
Questo importante risultato rappresenta inoltre il coronamento della proficua e storica collaborazione tra l’amministrazione comunale e la parrocchia di Sant’Andrea.
Il percorso espositivo si compone di oltre 90 opere che, disposte su 7 sale, consentono di ripercorrere oltre 5 secoli di storia dell’arte.
Cristina Gelli, direttrice dei Musei di Empoli: “In questi mesi abbiamo terminato il progetto del PNRR per l’accessibilità fisica del Museo della Collegiata, dopo che nel 2023 avevamo compiuto tutti i passi per raggiungere la completa accessibilità cognitiva. L’intervento del Museo della Collegiata è stato importante perché su un luogo tutelato, un museo che fino a oggi non era fisicamente accessibile a tutti pur essendo uno dei più importanti tra i musei minori della Toscana. Poterlo riconsegnare alla città con un ingresso nuovo, monumentale, che si affaccia su piazza Farinata degli Uberti, credo che sia un invito a tutti i cittadini per poter di nuovo entrare all’interno di questo spazio e godere dei suoi tesori”.
Don Guido Engels, proposto di Empoli: “È un intervento che va avanti da diversi anni, abbiamo avuto questa idea di rendere più accessibile e accogliente questo museo. Per questo abbiamo messo a disposizione della città la Cappella di San Giovanni, ma ora possiamo godere di questo museo con ascensori e servizi. L’invito rimane valido per uno dei musei più belli della Toscana”
Barbara Tosti, responsabile settore Arti Beni Culturali Fondazione CR Firenze: “La riapertura del Museo della Collegiata di Empoli è un risultato importante per tutto il territorio. Siamo felici di aver contribuito a restituire alla comunità un luogo di grande valore storico e artistico, oggi più accessibile e accogliente. Il nostro legame con Empoli dura da oltre trent’anni: dal 1994 abbiamo sostenuto più di 360 interventi nella cultura, ma abbiamo contribuito anche a progetti nel sociale e nell’ambiente. È un impegno che nasce da una convinzione: prendersi cura del patrimonio, delle persone e dei luoghi significa rendere la comunità più inclusiva e il territorio più vivibile”.
Cristiano Bianchi, architetto e progettista: “Il tema del progetto era l’accessibilità fisica e cognitiva, è stato complesso tradurre queste idee in un complesso storico e vincolato. Abbiamo tentato di declinare questa idea con un unico percorso con grandi rampe che attraversano il museo, ammirando le opere. L’intervento inoltre è reversibile, in qualsiasi momento il museo può tornare alla configurazione originale. Il museo può essere trasformabile, i luoghi della cultura cambiano, e potrà adattarsi alla società del futuro. Abbiamo identificato come colori il grigio della pietra e l’oro della foglia d’oro utilizzata nelle opere. I due colori racchiudono l’identità dell’edificio e rappresentano il progetto”.


