Vassallo e Bruschetta portano in scena il romanzo di Berto, IL MALE OSCURO, 28-29 marzo al Politeama Pratese
La sfida di rileggere il romanzo di Giuseppe Berto, per la prima volta a teatro: Alessio Vassallo è il protagonista Bepi che ci porta nel labirinto del mal di vivere con l’ironia che pervade le pagine del libro. Prima assoluta in Toscana per lo spettacolo diretto da Giuseppe Dipasquale.
sabato 28 marzo, ore 21
domenica 29 marzo, ore 16
IL MALE OSCURO
di Giuseppe Berto
riduzione per il teatro e regia Giuseppe Dipasquale
con Alessio Vassallo, Ninni Bruschetta,
e con Cesare Biondolillo, Lucia Fossi, Luca Iacono, Viviana Lombardo, Consuelo Lupo, Ginevra Pisani
scene Antonio Fiorentino
costumi Dora Argento
musiche Germano Mazzocchetti
movimenti coreografici Rebecca Murgi
produzione Teatro Biondo Palermo / Marche Teatro / Teatro Stabile di Catania
Prato, mercoledì 25 marzo – È stato un romanzo di culto negli anni Sessanta, vincitore del Premio Campiello, un caposaldo della letteratura italiana oggi attuale più che mai, ma finora non era mai stato portato in scena. C’è voluta l’impresa di un audace regista come Giuseppe Dipasquale, e la scelta lungimirante della Fondazione Politeama Pratese di inserirlo nella propria programmazione, per l’unica data in Toscana dell’adattamento teatrale del romanzo di Giuseppe Berto, «Il male oscuro».
Debutterà in prima regionale sabato 28 e domenica 29 marzo (alle 21 e alle 16) lo spettacolo prodotto dal Teatro Biondo Palermo, Marche Teatro e Stabile di Catania, interpretato da Alessio Vassallo, noto al grande pubblico per serie tv di successo (fra queste, «L’altro ispettore», «Il giovane Montalbano»), nel ruolo dello scrittore Bepi, l’io narrante del romanzo: al suo fianco, nei panni dello psicanalista e del padre di Bepi, Ninni Bruschetta, famoso soprattutto per il personaggio di Duccio Patanè in «Boris», reduce dalla serie «L’invisibile» su Rai 1 in cui interpretava Matteo Messina Denaro. Una coppia di fuoriclasse completata sul palco da Cesare Biondolillo, Lucia Fossi, Luca Iacono, Viviana Lombardo, Consuelo Lupo e Ginevra Pisani.
Un’intrigante riduzione teatrale che richiama i chiari riferimenti letterari di Berto, come ammesso più volte dallo stesso autore, da «La coscienza di Zeno» di Italo Svevo e «La cognizione del dolore» di Carlo Emilio Gadda (da cui Berto mutuò l’espressione “il male oscuro” per indicare la depressione), che restituisce tutta l’ironia e le situazioni tragicomiche di cui sono intrise le 460 pagine del romanzo incentrate sul flusso di coscienza, fra sogni e sensi di colpa, desideri frustrati, fobie e ossessioni, complice una scenografia dall’effetto “onirico” – firmata da Antonio Fiorentino – concepita come uno spazio mente sospeso fra salti temporali. L’onda lunga del successo del romanzo di Berto non si è mai spenta, tanto che gli editori continuano a ristamparlo in nuove edizioni, mentre nel 1990 Mario Monicelli ne ha tratto un film che gli valse un David di Donatello per la regia, affidando il ruolo del protagonista a Giancarlo Giannini.
Come sottolinea Dipasquale nelle note di regia, «Il male oscuro colpisce per la sua attualità, per l’analisi accurata di un malessere profondo, nel quale oggi si riconoscono molti di noi».
Segnato dai sensi di colpa per la lontananza dal capezzale del padre, Bepi ha la sensazione di non riuscire a governare la propria vita. Sospinto dagli eventi, dall’incapacità di superare il trauma della morte del padre, di relazionarsi autenticamente con i familiari, la moglie, l’amante, sprofonda nel baratro della depressione. Di qui la decisione di affidarsi alla psicanalisi per comprendere le ragioni profonde del suo malessere. La sua inettitudine è molto simile a quella dell’antieroe sveviano: sullo sfondo, la dolce vita romana, il susseguirsi dei medici con le loro diagnosi, i canoni della famiglia borghese, ma soprattutto quel male oscuro che oggi non è più un tabù come negli anni Sessanta ma una condizione esistenziale contemporanea sempre più diffusa. Le scelte registiche e la bravura di tutti gli interpreti, capitanati dalla coppia Vassallo – Bruschetta, rendono possibile uno spettacolo brillante, permeato della stessa ironia e dei momenti di leggerezza del romanzo.
Il costo del biglietto d’ingresso varia da 25 a 35 euro, riduzione del 50 per cento per under 30 e del 10 per cento per soci Coop e possessori della «Prato card» della rete «Pratomusei». È possibile acquistare i biglietti anche attraverso i circuiti Ticketone o Boxoffice oppure direttamente in biglietteria aperta dal martedì al sabato dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 19, il mercoledì dalle 10.30 alle 12.30 (chiusa nel pomeriggio). Informazioni: www.politeamapratese.it.
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