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Sanità, Gemmato: «Terapia assistita con gli animali intervento innovativo». Nuova area al San Giovanni Battista dedicata alla terapia assistita con gli animali

QUANDO LA RIABILITAZIONE ESCE DALLA PALESTRA:
ALL’OSPEDALE SAN GIOVANNI BATTISTA SI APRE UN NUOVO SPAZIO DI CURA

Inaugurata la nuova area dedicata alla Terapia assistita con gli animali: 7.700 metri quadrati per la riabilitazione con i cavalli, insieme al Bosco Vivo e all’Orto riabilitativo
Il Sottosegretario Gemmato: «Si tratta di un intervento innovativo».
Al centro la gestione delle malattie croniche e degenerative e una Sanità sempre più orientata alla presa in carico della persona.

 

ROMA – Un nuovo spazio all’aperto per ampliare le possibilità della riabilitazione e un modello di cura che guarda sempre più alla persona nella sua complessità. È stata inaugurata oggi, all’Ospedale San Giovanni Battista di Roma, la nuova area dedicata alla Terapia assistita con gli animali, un intervento che integra il percorso riabilitativo dei pazienti con il rapporto con i cavalli e con le attività all’aperto del Bosco Vivo e dell’Orto riabilitativo.

L’iniziativa si inserisce in una riflessione più ampia sul futuro della sanità e, in particolare, sulla necessità di rafforzare i percorsi di presa in carico delle persone con malattie croniche e degenerative, accanto a quelli rivolti ai pazienti che affrontano le conseguenze di traumi, patologie neurologiche e condizioni di fragilità. Una sfida che richiede non soltanto cure sempre più efficaci, ma anche percorsi riabilitativi capaci di accompagnare il paziente nel tempo, sostenendone il recupero delle funzioni, dell’autonomia e della qualità di vita.

È stato questo uno dei temi centrali dell’intervento del Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute Marcello Gemmato, che ha tenuto a battesimo la nuova iniziativa. Nel suo intervento ha richiamato la necessità di guardare alla sanità con una prospettiva capace di tenere insieme qualità delle cure, prevenzione, innovazione e sostenibilità, in un sistema sempre più chiamato a confrontarsi con l’aumento delle patologie croniche e con l’invecchiamento della popolazione.

«Il nostro sistema sanitario si fonda, secondo me, su due pilastri fondamentali: da un lato i nostri professionisti sanitari, che sono tra i migliori al mondo; dall’altro l’ecosistema che si crea a supporto del Servizio sanitario nazionale, di cui l’Ordine di Malta fa parte», ha sottolineato Gemmato, riconoscendo il valore della rete di soggetti che contribuiscono alla capacità del sistema sanitario di rispondere ai bisogni delle persone.

La gestione delle cronicità, in particolare, richiede una presa in carico che non si esaurisca nella fase acuta della malattia, ma accompagni la persona nel tempo. Prevenzione, continuità assistenziale, riabilitazione e innovazione diventano così elementi di uno stesso percorso. È in questo quadro che Gemmato ha collocato anche la Terapia assistita con gli animali, definendola «un intervento innovativo».

Un’innovazione che, secondo il Sottosegretario, può produrre effetti anche sul piano della sostenibilità del Servizio sanitario nazionale: «Migliorare le prestazioni sanitarie rivolte ai malati non soltanto contribuisce a una migliore cura, e già questo basterebbe, ma il fatto di curare meglio contribuisce anche a spendere di meno».

All’interno della plurisecolare missione di assistenza dell’Ordine di Malta, la sua Associazione Italiana porta avanti una tradizione di assistenza medica. L’Ospedale San Giovanni Battista rappresenta uno dei luoghi nei quali questa missione si traduce concretamente in un’attività sanitaria rivolta in particolare alla riabilitazione motoria e neurologica e cura di pazienti con bisogni assistenziali complessi.

Qui la Terapia assistita con gli animali non è una novità assoluta. La terapia con i cavalli è infatti da anni una caratteristica dell’attività dell’ospedale, svolta nell’area equestre del complesso, tra le poche strutture di questo tipo presenti in Italia. Il progetto, avviato nel 2016, ha coinvolto negli anni migliaia di pazienti, tra persone reduci da coma, vittime di incidenti stradali e pazienti affetti da Parkinson. Secondo i dati dell’ospedale, il 92% dei pazienti trattati ha raggiunto gli obiettivi riabilitativi previsti.

La nuova area dedicata alla Terapia assistita con gli animali si estende per circa 7.700 metri quadrati. A questa si aggiungono il Bosco Vivo, che occupa circa 14.500 metri quadrati, e l’Orto riabilitativo, spazi pensati per integrare le attività terapeutiche con esperienze all’aperto, attività sensoriali e momenti di partecipazione.

Alla inaugurazione hanno partecipato anche Francesco Rocca, Presidente della Regione Lazio, Antonello Aurigemma, Presidente del Consiglio Regionale del Lazio, Svetlana Celli, Presidente dell’Assemblea Capitolina, insieme ai rappresentanti dell’Ordine di Malta, della Fondazione Nando ed Elsa Peretti e al personale dell’Ospedale.

Il tema della collaborazione tra istituzioni e della centralità della persona è stato richiamato anche dagli esponenti istituzionali presenti. «Mettere al centro non la malattia, ma il paziente, con i propri familiari, è l’aspetto più importante che si possa portare avanti», ha sottolineato Antonello Aurigemma, Presidente del Consiglio Regionale del Lazio. «Oltre alle terapie e al piano terapeutico, svolge un ruolo fondamentale anche il rapporto che si crea con il personale e con gli animali: significa riportare la sanità a un aspetto prioritario, quello dell’umanizzazione delle cure». Aurigemma ha inoltre evidenziato l’importanza di «fare rete tra le istituzioni, le categorie professionali e i diversi ordini», ribadendo il sostegno del Consiglio regionale a iniziative capaci di rispondere concretamente ai bisogni delle persone.

Sulla stessa linea Francesco Rocca, Presidente della Regione Lazio, che ha sottolineato come «il rapporto con l’animale possa contribuire a creare un sistema relazionale positivo e ad aprire nuove possibilità nei percorsi di recupero. Penso, ad esempio, alle persone nello spettro autistico e ad altre condizioni nelle quali la relazione con l’animale può rappresentare uno strumento importante». Rocca ha richiamato anche il valore del lavoro multidisciplinare: «Qui lavorano fianco a fianco medici, infermieri, fisioterapisti, tecnici e terapisti occupazionali, formando un team che porta all’eccellenza. Non possiamo pensare a un servizio sanitario che non sappia integrare pienamente tutte le professionalità che si occupano della cura della persona».

Per Svetlana Celli, Presidente dell’Assemblea Capitolina, l’apertura della nuova area testimonia invece una visione della cura capace di affiancare alla competenza sanitaria una particolare attenzione alla dimensione umana. «Questa opportunità della Terapia assistita con gli animali vuol dire avere una visione: non guardare soltanto alla professionalità tecnica dello staff, ma pensare anche e soprattutto alla persona e alle sue fragilità». Un percorso nel quale, ha aggiunto Celli, le istituzioni sono chiamate a lavorare insieme: «Non esistono istituzioni differenti, esiste un unico obiettivo: il servizio alla città, ai nostri concittadini e soprattutto alle persone più fragili. Insieme stiamo dando un volto nuovo a questa struttura, lavorando perché nessuno rimanga indietro».

L’obiettivo della nuova Terapia assistita con gli animali è di riconoscere alla relazione con l’animale una funzione che va oltre il recupero strettamente motorio e coinvolge anche la dimensione cognitiva, emotiva e relazionale.

«Accompagnare i pazienti in questo percorso significa certamente permettere loro di recuperare delle funzioni, ma non è solo questo. Significa accompagnare una persona nel percorso che la conduce nuovamente alla propria vita, nelle migliori condizioni che sia concretamente possibile raggiungere», ha spiegato Edoardo Bellomo, Direttore Generale delle Attività Sanitarie.

Per Bellomo, l’innovazione passa anche dalla capacità di rileggere i modelli di cura e di integrarli con strumenti nuovi. «La Terapia assistita con gli animali non rappresenta una nuova attività semplicemente complementare rispetto all’ospedale, ma è uno degli strumenti attraverso i quali intendiamo arricchire il percorso di cura della persona».

Al centro c’è soprattutto la relazione. «Noi siamo grandi costruttori di fiducia. Aiutiamo le persone ad avere fiducia nelle proprie capacità, nelle proprie competenze e nelle proprie possibilità», ha aggiunto Bellomo, sottolineando come il percorso riabilitativo debba accompagnare il paziente anche nella riconquista della sicurezza e dell’autonomia.Il rapporto tra paziente e cavallo è stato al centro dell’intervento di Tommasangelo Petitti, Direttore Sanitario dell’Ordine di Malta, che ha evidenziato come l’animale sia in grado di percepire il comportamento e lo stato della persona e di adattare il proprio movimento alle sue esigenze. «Il cavallo presta il proprio passo al paziente», ha spiegato, sottolineando il valore di un’esperienza nella quale il recupero motorio si accompagna alla possibilità di ritrovare equilibrio e fiducia.

«E quindi restituisce fiducia», ha aggiunto Petitti, raccontando come anche il superamento della paura di avvicinarsi a un animale di grandi dimensioni possa rappresentare per un paziente un momento importante nel percorso di recupero.

La realizzazione della nuova area è stata sostenuta dalla Fondazione Nando ed Elsa Peretti, che ha finanziato il progetto e contribuito alla realizzazione del nuovo spazio dedicato alla Terapia assistita con gli animali. I lavori sono stati completati il 26 giugno scorso.

«La Fondazione ha da sempre una forte sensibilità verso le persone fragili, verso gli animali e verso la natura», ha ricordato Stiven Shala, Executive Coordinator della Nando ed Elsa Peretti Foundation. «Quello che conta davvero è proprio la cura che c’è dietro la cura: quella che viene offerta ogni giorno in questo ospedale dai medici, dai terapisti e da tutte le persone che vi lavorano».

Un progetto che si inserisce dunque in una storia più ampia, quella dell’impegno sanitario dell’Ordine di Malta. Nel 2027 l’Associazione Italiana dell’Ordine di Malta celebrerà i 150 anni dalla fondazione, un anniversario che rappresenta anche l’occasione per guardare all’evoluzione dei bisogni sanitari e alle nuove forme attraverso cui continuare a rispondere alla fragilità.

«Dal 1877 al 2027 sono cambiati i bisogni, gli strumenti e le forme, ma non è cambiato il dovere di servire», ha ricordato Lorenzo Borghese, Presidente dell’Associazione Italiana dell’Ordine di Malta.

Un impegno che oggi passa anche dalla capacità di costruire collaborazioni tra istituzioni e realtà diverse. «Fare le cose insieme significa avere più possibilità, più chance di farle per bene, perché siamo in troppi a rimetterci se qualcosa va per il verso sbagliato», ha sottolineato Borghese, richiamando il valore della collaborazione istituzionale e della responsabilità condivisa nel campo della salute.

La giornata si è conclusa con la visita alla nuova area e una dimostrazione di fisioterapia con i cavalli, seguite dal percorso nel Bosco Vivo e nell’Orto riabilitativo.

 

Redazione

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