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Cena al carcere della Dogaia con i detenuti chef

Cena al Carcere della Dogaia, i detenuti-studenti

protagonisti di un’ospitalità perfetta

La soddisfazione della presidente Toccafondi, del direttore Cicerelli e della dirigente Zannoni

Sperimentazione positiva, opportunità da ripetere per favorire il dialogo tra comunità civile e carcere

 

Prato, 2 aprile 2026 –

Un’accoglienza impeccabile e piatti cucinati con creatività e cura. No, non sono le caratteristiche dell’ultimo ristorante di grido ma lo stile che ha caratterizzato la cena “galeotta” che, all’interno del Carcere della Dogaia, ha visto ospiti la presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, Diana Toccafondi, con numerosi componenti del cda e del consiglio di indirizzo, e la direttrice della Società della Salute, Lorena Paganelli. A fare gli onori di casa il direttore dell’istituto di pena, Luca Cicerelli, con la dirigente dell’Istituto Datini Francesca Zannoni ed alcuni docenti che insegnano nelle due sezioni dell’Alberghiero interne al carcere, frequentate da 15 alunni. L’idea e l’organizzazione della serata si devono in particolare a tre consigliere della Fondazione: Ambra Giorgi, Renza Sanesi e Idalia Venco.

I veri protagonisti della serata sono stati proprio i detenuti-studenti che con i loro “prof” hanno preparato la cena, allestito i tavoli e servito le pietanze. Il momento più emozionante è stato quando alcuni di loro, con grande dignità, si sono raccontati, spiegando le difficoltà personali, il timore di perdere i contatti con la famiglia e gli amici, mettendo in evidenza le strategie per affrontare e dare un senso all’esperienza carceraria cercando di ricorrere a tutte le opportunità – dallo sport alla formazione – che vengono messe a disposizione. Tutto nel pieno spirito dell’applicazione dell’articolo 27 della Costituzione che prevede la funzione rieducativa della pena.

“Una dimostrazione che il carcere e le persone detenute possono incontrare la realtà esterna e da questo incontro può nascere un dialogo utile a tutti, in cui si riconosce la comune umanità. Il dialogo tra la città e il carcere deve svilupparsi ancora, la Fondazione Cassa di Risparmio di Prato da tempo ha scelto di impegnarsi per supportare la comunità della casa circondariale e venire incontro ai suoi tanti problemi – afferma la presidente Diana Toccafondi – negli ultimi anni abbiamo provveduto all’acquisto di materassi, di televisori e, di recente, di lavatrici e asciugatrici per le sezioni di massima e media sicurezza, nonché di macchinari per la disinfezione, che gli stessi detenuti potranno utilizzare dopo un’apposita formazione. Altri contributi sono stati assicurati all’Associazione Barnaba per l’acquisto di kit di prima accoglienza e indumenti per detenuti che sono privi di risorse e di sostegni familiari e a UISP per garantire lo svolgimento di un progetto di attività sportiva dentro il carcere. La Fondazione, inoltre, da anni è impegnata a sostenere il progetto di animazione culturale, incontri e formazione teatrale condotta dentro la Dogaia da Metropopolare”.

“Questa meravigliosa serata e la collaborazione continua con la Fondazione Cassa dí Risparmio di Prato e l’Istituto Datini, costituiscono l’assolvimento concreto del mandato che la nostra Costituzione demanda all’Amministrazione penitenziaria, alle Istituzioni ed ai cittadini. Grazie a queste iniziative l’Istituto di Prato vede la partecipazione congiunta della società e degli enti del territorio nell’opera di rieducazione ed inclusione sociale delle persone detenute”, mette in evidenza il direttore Cicerelli.

“Organizzare una cena per ospiti esterni è stata un’occasione unica per i nostri studenti delle sezioni carcerarie della Dogaia, un evento da realizzare con cura in ogni dettaglio con l’aiuto dei docenti, i professori Landi, Lotummolo e la professoressa Ucci. I ragazzi hanno dato il massimo e sono riconoscenti per la possibilità di mettere in pratica quanto appreso durante le ore di lezione. Ringrazio la Fondazione Cassa di Risparmio di Prato per aver sostenuto con entusiasmo questa iniziativa e al direttore Cicerelli per averne permesso l’organizzazione”, sottolinea la dirigente Zannoni.

La cena ha rappresentato un’esperienza da ripetere per sviluppare il dialogo tra la comunità locale e casa circondariale. Il menù? Curato nei minimi particolari, prevedeva vellutata di carote arrosto con crumble alle erbette, risotto con crema di piselli, stracciatella e limone, coppa di maiale con spinaci e carote e per finire panna cotta alla vaniglia.

fanfanicaterina@gmail.com

Redazione

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