PISTOIA 7-8.02 RICCARDO III Vinicio Marchioni regia Antonio Latella | Stagione di Prosa Teatro Manzoni | Teatri di Pistoia

TEATRO MANZONI | Pistoia
sabato 7 FEBBRAIO 2026 ore 20.45
domenica 8 FEBBRAIO 2026 ore 16.00
RICCARDO III
traduzione Federico Bellini
adattamento Antonio Latella e Federico Bellini
regia Antonio Latella
con Vinicio Marchioni (Riccardo III)
Silvia Ajelli (Regina Elisabetta), Anna Coppola (Regina madre, Duchessa di York),
Flavio Capuzzo Dolcetta (custode), Sebastian Luque Herrera (Principe York, Richmond), Luca Ingravalle (Principe Edoardo), Giulia Mazzarino (Lady Anna), Candida Nieri (Regina Margherita),
Stefano Patti (Buckingham), Annibale Pavone (Clarence – Re Edoardo – Stanley), Andrea Sorrentino (Hastings, Sindaco)
dramaturg Linda Dalisi
scene Annelisa Zaccheria
costumi Simona D’Amico
musiche e suono Franco Visioli
luci Simone De Angelis
regista assistente e movimenti Alessio Maria Romano
assistente volontario Riccardo Rampazzo
produzione Teatro Stabile dell’Umbria e LAC Lugano Arte e Cultura
Al Teatro Manzoni di Pistoia, sabato 7 febbraio (ore 20.45) e domenica 8 febbraio ore (16), la Stagione di Prosa 2025/26, curata da Saverio Barsanti ospita una nuova, intensa rilettura di uno dei più grandi capolavori della drammaturgia mondiale: RICCARDO III di William Shakespeare, diretto da Antonio Latella, nella bella, accurata traduzione di Federico Bellini. Lo spettacolo, prodotto dal Teatro Stabile dell’Umbria in collaborazione con LAC – Lugano Arte e Cultura, propone una visione contemporanea e profonda del personaggio shakespeariano, esplorando il male che si fa bellezza e insieme forza persuasiva. Nel ruolo del titolo, Vinicio Marchioni si confronta con una delle figure più titaniche della drammaturgia: un Riccardo ambiguo, seduttivo e spietato, uomo divorato dalla bramosia di potere. Attorno a lui, un cast di grande forza interpretativa: Silvia Ajelli, Anna Coppola, Flavio Capuzzo Dolcetta, Sebastian Luque Herrera, Luca Ingravalle, Giulia Mazzarino, Candida Nieri, Stefano Patti, Annibale Pavone e Andrea Sorrentino. Scene, costumi, musiche/suono e luci sono curati, rispettivamente, da Annelisa Zaccheria, Simona D’Amico, Franco Visioli e Simone De Angelis; dramaturg, Luisa Dalisi.
Dopo i successi di Chi ha paura di Virginia Woolf? e La locandiera, spettacoli entrambi passati con grande successo dal palco del Manzoni, Antonio Latella affronta Shakespeare firmando insieme a Federico Bellini l’adattamento del testo e dando vita a uno spettacolo in cui il male non è più deformità o bruttezza, ma si manifesta nella capacità di sedurre, di ammaliare e distruggere. Il regista affronta Riccardo III scegliendo come arma “il potere performativo della parola”, scava nell’oscurità del testo, in un giardino dell’Eden, di bellezza accecante, che diventa luogo di desiderio e inganno, di relazioni pericolose e poteri che si intrecciano. Riccardo, più che verso il trono, lotta contro il femminile, ed è proprio una donna a infliggergli la sconfitta definitiva.
Così Antonio Latella nelle note di regia: “Il male è. Non è una forma, non è uno zoppo. Non è un gobbo. Il male è vita. Il male è natura. Il male è divinità. Il nostro intento è quello di provare ad andare oltre l’esteriorità del male cercando di percepirne l’incanto. È chiaro che se il male stesso viene rappresentato attraverso un segno fisico il pubblico è portato ad accettarlo, vede la “mostruosità” e la giustifica. Anzi, prova empatia se non simpatia con e per il protagonista. Ma è ancora accettabile questo “alibi di deformità” nel ventunesimo secolo? Probabilmente il Bardo ne aveva bisogno per giustificare al pubblico, in qualche modo, tutte le malefatte del protagonista. Difatti utilizzò un corpo maschera, molto più vicino a un giullare di corte, al fool, la cui figura era spesso caricata di segni esteriori – come la gobba – che, nel tempo, hanno assunto significati ambivalenti: grotteschi ma anche propiziatori. Non è un caso che nella cultura popolare si corresse a toccare la gobba per buon auspicio. In alcuni Paesi, Riccardo III viene tolto dai cartelloni di programmazione teatrale perché potrebbe risultare offensivo per chi convive con una disabilità fisica; argomento delicato in questi tempi dove il politically correct, nel bene e nel male, rischia di diventare censura che muta l’originalità delle opere decontestualizzandole dal periodo storico a cui appartengono. A noi interessa la forza della parola, la seduzione della parola, e, perché no, la scorrettezza della parola. Il serpente incantò Eva con le parole, o, in ogni caso, bisognerebbe pensare che il serpente fu abile in quanto riuscì a far staccare la mela dall’albero ad Eva ma fu Adamo a morderla. Quindi, chi dei due peccò? Il male che mi interessa è nella bellezza, non nella disarmonia. Il male è il giardino dell’Eden. Una bellezza accecante, una bellezza che pretende un ritorno al figurativo. Una bellezza opulenta e ingannatrice, fatta di relazioni pericolose, di giochi di seduzione continui. E, in questo, Riccardo III è il maggiore dei maestri. La sua battaglia non è per la corona, non è per l’ascesa al trono, ma è per la sottomissione del femminile, quando è proprio il femminile che gli darà scacco matto; difatti sarà la Regina madre a portare a termine una tremenda maledizione. La traduzione di Federico Bellini mi permette inizialmente di giocare con tempi e andamenti ritmici quasi da commedia, direi wildiana, in una pennellata che rimanda all’Inghilterra Vittoriana. Abbiamo cercato di creare un adattamento dove, pur nella rinuncia ad alcune parti del testo originale, abbiamo provato a rispettare l’interezza della vicenda e la sua trasversalità di significato. Ci siamo presi il lusso, studiando i personaggi del testo, di ampliarne uno già esistente, chiamandolo Custode, apparentemente un servitore del male e di Riccardo III, che, con l’andare della narrazione, si scoprirà essere in realtà al servizio della bellezza del luogo; un custode che vuole garantire la sopravvivenza del giardino dell’Eden e per questo è pronto a tutto, quel tutto che nel testo si sintetizza con la parola “AMEN”. nfine e non da ultima, la scelta degli attori: un cast importante, ponderato in modo maniacale, un cast che possa essere forte per talento e dare ad ogni personaggio letterario qualcosa di fortemente artistico, un cast che possa ammaliare gli spettatori mettendo al primo posto del loro lavoro il potere performativo della parola che il Bardo ci consegna e ci lascia in eredità. Sappiamo tutti che la parola può mettere a tacere ogni tipo di guerra, ma nonostante la storia ce lo ricordi continuamente, continuiamo a dimenticarlo e credo, con mio dolore, volutamente: forse perché siamo stati creati per essere stonatura all’interno della perfezione armonica della prima nota, il DO, o almeno così mi piace pensare. A tutti i miei collaboratori artistici ho chiesto di dare bellezza al male e non bruttezza, perché chi tradì il paradiso fu l’Angelo più bello.”
TRAILER SPETTACOLO > https://www.youtube.com/watch?v=7xU_4MoEymA
Una bella opportunità per la fascia 18/29 anni è stata offerta, in occasione dello spettacolo, dal progetto “Accendi la cultura – Play the culture under30” di Unicoop Firenze, finalizzato a agevolare l’accesso dei più giovani alla cultura e allo spettacolo dal vivo. Anche nella stagione 2025/26 si rinnova la collaborazione con Teatri di Pistoia, già avviatasi felicemente lo scorso anno in occasione delle prove delle produzioni Fedra e Don Giovanni. Grazie al supporto di Unicoop Firenze, sono stati messi, infatti, a disposizione biglietti gratuiti per assistere a Riccardo III e al concerto de I Solisti di Pavia. Prossimamente saranno disponibili sulla piattaforma anche i biglietti per L’angelo del focolare, con la regia di Emma Dante (14-15 marzo) e Prélude-Preludio della Compagnie Accrorap di Kader Attou (26 marzo, Stagione di Danza). È necessario prenotarsi al link dell’evento sul portale ad esso dedicato coopfi.info/under30.
La Stagione al Teatro Manzoni continua giovedì 12 febbraio (ore 20.45), con la sezione “Altri Eventi”: Federico Buffa porta in scena OTTO INFINITO, Vita e morte di un Mamba, spettacolo omaggio a Kobe Bryant, diretto da Maria Elisabetta Marelli.
Biglietti disponibili online su www.bigliettoveloce.it e alla Biglietteria del Manzoni (0573 991609 – 27112) e del Funaro. il giorno dello spettacolo la biglietteria del Manzoni sarà aperta anche un’ora prima dell’evento.
INFO – Biglietteria Teatro Manzoni (Corso Gramsci, 125 – Pistoia) | 0573 991609 – 27112
martedì e giovedì ore 16/19 – mercoledì ore 11/15
sabato e domenica ore 11/13 e 16/19
– Biglietteria il Funaro (Via del Funaro, 16 – Pistoia) | 0573 977225
mercoledì e giovedì ore 16/19
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Le Stagioni 2025/26 dei Teatri di Pistoia
IL CATALOGO 2025/26
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– LA PROSA AL MANZONI https://www.teatridipistoia.it/stagioni/stagione-di-prosa-2025-26/
– LA VIA DEL FUNARO https://www.teatridipistoia.it/stagioni/la-via-del-funaro-2025-26/
– LA DANZA https://www.teatridipistoia.it/stagioni/stagione-di-danza-2025-26/
– CONCERTISTICA AL MANZONI https://www.teatridipistoia.it/stagioni/stagione-concertistica-al-manzoni-2025-26/
– CAMERISTICA https://www.teatridipistoia.it/stagioni/stagione-cameristica-2025-26/
– RI-Belli TEATRO RAGAZZI https://www.teatridipistoia.it/stagioni/ri-belli-2025-26/
IL CATALOGO 2025/26 RI-Belli https://www.teatridipistoia.it/wp-content/uploads/2025/07/WEB-libretto-ribelli-completo-5.pdf
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