron ETS si impegna a riconoscere a tutti i singoli possessori di titolo di accesso al Giardino Corsini in occasione di ARTIGIANATO E PALAZZO il biglietto ridotto per l’ingresso alla mostra.

  • Possessori di biglietto del Museo Ferragamo.

Ingresso libero al Museo Ferragamo da venerdì 11 a domenica 13 settembre per i possessori del titolo di accesso al Giardino Corsini in occasione di ARTIGIANATO E PALAZZO.

Per maggiori informazioni

www.artigianatoepalazzo.it

Tel. +39 055 2654588/89 – info@artigianatoepalazzo.it

Ufficio Stampa

Studio Maddalena Torricelli +39 02 76280433 – 331 6215048 studio@maddalenatorricelli.com

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Redazione

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