TERRITORIOEVENTI

Evento Archeologia volontariato Piano Tondo- CB 26 Marzo

Il volontariato archeologico in terra di Berardenga: una conferenza sul sito etrusco di Piano Tondo

Giovedì 26 marzo 2026 alle ore 18.00, presso l’Auditorium di Villa Chigi Saracini a Castelnuovo Berardenga, si terrà la conferenza “Il volontariato archeologico in terra Berardenga: il sito etrusco di Piano Tondo”, a cura di Walter Benocci, volontario che partecipò alla prima campagna di scavi archeologici diretti dalla dott.ssa Talocchini.
L’iniziativa è promossa dall’Associazione Berardenga Storia e Arte nell’ambito del progetto “VivoInChianti”, dedicato al recupero, alla tutela e alla valorizzazione delle memorie e delle testimonianze storico-documentali del territorio chiantigiano, ed è realizzata in collaborazione con le associazioni Gruppo Archeologico Salingolpe di Castellina in Chianti e il Centro Studi Farma Merse – Siena, con l’obiettivo di mettere in rete competenze, energie e iniziative culturali a beneficio del territorio.
Ad aprire l’incontro sarà Fosco Vivi, presidente dell’Associazione Berardenga Storia e Arte, al quale seguiranno la dott.ssa Maria Gabriella Carpentiero, funzionaria archeologa della SABAP Siena-Grosseto-Arezzo, e il sindaco di Castelnuovo Berardenga Fabrizio Nepi. Le conclusioni saranno affidate al prof. Vito De Meo.
La conferenza offrirà al pubblico una testimonianza diretta e ricca di dettagli sulla scoperta e sulle prime indagini archeologiche condotte negli anni Settanta nell’area di Piano Tondo, presso San Gusmè. Le documentatissime memorie di Benocci ripercorrono l’esperienza del gruppo di ricerca guidato dal professor Enzo Mazzeschi, che nel 1976 avviò le prime ricognizioni archeologiche in seguito ad alcune segnalazioni di ritrovamenti avvenuti durante lavori agricoli.
Le indagini portarono all’individuazione di tracce significative di un insediamento etrusco arcaico, probabilmente attivo tra la fine del VII e la prima metà del VI secolo a.C., collegato alla necropoli del vicino Poggione e inserito in un sistema di insediamenti che controllava importanti vie di comunicazione lungo la valle dell’Ombrone.
Durante la prima campagna di scavo del 1977 furono rinvenuti resti di coperture in laterizio, frammenti ceramici e decorazioni architettoniche – tra cui antefisse con volto femminile – oltre a tracce di strutture lignee che suggerirono la presenza di un edificio monumentale poi verosimilmente distrutto da un incendio.

Attraverso il racconto personale di chi visse quella stagione di ricerca, la conferenza offrirà quindi uno sguardo originale sulla nascita dell’archeologia territoriale partecipata e sul ruolo fondamentale svolto dal volontariato nella scoperta e nella tutela del patrimonio storico della Berardenga.

Dichiarazione Fosco Vivi Presidente Associazione Berardenga Storia e Arte di Castelnuovo, in merito all’evento del 26 Marzo

Fra Maggio e Giugno riprenderanno gli scavi alla ricerca delle tracce del Palazzo o Regia che secondo autorevoli archeologi era il luogo di comando della terza comunità gentilizia dell’area senese, insieme a Murlo e Siena, in un tempo indicato fra VII e VI sec. a.C.

L’evento si concentrerà nella conferenza di Walter Benocci che sotto la guida di esperti archeologi e la collaborazione della Soprintendenza, ci racconterà con parole e immagini, quello che accadde nel lontano 1977, quando per la prima volta portarono alla luce quegli elementi archeologici ( grandi buche di palo concentrate in una zona definita-il crollo o comunque i resti importanti di laterizi e antefisse..) che furono interpretati come presenza di una struttura palaziale etrusca e che hanno costituito il racconto del mondo archeologico negli ultimi 48 anni.

Oggi dobbiamo cercare, sia quelle buche di palo che, per quanto mi riguarda, escludo possano essere state relative a vigne di età moderna, che le eventuali tracce perimetrali di questo palazzo.

Penso che sia giunto il tempo di interventi di splateamento ampio ( la roccia e il macigno sono a 40 cm dal piano di campagna) e vedere quale mistero si cela sotto lo strato vegetale. Costi ridotti e risultati evidenti, poi la fase minuziosa di cazzuole e pennelli per leggere in profondità le eventuali scoperte

Quindi l’organizzazione di questo evento è allo stesso tempo un modo per fornire informazioni dirette del lavoro prodotto nel 1977 e capire il ruolo che ebbe e potrà avere il Volontariato in Archeologia e uno stimolo a ricercare nuovi e più efficaci metodi di indagine.

Se potessimo trovare e con tempismo la conferma definitiva alle ipotesi già formulate, forse potremo passare ad una nuova fase dello studio su Piano Tondo.

Mi riferisco al ruolo storico che poteva avere questo sito nel mondo Etrusco, quanto si estendeva questa comunità ?( tracce importanti anche a Villa a Sesta, Colti ecc. cioè per 2,5 km ) senza tralasciare altri luoghi noti, Cetamura su tutti e dello stesso periodo. Era solo una piccola comunità fra le nascenti città dell’Etruria, o un punto di grande rilievo, non solo per il controllo degli spostamenti verso l’agro chiantigiano e poi fiorentino, ma una vedetta che garantiva informazioni coordinate dal Mar Tirreno fino agli Appennini?

Solo accelerando il lavoro della fase attuale, potremo passare alla seconda, quella del perchè storico di questa comunità.

Redazione

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