La Tenuta delle Ripalte dell’isola d’Elba premiata ai Wine Hospitality Awards

WINE HOSPITALITY AWARDS 2026: LA TENUTA DELLE RIPALTE PREMIATA PER L’OSPITALITÀ
IMMERSA NELLA NATURA
Nella prima edizione del riconoscimento nazionale promosso da Milano Wine Week, l’azienda elbana si distingue per l’accoglienza enoturistica costruita sul rapporto con il paesaggio
Milano, ottobre 2026 – La Tenuta delle Ripalte è stata premiata nella categoria Best Outdoor & Nature Hospitality ai Wine Hospitality Awards, riconoscimento nazionale promosso da Milano Wine Week per le realtà italiane che hanno fatto dell’accoglienza legata al vino un tratto centrale della propria identità. La cerimonia si è tenuta il 17 ottobre al Milan Marriott Hotel, nella giornata inaugurale della nona edizione della manifestazione.
Alla prima edizione dei Wine Hospitality Awards la giuria tecnica di Milano Wine Week ha selezionato oltre cinquanta aziende di tutta Italia, riunite in nove categorie che vanno dall’accoglienza di alta gamma alle esperienze gastronomiche, dal benessere all’architettura, dall’innovazione all’accessibilità. La Tenuta delle Ripalte è stata premiata nella categoria dedicata all’ospitalità che nasce dal contatto con la natura.
Il riconoscimento si inserisce in una riflessione più ampia sul ruolo dell’enoturismo, al centro del Wine Hospitality Forum che ha aperto la giornata. Secondo il report Nomisma Wine Monitor–UniCredit, la wine hospitality italiana ha generato lo scorso anno un fatturato di 3,1 miliardi di euro: un dato che conferma come la cantina sia ormai non solo luogo di produzione, ma destinazione da visitare, in cui il vino introduce alla conoscenza di un territorio.
Nella parte sud-orientale dell’Isola d’Elba, sulla Costa dei Gabbiani, la Tenuta delle Ripalte si estende per circa 450 ettari che scendono verso il mare, con dodici chilometri di costa. Vi si arriva percorrendo nove chilometri di strada sterrata, tra macchia mediterranea e scorci marini. L’azienda si trova all’interno del Parco dell’Arcipelago Toscano MAB Unesco.
È una tenuta agricola insulare, con circa 18 ettari di vigneto esposti ai venti marini e alla luce intensa del Mediterraneo. I suoli sono poveri di sostanza organica, ricchi di minerali e di ferro, molto drenanti, e la coltivazione avviene senza irrigazione: le radici scendono in profondità e lo stress idrico incide sulla concentrazione aromatica e sull’equilibrio dei vini, che ne ricavano un carattere riconoscibile. In vigneto si segue una filosofia di agricoltura sostenibile e la produzione è interamente biologica.
Il vitigno di riferimento è l’Aleatico, tipico dell’Elba, vinificato come Aleatico Passito DOCG, vino da meditazione espressione del territorio, ma anche in versione di rosato aromatico e di spumante rosé. L’interpretazione è di Piermario Meletti Cavallari, già alla guida di Grattamacco a Bolgheri.
La cantina, che fa parte del circuito di Toscana Wine Architecture, è stata progettata dal noto architetto e designer Tobia Scarpa. Semplicità, funzionalità e inserimento nel paesaggio ne sono i caratteri, in dialogo con l’architettura industriale circostante. L’edificio si sviluppa su tre livelli, tutti raggiungibili con percorsi carrabili; i prodotti si spostano per gravità e i piani sono collegati da scale e montacarichi. La copertura è un ampio terrazzo dove si svolgono le degustazioni.
Un’immersione nel territorio elbano che mette l’ospite a diretto contatto con il paesaggio, in un panorama dove terra rossa, piante aromatiche mediterranee, vigneti e mare mostrano ciò che la degustazione restituisce nel bicchiere.
Daniela M.
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Nella foto: Carlo Ederle viene premiato da Gian Marco Centinaio, Vicepresidente del Senato della Repubblica Italiana, sul palco anche Federico Gordini, Presidente Milano Wine Week e Francesca Romana Barberini



