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Oggetto:RENDEZ-VOUS: DAL 7 al 15 APRILE IL CINEMA FRANCESE A ROMA: ISABELLE HUPPERT, LOUIS GARREL, MARINA FOÏS, JEAN-PAUL SALOMÉ E TANTI ALTRI. ANCHE A TORINO, MILANO, BOLOGNA, FIRENZE, NAPOLI E PALERMO

RENDEZ-VOUS 7-15 aprile 2026 | Torino Cinema Classico, Milano Anteo Palazzo del Cinema, Bologna Modernissimo, Firenze Spazio Alfieri, Napoli CasaCinema, Palermo Rouge et Noir

7-11 aprile 2026 | ROMA – Cinema Nuovo Sacher e Centre Saint-Louis

XVI EDIZIONE

Dal 7 al 15 aprile 2026 torna in Italia RENDEZ-VOUS, un’iniziativa dell’Ambasciata di Francia in Italia/Institut français Italia, co-organizzata con Unifrance, dedicata al NUOVO CINEMA FRANCESE, appuntamento ormai centrale per il dialogo cinematografico tra Francia e Italia e imprescindibile per il pubblico italiano amante del cinema d’Oltralpe. RENDEZ-VOUS racconta il cinema francese contemporaneo attraverso grandi autori, nuovi sguardi e interpreti di straordinario prestigio. Un “ponte culturale” tra Francia e Italia sempre più solido, che quest’anno vede BNL BNP Paribas Main Sponsor del Festival.

 

Il festival è inoltre sostenuto da Borsalino, da Château Livran, da Sofitel Roma Villa Borghese e dal Comune di Roma.

 

La manifestazione, giunta alla sua XVI edizione, aprirà il 7 aprile a Roma, con proiezioni al Cinema Nuovo Sacher e al Centre Saint-Louis. Per cinque giorni il festival porta nella capitale una selezione del cinema francese più recente e vitale, tra grandi autori e nuove voci, star amate dal pubblico e giovani interpreti destinati a segnare il cinema dei prossimi anni. Ma RENDEZ-VOUS sarà presente con sezioni speciali e ospiti in diverse città italiane, nelle sale partner del festival: Cinema Classico a Torino, Anteo Palazzo del Cinema a Milano, Cinema Modernissimo a Bologna, Spazio Alfieri a Firenze, CasaCinema a Napoli e Rouge et Noir a Palermo.

 

ANNE-MARIE DESCÔTES, AMBASCIATRICE DI FRANCIA IN ITALIA: “ITALIA E FRANCIA, DUE PAESI DI CULTURA E DI CINEMA”
“Italia e Francia sono due Paesi di cultura, di cinema e di passione per l’arte. RENDEZ-VOUS mette da sempre gli artisti al centro dell’attenzione e il festival rappresenta da ormai sedici anni un simbolo della relazione così speciale tra i nostri Paesi. Sono davvero lieta di potere aprire quest’edizione: sono arrivata da un po’ più di un mese in Italia e amo molto anche il suo cinema! Ed è grazie a questo amore che ho imparato l’italiano vedendo i film in lingua originale. Vorrei ringraziare in primis gli artisti perché vengono numerosi e condividono con generosità la loro arte con il pubblico. Mi preme ringraziare anche i nostri partner italiani, e particolarmente il nostro Main Sponsor BNL BNP Paribas, le sale cinematografiche che accolgono la manifestazione, la Cineteca Nazionale con cui si realizza una mostra dedicata a grandi protagonisti della storia del cinema italo-francese, e ovviamente Unifrance, co-organizzatore del Festival.”

 

NOVITA RENDEZ-VOUS XVI

UN DIALOGO TRA CINEMA FRANCESE E ITALIANO

Tutti i film del festival saranno presentati a Roma dai registi e dalle registe francesi insieme agli interpreti. In alcune serate, critici e programmatori introdurranno le proiezioni e dialogheranno con gli autori ospiti, creando momenti di approfondimento e scambio con il pubblico in sala.

Alcune proiezioni saranno inoltre accompagnate dalla presenza di registi e registe italiane, nell’ottica di rafforzare il dialogo tra le cinematografie francese e italiana. Riccardo Milani dialogherà con Vinciane Millereau al termine della proiezione di ERA MEGLIO DOMANI; Marta Savina converserà con Nathan Ambrosioni dopo LES ENFANTS VONT BIEN, mentre Margherita Spampinato parteciperà alla tavola rotonda DEMAIN EN VUES.

RICCARDO MILANI è regista e sceneggiatore tra i più popolari del cinema italiano contemporaneo. Autore di commedie di grande successo come Come un gatto in tangenziale e Corro da te, ha firmato anche film civili come Grazie ragazzi e Un mondo a parte, spesso attenti alle trasformazioni sociali dell’Italia contemporanea.

MARTA SAVINA è regista e sceneggiatrice italiana. Dopo diversi cortometraggi presentati in festival internazionali, esordisce nel lungometraggio con Primadonna, presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (Giornate degli Autori) e premiato con il Premio del Pubblico. Il film, ispirato alla storia di Franca Viola, racconta con forza e sensibilità una vicenda simbolo dell’emancipazione femminile in Italia.

MARGHERITA SPAMPINATO è sceneggiatrice e regista italiana. Dopo diversi cortometraggi presentati in festival internazionali, firma il film Gioia Mia, che ha ottenuto riconoscimenti e selezioni in numerosi festival dedicati al cinema indipendente. Il suo lavoro esplora con sensibilità temi legati all’infanzia e alle relazioni familiari, con uno sguardo attento ai percorsi femminili.

MOSTRA FOTOGRAFICA PARIS, CITTA ETERNA | IN ANTEPRIMA

 

In collaborazione con la Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia – Roma, Musée Carnavalet – Histoire de Paris, Paris Musées, Fondazione Cinema per Roma, Associazione Palatine e Lutetia, si inizia un progetto che celebra, attraverso le immagini di interpreti del mondo cinematografico e la suggestione di luoghi iconici, il gemellaggio tra le due mitiche città Roma e Parigi. Palazzo Farnese sarà la splendida cornice di un’anteprima speciale, che si inaugurerà durante la serata di apertura del Festival RENDEZ-VOUS, il 7 aprile.

 

NUOVE GENERAZIONI, NUOVI SGUARDI

Moltissime le iniziative che coinvolgono le nuove generazioni, confermando la vocazione di RENDEZ-VOUS come luogo di incontro e dialogo tra il cinema francese e il pubblico più giovane.

Tra le novità di questa edizione, la tavola rotonda “DEMAIN EN VUES”, dedicata ai giovani autori e alle nuove narrazioni del cinema contemporaneo. Il label mette in rilievo film che raccontano il mondo di oggi e di domani, narrazioni sui nuovi rapporti familiari, di generazione, di genere, attraverso temi sociali, politici e ambientali. L’iniziativa è promossa da Unifrance con il sostegno del Ministère de l’Europe et des Affaires étrangères. L’incontro si terrà il venerdì 10 aprile al cinema Nuovo Sacher, in presenza di Giona A. Nazzaro, Margherita Spampinato, Alice Douard, Ella Rumpf e Nathan Ambrosioni.

Sempre con l’obiettivo di coinvolgere le nuove generazioni, nasce quest’anno anche una GIURIA GIOVANI composta da studenti di cinque università italiane, chiamata ad assegnare un premio ad un’opera prima o seconda tra i film della selezione.

Prosegue anche quest’anno il tradizionale partenariato tra il PRIX PALATINE e Rendez-vous, che contribuisce alla selezione dei film proposti agli studenti giurati del premio.

La giuria è composta da oltre 3.000 studenti EsaBac, tra i 15 e i 19 anni, iscritti nei licei che preparano alla doppia maturità francese e italiana. Nel corso dell’anno scolastico i ragazzi visionano tre film in concorso – tre francesi in Italia e tre italiani in Francia – e votano il loro preferito.

Tra i titoli scelti quest’anno dalla programmazione di Rendez-vous 2026, gli studenti scopriranno ALLORA BALLIAMO di Amélie Bonnin, che entra quindi nella selezione ufficiale del concorso Prix Palatine e sarà proposto alla giuria giovane attraverso proiezioni dedicate in tredici città italiane.

 

Tra le nuove collaborazioni del festival figura anche il partenariato con la Sapienza Università di Roma. Tre studenti del corso di cinema Arthouse del Dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni, Arte, Spettacolo (SARAS) parteciperanno attivamente al festival conducendo il Q&A dopo la proiezione di DITES-LUI QUE JE L’AIME, il film di Romane Bohringer. Saranno proprio gli studenti a moderare lo scambio tra la regista ospite e il pubblico, trasformando l’incontro in un momento di dialogo diretto tra giovani spettatori e autori del cinema contemporaneo.

 

ISABELLE HUPPERT OSPITE D’ONORE | RENDEZ-VOUS 2026

 

Ospite d’onore dell’edizione 2026 è Isabelle Huppert, una delle più grandi attrici del cinema contemporaneo, presenza radicale e imprevedibile capace da oltre cinquant’anni di attraversare generi, cinematografie e linguaggi con la stessa libertà creativa. La sua carriera, segnata da collaborazioni con registi come Claude Chabrol, Michael Haneke, Paul Verhoeven, Claire Denis e Hong Sang-soo, ha contribuito a ridefinire l’immagine della donna sullo schermo: personaggi complessi, ambigui, mai concilianti. L’Italia è un Paese che ama, e dove ha lavorato con registi come Mauro Bolognini, Marco Ferreri, i fratelli Taviani, Marco Bellocchio, Michele Placido.

 

Accanto a lei, una delegazione di artisti che testimonia la ricchezza del cinema francese contemporaneo: Marina Foïs, Reda Kateb, Léa Drucker, Louis Garrel, Ella Rumpf, Elsa Zylberstein, insieme ai registi e alle registe dei film presentati : Thierry Klifa, Antony Cordier, Jean-Paul Salomé, Romane Bohringer, Dominik Moll, Alice Douard, Nathan Ambrosioni, Louise Hémon, Anna Cazenave Cambet, Vinciane Millereau, Alexis Ducord.

Il programma di quest’anno attraversa generi e sensibilità diverse — dal thriller politico al melodramma, dalla commedia al cinema musicale, fino all’animazione — ma è attraversato da alcune linee comuni: il racconto della famiglia e delle sue trasformazioni, il confronto con le responsabilità individuali e collettive, il ritratto di personaggi femminili liberi e complessi.

 

IL POTERE DELLE ATTRICI, IL PIACERE DEL CINEMA

Ad aprire il festival è LA DONNA PIÙ RICCA DEL MONDO | LA FEMME LA PLUS RICHE DU MONDE, il nuovo film di Thierry Klifa, presentato fuori concorso all’ultimo Festival di Cannes e interpretato da Isabelle Huppert. Accanto a lei Marina Foïs e Laurent Lafitte – César come miglior attore – in un cast che riunisce alcuni dei volti più importanti del cinema francese contemporaneo.

Ospiti in sala a Roma, al fianco di Isabelle Huppert, Thierry Klifa e Marina Foïs.

THIERRY KLIFA entra nel mondo del cinema dalla porta del giornalismo: dal 1991 al 2002 lavora per Studio Magazine, frequentando set e intervistandone i protagonisti. Passa alla regia nel 2001 con il cortometraggio Émilie est partie (con Sandrine Kiberlain e Danielle Darrieux), poi firma nel 2004 il suo primo lungometraggio, Une vie à t’attendre, con Patrick Bruel, Géraldine Pailhas e Nathalie Baye. Con Il cuore dei suoi segreti (Le Héros de la famille, 2006), riunisce Catherine Deneuve, Emmanuelle Béart, Gérard Lanvin e Miou-Miou in un film che rivela la sua predilezione per i casting costellati di star. Seguono Les Yeux de sa mère (2011) e Tout nous sépare (2017). Nel 2023 dirige Les Rois de la piste, con Fanny Ardant e Mathieu Kassovitz. Parallelamente lavora anche in teatro, mettendo in scena spettacoli con Fanny Ardant e Nicolas Duvauchelle. Nel 2025 torna dietro la macchina da presa e con LA DONNA PIÙ RICCA DEL MONDO continua la sua esplorazione dei legami familiari, territorio complesso di cui descrive la crudeltà con uno sguardo indulgente, esaltando figure di donne forti e libere.

​​MARINA FOÏS, attrice franco-italiana, scopre la recitazione a sette anni e si forma al Cours Florent, dove nel 1996 entra a far parte del collettivo comico Les Robins des Bois, rivelazione di Canal+ e Comédie!. La sua prima apparizione cinematografica risale al 1994 in Casque bleu di Gérard Jugnot, ma è La Tour Montparnasse infernale (2001) a consacrarla al grande pubblico. Dopo anni nel registro comico — Astérix et Obélix: Mission Cléopâtre (2002), RRRrrrr !!! (2004) — opera nel 2007 un deciso viraggio drammatico con Darling di Christine Carrière, prima di una serie di nomine ai César: quattro per la migliore attrice (Darling, Polisse di Maïwenn nel 2011, Irréprochable nel 2017, L’Atelier di Laurent Cantet nel 2018) e una per miglior promessa femminile (2003, Filles perdues, cheveux gras). Happy Few di Antony Cordier (2010) è in concorso a Venezia; Le Grand Bain di Gilles Lellouche (2018) è un grande successo popolare. Nel 2021 conduce la cerimonia dei César. Nel 2025 interpreta Simone Signoret in Moi qui t’aimais di Diane Kurys, presentato a Cannes, e compare ne LA DONNA PIÙ RICCA DEL MONDO di Thierry Klifa — quinta nomination ai César.

Il film costruisce il ritratto di una donna potente, figura enigmatica sospesa tra controllo e fragilità. Klifa firma un racconto elegante e tagliente sul potere, sul denaro e sulla vulnerabilità umana, affidando a Huppert un ruolo che sembra dialogare con tutta la sua carriera: donne che resistono, che si espongono, che non accettano di essere definite dallo sguardo degli altri.

Secondo il regista, «Isabelle porta nei suoi personaggi qualcosa di inafferrabile: può essere allo stesso tempo glaciale e vulnerabile. Davanti alla macchina da presa non interpreta semplicemente un ruolo, lo reinventa».

SINOSSI: La donna più ricca del mondo: la sua bellezza, la sua intelligenza, il suo potere. Un fotografo: la sua ambizione, la sua insolenza, la sua follia. Il colpo di fulmine che li travolge. Un’ereditiera diffidente che lotta per essere amata. Un maggiordomo vigile che sa più di quanto lasci trasparire. Segreti di famiglia. Donazioni astronomiche. Una guerra in cui tutto è permesso.

Presentato al Festival di Cannes e adesso in anteprima italiana a RENDEZ-VOUS, il film uscirà nelle sale italiane il 16 aprile, distribuito da Europictures.

 

-> 7 aprile, 18h: Cinema Nuovo Sacher, Roma. Alla presenza di Isabelle Huppert, Thierry Klifa e Marina Foïs

-> 8 aprile, 20h30: Rouge et Noir, Palermo

-> 9 aprile, 20h: Modernissimo, Bologna. Alla presenza di Thierry Klifa e Marina Foïs

-> 10 aprile, 19h: Anteo Palazzo del Cinema, Milano. Alla presenza di Thierry Klifa e Marina Foïs

 

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VERITÀ, RESPONSABILITÀ, GIUSTIZIA

IL CINEMA FRANCESE INTERROGA IL PRESENTE | IL CINEMA CIVILE TRA INDAGINE E THRILLER.

Il cinema francese continua a interrogare la società e le sue istituzioni attraverso il racconto di responsabilità personali e verità collettive.

Dopo il successo di La Nuit du 12, Dominik Moll torna al thriller investigativo con IL CASO 137 | DOSSIER 137, un film morale, teso e rigoroso: un’indagine interna alla polizia diventa il terreno di un confronto etico sempre più personale. Al centro del film l’interpretazione intensa e misurata di Léa Drucker, nei panni di un’ispettrice del servizio di controllo interno della Polizia, premiata con il César come migliore attrice.

LÉA DRUCKER intraprende una carriera teatrale prima di approdare al cinema. Il suo debutto sul grande schermo risale al 1991 (La Thune di Philippe Galland); dopo anni di ruoli secondari per Mathieu Kassovitz, Cédric Klapisch, Michel Hazanavicius e Coline Serreau, è preselezionata ai César 2001 come migliore promessa femminile per Chaos. Consolida la sua posizione negli anni duemila alternando commedie e film d’autore, finché Zabou Breitman le offre il primo grande ruolo con L’Homme de sa vie (2006), premiato con il Globe de cristal come migliore attrice. Nel 2017 Xavier Legrand la dirige in Fino all’osso (Jusqu’à la garde), con cui vince il César della migliore attrice 2019. Ha recitato anche in Close di Lukas Dhont (Grand Prix a Cannes 2022) e L’Été dernier di Catherine Breillat (2023, nuova nomination ai César).

DOMINIK MOLL studia cinema a New York e poi a Parigi, dove stringe amicizia con Laurent Cantet e Gilles Marchand, che diventerà il suo sceneggiatore. Lavora come montatore e assistente alla regia — anche con Marcel Ophüls su Veillées d’armes (1994) — prima del primo lungometraggio, Intimité (1993), liberamente tratto da Sartre. Il thriller Harry, un ami qui vous veut du bien (2000), in Selezione Ufficiale a Cannes, vince quattro César, tra cui miglior regia e miglior attore (Sergi López), ed è nominato a un BAFTA per il miglior film straniero. Lemming (2005) apre il Festival di Cannes. Seguono Le Moine (2011) con Vincent Cassel, Des nouvelles de la planète Mars (2016), Seules les bêtes (2019) e la serie Eden. Con La notte del 12 (2022), presentato a Cannes nella sezione Cannes Première, vince sei César tra cui miglior film e miglior regia.

SINOSSI: Il dossier 137 è, in apparenza, un caso come tanti per Stéphanie, investigatrice dell’IGPN, la “polizia della polizia”. Una manifestazione tesa, un giovane ferito da un colpo di LBD, circostanze da chiarire per stabilire eventuali responsabilità. Ma un elemento inatteso finirà per turbare Stéphanie, e il dossier 137 diventerà per lei qualcosa di più di un semplice numero.

In concorso ufficiale a Cannes 2025, il film uscirà in sala in Italia il 16 aprile distribuito da Teodora Film.

 

-> 9 aprile, 20h30: Cinema Nuovo Sacher, Roma

 

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Anche Jean-Paul Salomé, dopo La Sindacalista, torna a RENDEZ-VOUS e al cinema d’inchiesta con L’AFFAIRE BOJARSKI, un racconto ispirato a una storia vera, costruito come un grande affresco popolare. Il film segue un’indagine complessa mettendo in scena un duello a distanza tra un uomo determinato e un investigatore altrettanto ostinato.

JEAN-PAUL SALOMÉ studia cinema, lavora come assistente di Claude Lelouch su Les Uns et les autres (1981) e firma due documentari — L’Heure d’aimer (1983) e La Petite Commission (1984) — prima di girare la sua prima fiction per la televisione, Crimes et jardins (1991). Il suo debutto nel lungometraggio è Les Braqueuses (1993), commedia poliziesca al femminile con Annie Girardot e Clémentine Célarié. Con Belphégor, il fantasma del Louvre (2001), che riunisce Sophie Marceau e Michel Serrault, realizza un film di grande successo popolare; Les Femmes de l’ombre (2008), sempre con Sophie Marceau, lo conferma nel registro della commedia di qualità. Seguono Arsène Lupin (2004) e Le Caméléon (2010), il suo primo film in inglese. Dopo La Daronne (2020) e La Sindacalista (presentato a RENDEZ-VOUS nel 2023) con Isabelle Huppert, con cui ha instaurato un solido sodalizio artistico, dirige nel 2025 L’AFFAIRE BOJARSKI, thriller ispirato a una storia vera, con Reda Kateb, Sara Giraudeau e Bastien Bouillon. Dal 2013 al 2017 è presidente di Unifrance.

A guidare il film è la presenza magnetica di Reda Kateb, uno degli attori più carismatici del cinema francese, affiancato dal brillante Bastien Bouillon (Partir un jour, La mattina scrivo) nel ruolo dell’ispettore incaricato di ricostruire una verità sfuggente.

REDA KATEB sale sul palco per la prima volta a otto anni. Dopo anni di teatro e piccoli ruoli televisivi (Engrenages, Mafiosa), è Jacques Audiard a scoprirlo per Un profeta (2009) al fianco di Tahar Rahim. Si impone progressivamente attraverso una filmografia varia: Zero Dark Thirty di Kathryn Bigelow (2012), Gare du Nord di Claire Simon (2013, Bayard d’or a Namur), Hippocrate di Thomas Lilti (2014) che gli vale il César del miglior attore non protagonista 2015 e una nomination al Globe de cristal, Loin des hommes di David Oelhoffen (2014) con Viggo Mortensen. Con Django di Étienne Comar (2017) vince il Swann d’or di Cabourg. Hors normes di Toledano e Nakache (2019) lo riunisce a Vincent Cassel. Lavora anche per Wim Wenders (Les Beaux Jours d’Aranjuez) e Thomas Kruithof (Les Promesses, 2021 con Isabelle Huppert). Nel 2021 è uno dei protagonisti della serie di successo En thérapie.

SINOSSI: Ambientato nella Francia del dopoguerra, il film vede Reda Kateb nei panni di Bojarski, rifugiato polacco diventato il più ingegnoso falsario del suo tempo. Per oltre quindici anni produce in segreto, nel cortile di casa, banconote quasi perfette, tanto convincenti da ingannare perfino la Banca di Francia. Ma la sua attività attira l’attenzione del commissario Mattei (Bastien Bouillon), deciso a smascherarlo a ogni costo: tra i due nasce un serrato gioco del gatto col topo.

 

Il film uscirà in sala prossimamente distribuito da Movies Inspired.

 

-> 8 aprile, 20h30: Cinema Nuovo Sacher, Roma. Alla presenza del regista e di Reda Kateb

-> 9 aprile, 19h: Anteo Palazzo del Cinema, Milano. Alla presenza del regista

-> 10 aprile, 20h30: Cinema Classico, Torino. Alla presenza del regista

 

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AMORI, IDENTITÀ, FAMIGLIE | IL RACCONTO INTIMO DELLE RELAZIONI E DELLE TRASFORMAZIONI

Tra i fili più forti della selezione di quest’anno c’è l’esplorazione dei legami affettivi e delle trasformazioni personali e familiari.

La sceneggiatrice Alice Douard, al suo primo film da regista con DES PREUVES D’AMOUR | LOVE LETTERS, racconta con delicatezza il percorso verso la genitorialità di una giovane coppia. Una storia d’amore e maternità che mette alla prova identità, desideri e modelli familiari, con uno sguardo delicato e contemporaneo. Il film affronta con sensibilità temi intimi e universali, interrogando il significato stesso della parola “famiglia”. Un film che esplora la genitorialità queer in una coppia di donne.

Ella Rumpf (Coutures) e Monia Chokri (Simple comme Sylvain, Les Enfants vont bien) sono le protagoniste di una storia tutta al femminile che si interroga sulle nuove prospettive del concetto di famiglia. Film d’esordio di Alice Douard, è parte del label Demain en vues, che promuove voci giovani e impegnate. A seguire, tavola rotonda sul film e le tematiche del label.

ALICE DOUARD si forma in storia dell’arte prima di entrare alla Fémis nel dipartimento regia. Il suo film di diploma, Extrasystole (2013), è selezionato a Clermont-Ferrand, Angers e Pantin. Seguono i cortometraggi Les Filles (2015) e Plein Ouest (2019), entrambi incentrati sul femminile, sull’identità e sui legami familiari, e il telefilm Robin per Arte (2017). Lavora parallelamente come script supervisor su numerosi set. Con L’Attente (2022), quarto cortometraggio, vince il César del migliore cortometraggio di finzione dopo un ampio circuito festivaliero internazionale. Fonda la società Les Films de June. DES PREUVES D’AMOUR (2025) è il suo primo lungometraggio.

SINOSSI: Céline aspetta il suo primo figlio. Ma non è lei a essere incinta: tra pochi mesi sarà la moglie Nadia a dare alla luce la loro bambina. Sotto lo sguardo degli amici, della madre e della legge, Céline cerca il proprio posto e una forma di legittimità.

 

Presentato alla Semaine de la Critique all’ultimo Festival di Cannes, e in concorso per la Caméra d’Or a Cannes 2025, poi presentato a Zurigo, Amburgo, San Paolo e in Italia in anteprima al Festival Rendez-vous. Il film uscirà in sala prossimamente distribuito da Wanted.

 

-> 9 aprile, 18h30: Rouge et Noir, Palermo

-> 10 aprile, 15h30: Cinema Nuovo Sacher, Roma. Alla presenza della regista e di Ella Rumpf. A seguire Tavola Rotonda Demain en vues con Alice Douard, Nathan Ambrosioni e Margherita Spampinato, modera Giona A. Nazzaro

-> 10 aprile, 18h: Cinema Classico, Torino

-> 13 aprile, 19h: CasaCinema, Napoli

 

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DAL ROMANZO ALLO SCHERMO | QUANDO IL CINEMA INCONTRA LA LETTERATURA

Diversi film della selezione nascono da opere letterarie, confermando la vitalità del dialogo tra cinema e scrittura.

LOVE ME TENDER di Anna Cazenave Cambet adatta l’omonimo romanzo (autobiografico) di Constance Debré trasformandolo in un racconto cinematografico radicale e intimo.

ANNA CAZENAVE CAMBET si forma in fotografia prima di integrare il dipartimento regia della Fémis, da cui esce diplomata nel 2017. Nel 2016, durante gli studi, il suo cortometraggio Gabber Lover è selezionato alla Cinéfondation di Cannes e vince la Queer Palm del cortometraggio. Il suo primo lungometraggio, De l’or pour les chiens, fa parte dei film della Semaine de la Critique nel 2020 — edizione annullata per il Covid — ed è presentato alla Cinémathèque française e al Festival di Angoulême. LOVE ME TENDER è il secondo lungometraggio.

Il film racconta con intensità e coraggio il percorso di una donna che decide di reinventare la propria vita, interpretato da Vicky Krieps (Father Mother Sister Brother, Stringimi forte) e Monia Chokri.

SINOSSI: Madre di un bambino di otto anni, Clémence rivela all’ex marito di avere relazioni anche con donne. Quando lui chiede l’affidamento esclusivo del figlio, inizia una lunga battaglia legale in cui lei difende il diritto di essere madre e donna libera. Il film è un intenso ritratto femminile sorretto da Vicky Krieps, tra ingiustizie e lotta per identità e libertà personale.

 

Presentato a Un Certain Regard al Festival di Cannes 2025, LOVE ME TENDER vince il Prix de la Jeunesse alla 39a edizione del Festival du Film di Cabourg e viene presentato in Italia in anteprima al Festival RENDEZ-VOUS. Il film uscirà in sala il 23 aprile distribuito da Wanted.

 

-> 11 aprile, 18h: Cinema Nuovo Sacher, Roma. Alla presenza della regista

-> 12 aprile, 18h: Cinema Classico, Torino

-> 12 aprile, 20h30: Modernissimo, Bologna. Alla presenza della regista

-> 12 aprile, 21h: Spazio Alfieri, Firenze

-> 15 aprile, 19h: CasaCinema, Napoli

 

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Anche DITES-LUI QUE JE L’AIME, il film di Romane Bohringer, nasce da un testo letterario autobiografico: partendo dal libro di Clémentine Autain, e attraverso la storia di due madri e due figlie, il film esplora il rapporto tra identità e filiazione, costruendo un racconto emotivo e profondamente contemporaneo.

 

ROMANE BOHRINGER è attrice e regista tra le più intense della sua generazione. Figlia dell’attore Richard Bohringer, cresce sui set paterni e debutta davanti alla macchina da presa a 13 anni in Kamikaze (1986). L’anno del baccalauréat, Peter Brook la sceglie per il ruolo di Miranda ne La Tempesta, al Théâtre des Bouffes du Nord di Parigi: un’esperienza decisiva che la convince a dedicarsi alla recitazione. Nel 1992 Cyril Collard le affida il ruolo di Laura ne Les Nuits fauves, film-evento sull’AIDS che le vale il César della migliore promessa femminile. I film che seguono — L’Accompagnatrice di Claude Miller (1992), Mina Tannenbaum di Martine Dugowson (1994), Total Eclipse di Agnieszka Holland (1995) e L’Appartement di Gilles Mimouni (1996) — la consacrano tra le interpreti più rilevanti della sua generazione. Alterna cinema, teatro e televisione (tra cui la serie Nos enfants chéris per Canal+), partecipando anche al faux-documentaire Le Bal des actrices di Maïwenn (2009) e a C’est beau une ville la nuit (2006) diretto dal padre. Nel 2018 co-realizza e interpreta L’Amour flou insieme a Philippe Rebbot, commedia autobiografica che racconta della loro convivenza sotto lo stesso tetto, dopo essersi separati.

 

Con DITES-LUI QUE JE L’AIME (2025) prosegue un percorso creativo in cui memoria, autobiografia e racconto familiare si intrecciano con grande sincerità emotiva. Un omaggio al cinema di una regista, anche protagonista del film.

 

SINOSSI: Come convivere con una madre assente? Romane decide di adattare per il cinema il libro di Clémentine Autain, politica francese, dedicato a sua madre, l’attrice Dominique Laffin. Anche la madre della regista era legata al mondo del cinema tramite il compagno Richard Bohringer. Questo progetto le permetterà di indagare sul proprio passato e su quello della madre, che l’aveva abbandonata quando aveva solo nove mesi. Un gesto personale e sincero, tra memoria e confessione: un’opera che emoziona perché nasce da una necessità autentica.

 

-> 9 aprile, 15h30: Cinema Nuovo Sacher, Roma. Alla presenza della regista

-> 10 aprile, 19h: CasaCinema, Napoli. Alla presenza della regista

 

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NUOVE VOCI DEL CINEMA FRANCESE | ESORDI E NUOVE GENERAZIONI

RENDEZ-VOUS conferma la sua attenzione verso le nuove generazioni di registi e registe.

Tra le opere prime della selezione spicca L’ENGLOUTIE di Louise Hémon, racconto visivamente potente sospeso tra realtà e leggenda, premiato con il Prix André Bazin. Interpretato da Galatea Bellugi, il film costruisce un universo poetico e inquietante che riflette sui temi della memoria, della trasformazione e della trasmissione.

Tra Francia e Italia, Galatea Bellugi si afferma come una delle interpreti più interessanti della sua generazione, muovendosi con naturalezza tra le due cinematografie. Quest’anno è protagonista di La Condition (Jérôme Bonnell), Tre ciotole (Isabel Coixet) e Cinque secondi (Paolo Virzì), dopo aver conquistato pubblico e critica con Gloria! (2024) di Margherita Vicario.

LOUISE HÉMON si forma all’Atelier documentaire della La Fémis e inizia il suo percorso tra cinema documentario e arti visive, prima di avvicinarsi anche al teatro e alla fiction. Firma documentari come L’Homme le plus fort e Voyage de documentation de Madame Anita Conti, presentati in festival internazionali e premiati, mentre i suoi lavori video sono esposti al Centre Pompidou e in istituzioni come la Fondation Hermès e Lafayette Anticipations. Con la regista Émilie Rousset realizza Rituel 4, spettacoli teatrali presentati al Festival d’Automne à Paris. L’Engloutie, scritto con Anaïs Tellenne (presente a RENDEZ-VOUS nel 2024 con L’Homme d’argile) e ispirato ai testi di un’antenata dell’autrice, è il suo primo lungometraggio.

SINOSSI: 1899. In una notte di tempesta, Aimée, giovane maestra repubblicana, arriva in un borgo innevato ai confini delle Alpi. Nonostante la diffidenza degli abitanti, è determinata a illuminare con le sue idee moderne le loro credenze oscure. Mentre si integra lentamente nella vita della comunità, in lei cresce un turbamento sensuale. Fino al giorno in cui una valanga travolge un primo montanaro…

 

Selezionato alla Quinzaine des Cinéastes di Cannes 2025, L’ENGLOUTIE vince il Prix Jean Vigo e il Prix André Bazin dei Cahiers du cinéma e viene presentato in Italia in anteprima al Festival RENDEZ-VOUS.

 

-> 10 aprile, 21h: Cinema Nuovo Sacher, Roma. Alla presenza della regista

-> 12 aprile, 20h30: Cinema Classico, Torino. Alla presenza della regista e del cast

 

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All’esordio nel lungometraggio anche Amélie Bonnin che con PARTIR UN JOUR | ALLORA BALLIAMO, film musicale presentato in apertura alla 78ª edizione del Festival di Cannes, ha segnato un primato storico: per la prima volta nella storia del festival il film d’apertura è stato un’opera prima diretta da una regista.

Un film musicale che mescola nostalgia, ironia e desiderio di fuga. La regista e sceneggiatrice costruisce una storia sentimentale in cui le canzoni (famosissime francesi) diventano il linguaggio dei ricordi e delle possibilità mancate. Protagonisti due meravigliosi Juliette Armanet e Bastien Bouillon.

BASTIEN BOUILLON è tra i volti più intensi della nuova generazione di attori francesi. Si impone al grande pubblico con La Nuit du 12 di Dominik Moll, per il quale vince il César come miglior promessa maschile. Lavora poi con diversi autori del cinema francese, tra cui Valérie Donzelli in À pied d’œuvre (La mattina scrivo). È ospite di RENDEZ-VOUS con due film della programmazione: L’AFFAIRE BOJARSKI e ALLORA BALLIAMO.

JULIETTE ARMANET è una cantautrice di successo che ha sempre frequentato anche il cinema, apparendo in diversi film con ruoli secondari. È però con ALLORA BALLIAMO — film d’apertura al Festival di Cannes — che raggiunge un’ampia popolarità anche come attrice. Dopo il successo del film, che le vale diverse nomination e premi, torna quest’anno in sala con La Maison des femmes ed è presente a RENDEZ-VOUS anche con LES ENFANTS VONT BIEN.

SINOSSI: Cécile (Juliette Armanet) sta per aprire il suo ristorante gastronomico, realizzando finalmente il suo sogno, quando suo padre viene colpito da un infarto. È così costretta a tornare nel piccolo paese dove è cresciuta, lontano dalla frenesia parigina. Lì ritrova inaspettatamente il suo amore adolescenziale (Bastien Bouillon). Con il riaffiorare dei ricordi, anche le sue certezze iniziano a vacillare…

 

Il film uscirà in sala prossimamente distribuito da Fandango.

 

-> 9 aprile, 18h: Cinema Nuovo Sacher, Roma

-> 10 aprile, 18h30: Rouge et Noir, Palermo

-> 14 aprile, 20h: Modernissimo, Bologna

 

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Enfant prodige del cinema francese, Nathan Ambrosioni firma, con LES ENFANTS VONT BIEN, uno straordinario racconto che interroga il confine tra scelta personale e pressione sociale. Uno sguardo sensibile sulla maternità voluta o imposta dal destino, e sulle sue ambivalenze. Protagonista, una straordinaria Camille Cottin, conosciuta in Italia per il suo ruolo nella serie Dix pour cent, grazie alla quale ha raggiunto il successo internazionale, imponendosi come una delle attrici francesi più richieste tra cinema e televisione.

 

NATHAN AMBROSIONI si innamora del cinema a dodici anni, dopo la visione del film horror Esther. A 14 anni gira con gli amici il suo primo lungometraggio autofinanziato, Hostile, poi Therapy (2015), entrambi selezionati in festival internazionali (BIFFF, Sitges, Fantasia, Screamfest) nonostante la produzione artigianale. Con il cortometraggio Ce qui nous reste (2016), con Zoé Adjani, ottiene le prime selezioni festivaliere professionali. Nel 2019 gira il suo primo lungometraggio, Les Drapeaux de papier, con Noémie Merlant. A 24 anni firma il secondo, Toni en famille (2023), con Camille Cottin. E a soli 26 anni e già tre lungometraggi all’attivo, presenta LES ENFANTS VONT BIEN (2025), di nuovo con Camille Cottin, alle Rencontres Cinématographiques di Cannes 2025, imponendosi come una delle voci più sensibili della nuova generazione di cineasti francesi.

 

CAMILLE COTTIN è una delle attrici più amate del cinema e della televisione francese. Si rivela al grande pubblico con la serie Connasse e il film Connasse, princesse des cœurs. Ha poi lavorato in produzioni internazionali come Allied, Stillwater e House of Gucci, oltre alla popolare serie Dix pour cent. Nel 2026 è protagonista di Juste une illusion di Olivier Nakache e Éric Toledano.

 

SINOSSI: Una sera d’estate Suzanne si presenta all’improvviso dalla sorella Jeanne con i suoi due figli. Jeanne resta spiazzata: non si vedono da mesi e Suzanne appare strana, distante, come assente. Il mattino dopo, però, la donna è sparita. Al suo posto solo un biglietto. Lo smarrimento lascia presto spazio alla rabbia quando, alla polizia, Jeanne scopre che non può essere avviata alcuna ricerca: Suzanne ha scelto volontariamente di scomparire…

 

LES ENFANTS VONT BIEN viene presentato in Italia in anteprima al Festival RENDEZ-VOUS.

 

-> 10 aprile, 18h15: Cinema Nuovo Sacher, Roma. Alla presenza del regista e di Marta Savina

-> 11 aprile, 20h30: Cinema Classico, Torino

-> 12 aprile, 10h30: Anteo Palazzo del Cinema, Milano. Alla presenza del regista

 

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In anteprima italiana, uno dei titoli più attesi di quest’anno.

Accanto ai nuovi autori, il festival accoglie anche sguardi già affermati come quello della sceneggiatrice e regista Alice Winocour. Dopo film acclamati come Proxima e Revoir Paris, Alice Winocour torna con COUTURES, un racconto elegante e visivamente potente ambientato nel mondo della moda e della creazione artistica. Nel cast Angelina Jolie, Louis Garrel ed Ella Rumpf, protagonisti di una storia che intreccia talento, ambizione e relazioni sentimentali.

 

LOUIS GARREL è un celebre attore e regista francese, noto per le sue collaborazioni con autori del calibro di Bernardo Bertolucci, Christophe Honoré, Xavier Dolan e Philippe Garrel. Ha ottenuto il riconoscimento internazionale con The Dreamers (I sognatori, 2002) e ha vinto un César per Les Amants réguliers (2005). Tra i suoi ruoli più importanti figurano Dans Paris (2006), Les Chansons d’amour (2007), Les Amours imaginaires (2010). Ha interpretato Jacques de Bascher in Saint Laurent (2014) di Bertrand Bonello. Più recentemente, Garrel ha recitato ne L’ufficiale e la spia (2019) di Roman Polanski, presentato in anteprima alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, e in Piccole donne di Greta Gerwig dello stesso anno. Le sue interpretazioni in DNA – Le radici dell’amore di Maïwenn (2020) e in Storia di mia moglie (2021) al fianco di Léa Seydoux consolidano ulteriormente il suo ruolo di voce fondamentale nel cinema internazionale. Come regista, ha esordito con alcuni cortometraggi prima di realizzare il suo primo lungometraggio, Due amici (2015) e poi L’Homme fidèle (2018), premiato a San Sebastián per la miglior sceneggiatura e finalmente L’Innocent (2022), per cui ottiene con Tanguy Viel e Naïla Guiguet il César della migliore sceneggiatura originale 2023. È inoltre sei volte nominato ai César come miglior attore.

ALICE WINOCOUR si laurea in diritto penale prima di iscriversi alla Fémis nella sezione sceneggiatura, da cui esce diplomata nel 2002. Parallelamente alla propria attività di regista, collabora alle sceneggiature di Home di Ursula Meier (Semaine de la Critique, Cannes 2008) e Ordinary People di Vladimir Perišić (Semaine de la Critique 2009). Con il cortometraggio Kitchen (2005) è in concorso a Cannes. Il suo primo lungometraggio, Augustine (2012) — storia del rapporto tra il professor Charcot e la sua paziente — è presentato alla Semaine de la Critique di Cannes. Coautrice con Deniz Gamze Ergüven del film Mustang (Quinzaine des Réalisateurs, Cannes 2015, candidato all’Oscar per il miglior film internazionale), vince il César della migliore sceneggiatura originale 2016. Maryland (2015) con Diane Kruger e Matthias Schoenaerts, Proxima (2019) con Eva Green — menzione speciale al TIFF e a San Sebastián — e Revoir Paris (2022, Quinzaine des Réalisateurs) completano una filmografia coerente attorno ai temi del corpo e del trauma.

SINOSSI: Nel vortice della Fashion Week di Parigi, dietro la passerella più glamour del mondo, si intrecciano le vite di tre donne. Maxine (Angelina Jolie), regista americana, scopre di avere un tumore al seno mentre tra lei e il suo direttore della fotografia (Louis Garrel) nasce un’intimità inattesa. Ada (Anyier Anei), giovane modella, fugge da un futuro imposto in Sud Sudan. Angèle (Ella Rumpf), truccatrice discreta ma indispensabile, lavora dietro le quinte. Unite dal desiderio di affermarsi in un sistema che esalta solo la superficie, trovano nelle relazioni e nella creazione una forma di solidarietà e resilienza.

 

COUTURES — per cui Chanel apre per la prima volta i propri atelier a un set di finzione — è presentato al TIFF Toronto e a San Sebastián, alla Festa di Roma e oggi al Festival Rendez-vous.

-> 11 aprile, 15h30: Cinema Nuovo Sacher, Roma. Alla presenza di Louis Garrel e di Ella Rumpf

Il film uscirà poi nelle sale italiane il 26 agosto distribuito da Plaion.

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Nel registro della commedia si muove invece CLASSE MOYENNE di Antony Cordier, ritratto ironico e lucido delle fragilità della borghesia contemporanea. Una storia familiare fatta di tensioni, segreti e desideri repressi. Un film che alterna umorismo e malinconia con, come protagonisti, alcuni dei più interessanti interpreti di oggi: Laure Calamy, Laurent Lafitte, Élodie Bouchez e Ramzy Bedia.

 

ANTONY CORDIER studia montaggio alla Fémis e debutta nel 2000 con il documentario Beau comme un camion — autoritratto di tre generazioni della sua famiglia — premiato con il Prix Spécial du Jury a Clermont-Ferrand. Il suo primo lungometraggio di fiction, Douches froides (2005), che esplora la sessualizzazione dei rapporti di classe attraverso tre adolescenti, è selezionato alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes e vince premi a Taipei, Verona e altrove; i tre protagonisti (Salomé Stévenin, Johan Libéreau, Pierre Perrier) sono nominati nella categoria Révélations ai César 2006. Happy Few (2010), è in concorso alla Mostra di Venezia con Élodie Bouchez, Marina Foïs, Roschdy Zem e Nicolas Duvauchelle. Gaspard va au mariage (2017) è una commedia surreale e anticonvenzionale sull’influenza della famiglia e sull’animalità che riunisce Félix Moati e Laetitia Dosch. Nel 2020-21 realizza la serie fantascientifica OVNI(s) con Melvil Poupaud.

ÉLODIE BOUCHEZ debutta al cinema all’età di 15 anni in Stan the Flasher (1989), di Serge Gainsbourg, ma è soprattutto grazie alla sua interpretazione ne Les Roseaux sauvages (1994) che diventa nota ottenendo il Cesar nella categoria Espoir féminin. Nel 1998 ottiene il César della migliore attrice e il Premio di interpretazione femminile del Festival di Cannes per La Vie rêvée des anges, di Érick Zonca. Nel corso della sua carriera ha lavorato con numerosi registi rinomati come Cédric Klapisch, André Téchiné, Serge Gainsbourg, Patrice Leconte, Abdellatif Kechiche, Yolande Zauberman, Érick Zonca, Olivier Dahan, Quentin Dupieux, Jeanne Herry e Antony Cordier, con cui collabora in quattro occasioni (tre lungometraggi e una serie TV).

 

SINOSSI: Una famiglia apparentemente perfetta si riunisce per un fine settimana che farà emergere tensioni, incomprensioni e verità taciute.

Mehdi, un giovane avvocato in erba, passa l’estate nella sontuosa villa dei genitori della fidanzata. Appena arrivato, scoppia un conflitto tra la famiglia della sua ragazza (Laurent Lafitte e Élodie Bouchez) e la coppia di custodi della villa (Ramzy Bedia e Laure Calamy). Per impressionare il suocero, Mehdi tenta di mediare tra le due parti e riportare tutti alla ragione ma nulla andrà come spera…

Una commedia acuta e contemporanea che fotografa ansie e contraddizioni della borghesia di oggi, con l’irresistibile energia di Laure Calamy e la presenza brillante di Ramzy Bedia. Una satira sui conflitti di classe tra una ricca famiglia di proprietari e i loro guardiani abusivi.

CLASSE MOYENNE è presentato alla Quinzaine des Cinéastes di Cannes e in Italia in anteprima al Festival Rendez-vous.

-> 8 aprile, 18h: Cinema Nuovo Sacher, Roma. Alla presenza del regista

-> 9 aprile, 20h30: Cinema Classico, Torino

-> 9 aprile, 20h30: Rouge et Noir, Palermo. Alla presenza del regista

-> 13 aprile, 16h30: CasaCinema, Napoli

Il film uscirà poi in sala il 7 maggio distribuito da No.Mad Entertainment.

 

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A chiudere il festival, sabato 11, C’ÉTAIT MIEUX DEMAIN | ERA MEGLIO DOMANI

 

Regista e attrice, Vinciane Millereau sviluppa da anni un cinema delicato e profondamente umano, attento ai piccoli gesti e alle fragilità quotidiane. Attrice di cinema e televisione da molti anni, realizza il cortometraggio Barbie Girls (2009) e recita in film e serie come Bowling Saturne (2022) e La Peste (2024). Con C’était mieux demain, il suo primo lungometraggio da regista, prosegue un percorso autoriale che unisce leggerezza e malinconia, raccontando con sensibilità le seconde possibilità della vita e il tempo che passa.

Protagonista Elsa Zylberstein, in un ruolo che unisce ironia e profondità emotiva. Attrice dal temperamento appassionato e dalla presenza luminosa, Elsa Zylberstein si forma al Cours Florent e debutta sullo schermo nel 1989. È Maurice Pialat a rivelarla con Van Gogh (1991), dove interpreta Cathy, la prostituta in abito rosso — un ruolo conquistato sul set quasi per caso — guadagnandosi il Prix Michel Simon e la prima nomination al César. Con Mina Tannenbaum (1994) vince il Prix Romy-Schneider e diventa una delle voci più riconoscibili del cinema francese, capace di muoversi con la stessa grazia tra commedia e dramma, film in costume e storie contemporanee. Nel 2022 interpreta Simone Veil dall’età di 36 agli 87 anni nel biopic Simone, le voyage du siècle di Olivier Dahan, diventando il più grande successo cinematografico francese dell’anno con oltre 2,5 milioni di spettatori. Elsa Zylberstein Nel 2023 è nel cast di Coup de chance di Woody Allen e di Club Zero di Jessica Hausner, selezionato a Cannes.

 

SINOSSI: In un tranquillo paesino francese degli anni ’50, Hélène e Michel vivono serenamente con i loro due figli, nella rassicurante normalità di un’epoca dai ruoli ben definiti. Un evento improvviso li catapulta nel 2025, in un mondo irriconoscibile, dove famiglia e rapporti tra uomini e donne sono cambiati. Per Hélène è un’occasione di emancipazione; per Michel, abituato ai privilegi del suo ruolo, uno shock. Tra nostalgia e cambiamento, il viaggio nel tempo diventa un percorso di trasformazione. Un racconto delicato sulla possibilità di ricominciare, sostenuto dalla sensibilità di Elsa Zylberstein.

 

-> 11 aprile, 21h: Cinema Nuovo Sacher, Roma. Alla presenza della regista, di Elsa Zylberstein

e di Riccardo Milani

 

Il film uscirà poi nelle sale italiane il 18 giugno distribuito da Minerva.

RENDEZ-VOUS PER TUTTE LE ETÀ

Torna al Centre Saint-Louis una sezione dedicata alle famiglie con due film d’animazione, due avventure poetiche, pensate per il pubblico più giovane.

ANGELO DANS LA FORÊT MYSTÉRIEUSE, di Alexis Ducord e Vincent Paronnaud, è l’adattamento del fumetto Dans la forêt sombre et mystérieuse (Nella foresta buia e misteriosa) di Vincent ‘Winshluss’ Paronnaud, pubblicato nel 2016.

SINOSSI: Angelo, 10 anni, aspirante esploratore, parte con la famiglia per far visita alla sua amata nonna. Quando i suoi genitori distrattamente lo abbandonano in un’area di sosta, lui si ritrova in totale solitudine e decide così di attraversare la foresta alla ricerca della sua famiglia. Entra quindi in un mondo misterioso abitato da strane e meravigliose creature, alcune più amichevoli di altre…

Un racconto d’avventura che non rinuncia alla profondità: un viaggio tra natura e immaginazione che incanta e ricorda, con delicatezza, che crescere significa imparare ad ascoltare il mistero del mondo.

 

Il film uscirà poi nelle sale italiane prossimamente distribuito da Movies Inspired.

 

-> 10 aprile, 19h Centre Saint-Louis, Roma Alla presenza del regista Alexis Ducord

 

LE SECRET DES MÉSANGES di Antoine Lanciaux è un film d’animazione che conferma la sensibilità visiva del regista e il suo gusto per racconti poetici pensati per il pubblico più giovane.

SINOSSI: Quando Lucie, una bambina di 9 anni, arriva a Bectoile per le vacanze, non ha idea delle avventure che l’attendono. Sua madre, Caroline, sta conducendo degli scavi archeologici nella regione insieme al collega Pierrot. La campagna di Bectoile è anche il luogo in cui è cresciuta Caroline e teatro di un segreto di famiglia… che Lucie sta per svelare! Con l’aiuto del suo nuovo amico Yann e di una coppia di uccellini molto speciali, Lucie è ben decisa a immergersi nella storia della sua famiglia. Dalle cantine di un castello in rovina a una vecchia roulotte dimenticata ai margini del bosco, questa avventura li porterà da sorprese insolite a scoperte favolose.

-> 11 aprile, 16h30 Centre Saint-Louis, Roma

 

Le proiezioni sono in versione originale con sottotitoli in italiano.

 

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www.unifrance.org

 

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Ufficio stampa Rendez-vous | Reggi&Spizzichino Communication,

info@reggiespizzichino.com, Maya Reggi cell. 347 6879999, Raffaella Spizzichino,

cell. 338 8800199, Carlo Dutto, cell. 3480646089

 

Ufficio stampa Ambasciata di Francia | Muriel Peretti,

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Franca Ciari Matteoli

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