Fondazione Brescia Musei e Museo Archeologico di Firenze | Prorogate le mostre del progetto Idoli di Bronzo
A BRESCIA E FIRENZE
PROROGATE LE MOSTRE DEL PROGETTO
IDOLI DI BRONZO
FINO AL 21 GIUGNO 2026
VICTORIA MATER. L’IDOLO E L’ICONA
Brescia, Brixia. Parco Archeologico di Brescia Romana
FINO AL 14 GIUGNO 2026
ICONE DI POTERE E BELLEZZA
Museo Archeologico Nazionale di Firenze
Tra le iniziative in programma, giovedì 23 aprile, l’incontro pubblico tra Francesco Vezzoli e il regista inglese Peter Greenaway, all’Auditorium Santa Giulia.
A seguito del positivo riscontro da parte del pubblico, le mostre del progetto Idoli di bronzo saranno prorogate.
In particolare, Victoria Mater. L’idolo e l’icona, in programma a Brixia. Parco archeologico di Brescia romana a Brescia, accoglierà il pubblico fino al 21 giugno 2026.
Icone di potere e bellezza, allestita al Museo Archeologico Nazionale di Firenze, rimarrà aperta fino al 14 giugno 2026.
Per Victoria Mater. L’idolo e l’icona, la Fondazione Brescia Musei ha affidato a Francesco Vezzoli il compito di realizzare un’inedita installazione, curata da Donatien Grau, per far dialogare la Vittoria Alata con l’Idolino di Pesaro, esempio raffinato di artigianato classico proveniente dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze.
L’intervento racconta e richiama il valore simbolico delle due statue, che sono “idolo”, ovvero figura e rappresentazione della divinità e, allo stesso tempo, “icona”, nel significato più moderno del termine, simbolo e portatore di valori universali. Francesco Vezzoli ha trasformato lo spazio sacro del tempio nello scenario di una installazione artistica attraverso l’inserimento di un terzo elemento in bronzo: una grande silhouette, che genera, con effetto trompe l’oeil, l’impressione di un’ombra impossibile che suggerisce un contatto virtuale, seppure non concretamente compiuto, tra le due figure.
La proroga della mostra consente di accogliere delle iniziative collaterali che avranno, per Brescia, il loro apice nella giornata di giovedì 23 aprile.
L’Auditorium Santa Giulia accoglierà un incontro pubblico tra Francesco Vezzoli e il regista inglese Peter Greenaway, considerato dallo stesso Vezzoli uno dei punti di riferimento per la definizione della sua poetica che si distingue per la capacità di fondere epoche, linguaggi e immaginari, trasformando la memoria del passato in un dispositivo critico e sensuale per leggere il presente.
In un percorso parallelo, le installazioni di Peter Greenaway, realizzate per i più importanti musei del mondo e in dialogo con i maestri della storia dell’arte, reinterpretano e ricreano il concetto stesso di arte nell’epoca multimediale proiettata verso il futuro; allo stesso modo Francesco Vezzoli indaga il patrimonio iconografico della classicità, appropriandosi di forme e simboli della scultura antica per restituirli in chiave contemporanea, ibridata e spesso ironicamente sovversiva.
Nel corso dell’appuntamento sarà inoltre presentato il catalogo (Allemandi) di Victoria Mater.
Il talk, moderato da Chiara Costa, Head of Program di Fondazione Prada, è organizzato in collaborazione con OltreConfine Festival.
La Fondazione Brescia Musei rende, inoltre, omaggio al regista inglese con la proiezione al Cinema Nuovo Eden (ore 20.30) de I misteri dei giardini di Compton House, uno dei suoi capolavori più apprezzati.
Sempre giovedì 23 aprile, il Viridarium, Parco delle sculture del Museo di Santa Giulia accoglierà l’installazione della Nike metafisica di Francesco Vezzoli, una delle opere più celebri e significative dell’artista bresciano che fonde in sé epoche e stili diversi. La scultura raffigura la sagoma della celebre Nike di Samotracia, reinterpretata attraverso gli occhi della pittura metafisica del Novecento, in particolare richiamando i manichini e le atmosfere di Giorgio de Chirico e Alberto Savinio.
L’opera era parte di “Palcoscenici archeologici. Interventi curatoriali di Francesco Vezzoli”, l’inedito progetto espositivo site-specific anima del filone progettuale delle mostre ideate da Fondazione Brescia Musei e dedicate alla coniugazione tra il grande patrimonio storico e archeologico bresciano con le più interessanti voci dell’arte contemporanea e che nel 2019 si aggiudicò il bando dell’Italian Council (7^ edizione, 2019) dedicato alla promozione di arte contemporanea italiana nel mondo, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
A Firenze, invece, la mostra, curata dal direttore del Museo fiorentino, Daniele Federico Maras, e dalla conservatrice Barbara Arbeid, è stata concepita per proporre e commentare lo sviluppo storico dell’uso delle immagini per la presentazione, conservazione e trasmissione del potere nell’ambito dell’Impero Romano, in una fase di crisi e di potenziale sfiducia quale quella sperimentata nel III secolo d.C. Il percorso ruota attorno a tre teste in bronzo dorato di imperatori romani provenienti dalle collezioni bresciane e parte anch’esse del deposito bronzeo del Capitolium, poste in dialogo con materiali delle raccolte medicee.
Il percorso ruota attorno a tre teste in bronzo dorato di imperatori romani provenienti dalle collezioni bresciane e parte anch’esse del deposito bronzeo del Capitolium, poste in dialogo con materiali delle raccolte medicee, in particolare monete dell’epoca, che veicolano il ritratto imperiale come simbolo e garanzia della continuità del potere, ma anche gemme della collezione del Museo fiorentino, destinate a un uso “privato”, ma non meno simbolico.
A maggio 2026, al Museo Archeologico Nazionale di Firenze si terrà la presentazione del catalogo (Allemandi) della mostra Icone di potere e bellezza.
L’intero progetto, promosso da Fondazione Brescia Musei e Comune di Brescia, in collaborazione con la Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura, il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, l’Opificio delle Pietre Dure e il fondamentale contributo di Intesa Sanpaolo, col patrocinio dell’Ateneo di Brescia – Accademia di scienze, lettere e arti, è stato appositamente studiato per accompagnare l’apertura delle celebrazioni per il Bicentenario della scoperta del deposito bronzeo del Capitolium bresciano, dove si conservava la Vittoria Alata. L’iniziativa è finanziata da Regione Lombardia nell’ambito del bando Olimpiadi della Cultura ed è stato parte del programma Giochi della Cultura, promosso da Regione Lombardia in collaborazione con Triennale Milano, in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026.
Brescia, aprile 2026
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Fondazione Brescia Musei è una fondazione di partecipazione pubblico–privata presieduta da Francesca Bazoli e diretta da Stefano Karadjov. Fanno parte di Fondazione Brescia Musei Brixia. Parco archeologico di Brescia romana, Museo di Santa Giulia, Pinacoteca Tosio Martinengo, Museo delle Armi Luigi Marzoli, Museo del Risorgimento “Leonessa d’Italia”, Castello di Brescia “Falco d’Italia” e Cinema Nuovo Eden. La Fondazione Brescia Musei è parte della Rete dell’800 Lombardo con la Pinacoteca Tosio Martinengo e il Museo del Risorgimento “Leonessa d’Italia”. I Musei Civici di Brescia sono inclusi nell’offerta di Associazione Abbonamento Musei.
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