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Domani mercoledi 25 marzo Luca Starita in dialogo con Vera Gheno per CaRa – Campi Racconta

Mercoledì 25 marzo ore 18 presso il Teatrodante Carlo Monni di Campi Bisenzio

A CaRa – Campi Racconta, Luca Starita in dialogo con Vera Gheno

Presentazione di “Indifesi sotto la notte” (minimum fax). Il libro ripercorre gli anni in cui l’epidemia di Aids irrompe in Italia

Dichiara Starita “In quegli anni si sono poste le basi di ciò che siamo oggi a livello di relazioni, nel positivo, come il bisogno di creare quelle che si possono definire “famiglie queer”, nuclei familiari che non si basano sul sangue ma sull’elezione, che arriva proprio da quegli anni là, quando la persona con Aids si ritrovava abbandonata dalla famiglia naturale e accolta, invece, da persone vicine che si raccoglievano intorno per sostenerla”

Per CaRa – Campi Racconta, la rassegna che unisce letteratura, pensiero e partecipazione al Teatrodante Carlo Monni (piazza Dante 23), mercoledì 25 marzo alle 18 si terrà la presentazione di “Indifesi sotto la notte” di Luca Starita (minimum fax). Il libro ripercorre gli anni in cui l’epidemia di Aids irrompe in Italia: dal primo caso diagnosticato nel 1982 ai numeri in drammatica crescita dei primi anni Novanta, mentre paura, disinformazione e stigma sociale colpiscono soprattutto persone omosessuali e tossicodipendenti, spesso isolate e lasciate senza adeguato sostegno sanitario e affettivo. Dialoga con l’autore la sociolinguista Vera Gheno.

Luca Starita è nato a Napoli e abita a Firenze. È autore dei saggi Canone ambiguo. Della letteratura queer italiana (effequ 2021) e Pensiero stupendo. Un saggio sul tradimento (effequ 2023). “Il tour di presentazioni è iniziato a febbraio e ogni settimana si aggiungono date nuove: per me questo è sorprendente, perché il saggio affronta una tematica, quella dell’Aids, che è sempre stata un tabù per il nostro Paese, fin da quando all’inizio degli anni ’80 si cercava un perché. Sapere che ci sono persone, oggi, che hanno bisogno non solo di leggere ma anche di ascoltare le parole di un periodo che è un enorme rimosso della nostra società e cultura mi rende davvero felice”, dichiara l’autore.

“In quegli anni si sono poste le basi di ciò che siamo oggi a livello di relazioni, nel positivo, come il bisogno di creare quelle che si possono definire “famiglie queer”, nuclei familiari che non si basano sul sangue ma sull’elezione, che arriva proprio da quegli anni là, quando la persona con Aids si ritrovava abbandonata dalla famiglia naturale e accolta, invece, da persone vicine che si raccoglievano intorno per sostenerla. Ma anche nel negativo, perché la diffidenza che abbiamo oggi nei confronti del sesso e dell’altro, in generale, deriva allo stesso modo da quello stigma e da quella paura che si è radicata nelle nostre coscienze tra gli anni ’80 e ’90. Durante una presentazione, una persona ha sottolineato come io mi faccia veicolo di parole di persone dimenticate, ed è una definizione che sento molto mia: in Indifesi sotto la notte continuo a coltivare questo bisogno di usare le parole del passato, in questo caso di un passato comunque vicino, per spiegare come viviamo oggi. A Campi Bisenzio avrò l’opportunità di parlare del libro con Vera Gheno, una studiosa che conosco da anni e di cui ammiro il lavoro, che si spende quotidianamente per parlare di margini e di minoranze. Sarà l’occasione perfetta per incontrarsi e continuare a parlare di argomenti che hanno bisogno, ora più che mai, di trovare spazio. Gheno, tra l’altro, è presente nel saggio con un suo contributo, insieme a Luca Scarlini, Luca Guadagnino, Dacia Maraini, Tommaso Giartosio e Marco Bagnai, persone che hanno dato il loro punto di vista su quegli anni bui che hanno bisogno di una nuova luce”, conclude Starita.

Il primo in Italia a rompere il silenzio angosciato che circonda l’epidemia è Giovanni Forti, un giornalista affetto dal virus, che nel 1992 in un articolo su L’Espresso offre la testimonianza della sua malattia. Morirà quello stesso anno. Suo marito, il giornalista Brett Shapiro, racconterà nel libro L’intruso la vicenda di Forti mostrando senza reticenze il calvario, il dolore, ma anche l’amore, la cura, e infine la perdita. Partendo da questo testo, Luca Starita analizza le narrazioni – letterarie e non – che dell’Aids sono state fatte in Italia tra gli anni ’80 e ’90, raccontando anche il modo in cui la politica e la società hanno affrontato o, più spesso, cercato di ignorare il problema.

Attraverso i testi di autori e autrici come Tondelli, Fortunato, Ferraresi, Bellezza e le testimonianze di persone che quegli anni li hanno vissuti (tra gli altri Guadagnino, Maraini, Gheno, Giartosio, Scarlini), Starita ricostruisce un quadro lucido e doloroso del modo in cui il virus Hiv ha terrorizzato, scandalizzato, destabilizzato la nostra società che non era – e non è – pronta a guardare in faccia la morte e a confrontarsi con il diverso, sempre usato come capro espiatorio per esorcizzare e allontanare da noi tutto ciò che ci spaventa.

L’evento è organizzato da Fondazione Accademia dei Perseveranti e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Campi Bisenzio. La rassegna CaRa, ad ingresso libero, è pensata come momento di condivisione e confronto, capace di attivare il pensiero critico e la partecipazione del pubblico, e si inserisce nel più ampio progetto culturale del Teatrodante Carlo Monni, luogo di relazione e di comunità. Per info www.teatrodante.it.

 

Per informazioni: 055.8940864 – whatsapp 3463038170 – biglietteria@teatrodante.it

Ufficio stampa Fondazione Accademia dei Perseveranti

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Sara Chiarello +39 3298 9864843

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