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Treno della memoria, 600 partecipanti al viaggio della ‘formazione’

Treno della Memoria, 600 i partecipanti del viaggio di ‘formazione’

“La memoria deve essere scomoda e plurale”

Studenti, associazioni, membri di comunità sono rientrati da Auschwitz-Birkenau venerdì 27 marzo

Prato, 1 aprile 2026 – A sette anni dall’ultimo viaggio la Fondazione Museo della Deportazione e della Resistenza è tornata ad organizzare il “Treno della Memoria” della Regione Toscana, un viaggio di formazione complesso, impegnativo, con un mezzo di trasporto “lento” che ci chiedevamo se fosse ancora attuale. La risposta ce l’hanno data subito, a caldo, i quasi 600 giovani partecipanti: il viaggio in treno ha consentito di creare legami, di condividere esperienze, di dare a ragazzi e ragazze che dal 2020 hanno vissuto una “rivoluzione” dei rapporti interpersonali, un’opportunità unica di condivisione.

“Quando il peso della storia ci schiacciava, c’era sempre l’abbraccio o il silenzio condiviso di un compagno a sorreggerci. Questo viaggio ha confermato che la memoria dev’essere scomoda e plurale”. Sono le parole di Fernando Sincero Junior, studente dell’Università degli Studi di Firenze che testimoniano di tante altre riflessioni che hanno confermato la validità del Treno della Memoria come opportunità formativa, che travalica la semplice trasmissione della memoria e della storia e permette ai giovani di raccogliere strumenti di interpretazione del presente.

Il viaggio si è concluso venerdì scorso, il 27 marzo. Studenti, studentesse e docenti delle scuole secondarie di secondo grado della Toscana; studenti e studentesse degli atenei universitari della regione; membri di associazioni, comunità e la delegazione regionale guidata da Alessandra Nardini assessora all’Istruzione con delega alle politiche della Memoria sono rientrati dal viaggio di formazione presso il Museo Statale di Auschwitz-Birkenau.

Il Treno della Memoria 2026 si inserisce all’interno di un progetto formativo più ampio, che prevede attività di avvicinamento al viaggio stesso e attività di restituzione e disseminazione dell’esperienza nelle scuole in collaborazione con studenti e studentesse che hanno vissuto l’esperienza del viaggio. Il progetto “TDM 2026 – Tracce di Memoria. Percorsi storico-educativi e viaggio di formazione per le scuole toscane” è stato finanziato da Regione Toscana attraverso il programma PR FSE+ 2021-2027- Priorità 2, Istruzione e Formazione, Attività 2.f.16 ˝Educazione alla pace e diffusione della cultura della memoria”.

Andra e Tatiana Bucci, testimoni instancabili che da tantissimi anni accompagnano le attività promosse da Regione Toscana per il Giorno della Memoria hanno condiviso ancora una volta la tragica esperienza della deportazione davanti ad una platea immobile, attenta e silenziosa. Hanno dimostrato ancora come il loro racconto non si fermi alla storia che hanno vissuto, ma sia un mezzo potente di apertura a riflessioni sull’attualità: le discriminazioni, le prevaricazioni, la violenza e le ingiustizie dei nostri giorni, e nelle quali i giovani spesso si ritrovano smarriti, senza una speranza nel futuro. “L’ho sentita [la luce] stringendo le mani di Tatiana Bucci mentre le ho confessato che ascoltarla mi aveva restituito una voglia di vivere che non sentivo da tempo. Mi ha guardato e mi ha detto ‹‹c’è sempre speranza finché siamo qui››”, dice ancora Fernando.

“È stata un grosso sforzo quello messo in campo dalla Fondazione Museo e Centro di documentazione della Deportazione e Resistenza che si è occupata non solo dell’organizzazione, ma ha curato anche la parte storica e culturale, organizzando sia la formazione propedeutica che i laboratori durante il viaggio, mentre la parte tecnica è stata curata da Cap Viaggi – sottolinea il presidente della Fondazione Massimo Chiarugi – Ma sono orgoglioso di far parte di questa realtà, che con uno staff eccezionale ha ottenuto grande apprezzamento da tutti gli enti e le associazioni convolti.

La delegazione regionale e tutte le associazioni e le comunità che hanno preso parte al viaggio hanno contribuito alle attività formative realizzate in treno: la loro presenza ha permesso di raccontare la pluralità delle esperienze di deportazione e sterminio, di approfondire anche i temi della persecuzione politica e dell’internamento dei militari italiani.

Regione Toscana, Giovanisì e Toscana Notizie, Istituto Storico toscano della Resistenza e dell’età contemporanea, Parlamento Regionale degli Studenti della Toscana (PRST); ANPAS Toscana, Comunità Ebraica di Livorno, Firenze e Pisa; Comunità Rom e Sinte; ANED Firenze, Pisa e Prato; ANPI Siena e Grosseto, Federazione Regionale Toscana delle Associazioni Antifasciste e della Resistenza, ANPPIA; ANFIM; Tavolo regionale permanente di confronto con le Associazioni impegnate nel contrasto alle discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere.

Foto: ANPAS Toscana e Museo della Deportazione e Resistenza

M.P. | Giornalista | mob 3295833769 | moira.pierozzi@gmail.com

 

Redazione

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