Il vicepresidente di Confimprese Italia Giovanni Felice incontra a Palermo con altre associazioni di categoria il vicepresidente del Consiglio Tajani
Emergenza e imprese
Giovanni Felice, coordinatore di Confimprese Italia Sicilia “bene sostenere l’export, ora servono risorse e tempi certi per Sicilia, Calabria e Sardegna”
In occasione della visita odierna a Palermo del Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Antonio Tajani, Felice è intervenuto ed ha avuto modo di dichiarare: “Accogliamo con favore l’attenzione dedicata al tema dell’internazionalizzazione e del sostegno alle imprese che esportano. È un segnale positivo e importante, soprattutto in una fase in cui le aziende hanno bisogno di strumenti concreti per competere sui mercati esteri”.
Secondo il Vice Presidente Nazionale di Confimprese Italia Giovanni Felice, presente all’incontro, “va considerato un primo segnale, la disponibilità di 100 milioni di euro annunciati per sostenere le aziende colpite: un intervento utile, ma che tutti comprendiamo non potrà essere sufficiente da solo rispetto alla dimensione reale dei danni e delle conseguenze economiche e sociali già in atto.
Oggi la Sicilia – continua Giovanni Felice – vive una condizione che impone una scelta di metodo e di visione: abbiamo la possibilità di dimostrare che l’Italia è una sola.
Per questo – continua il coordinatore Regionale di Confimprese Italia Sicilia – chiediamo che la risposta istituzionale e finanziaria verso la Sicilia segua un modello chiaro: come quello messo recentemente in campo dallo stesso Governo in occasione dell’alluvione in Emilia-Romagna, con una logica di intervento rapida, strutturata e straordinaria su scala regionale. Anzi, oggi non basta replicare: serve migliorare quel modello, rendendolo ancora più veloce, più semplice nelle procedure e più aderente alle esigenze reali di imprese e territori.
Questa è una richiesta di equità e responsabilità nazionale – insiste Giovanni Felice – che riguarda non solo la Sicilia: anche Calabria e Sardegna stanno affrontando difficoltà e fragilità strutturali che richiedono risposte certe, tempestive e coordinate.
Non chiediamo privilegi – conclude – Chiediamo pari attenzione, pari dignità e la certezza che la tutela di imprese, famiglie e comunità non dipenda dal territorio in cui si verifica una calamità”.
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