Ordine dei Geologi della Toscana: le lauree in geologia escluse dal concorso Ripam

Le lauree in geologia escluse dal concorso Ripam
L’Ordine dei Geologi della Toscana: «Una contraddizione da superare»
Nel bando per 882 specialisti tecnici non sono previste le lauree L-34 e LM-74.
Brugioni: «La prevenzione non può fare a meno delle competenze geologiche»
Firenze, 19 settembre 2026 – Le lauree in geologia escluse dal concorso Ripam per 882 specialisti tecnici (St) destinati alle pubbliche amministrazioni, nonostante tra le materie e le competenze previste per il profilo rientrino ambiti strettamente legati alla gestione dei rischi naturali e alla sicurezza del territorio. Una contraddizione che ha indotto il Consiglio Nazionale dei Geologi a richiedere un riesame dei requisiti di accesso al bando, richiesta alla quale si unisce anche l’Ordine dei Geologi della Toscana. I quasi novecento posti sono destinati a coprire il fabbisogno di personale delle Regioni e degli enti locali del Mezzogiorno.
«È una contraddizione da affrontare – sottolinea Marcello Brugioni, presidente dell’Ordine dei Geologi della Toscana –. Si punta a rafforzare gli organici tecnici delle pubbliche amministrazioni e, nello stesso tempo, si escludono dai requisiti di accesso professionalità con competenze specifiche proprio sulle materie che riguardano la conoscenza e la prevenzione dei rischi naturali. La prevenzione non comincia quando si verifica un’emergenza – prosegue –. Comincia dalla conoscenza del territorio e dalla capacità delle amministrazioni di utilizzarla nelle proprie scelte: per questo le competenze geologiche devono trovare spazio anche negli organici tecnici pubblici».
Il concorso, pubblicato lo scorso 24 agosto e indetto dal Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, non comprende infatti tra i titoli richiesti le lauree in Scienze geologiche (L-34) e Scienze e tecnologie geologiche (LM-74). Il profilo di specialista tecnico prevede invece competenze in materia di dissesto idrogeologico, instabilità dei versanti, pericolosità sismica, erosione costiera, vulnerabilità delle risorse idriche, trasformazione del suolo, pianificazione territoriale e realizzazione di infrastrutture.
Anche se la Toscana non figura tra le regioni interessate dalla procedura, l’Ordine dei Geologi regionale sostiene la richiesta di riesame dei requisiti del concorso, affinché tra i titoli di accesso siano ricomprese anche le lauree geologiche. «Non è soltanto una questione professionale – conclude Brugioni –. È una questione che riguarda il modo in cui le istituzioni scelgono di affrontare la prevenzione e la sicurezza del territorio. Se si rafforzano le strutture pubbliche chiamate a prevenire i rischi, le competenze geologiche devono necessariamente esserne parte».
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