28>29 marzo: Virgilio Sieni per il Centenario Braille: due giorni di prime assolute e performance a Firenze (28-29 marzo)
sabato 28 – domenica 29 marzo 2026
Ex Istituto dei Ciechi Vittorio Emanuele II – Via Aurelio Nicolodi 2 / Firenze
BRAILLE
IN OCCASIONE DEL CENTENARIO DELLA STAMPERIA BRAILLE DELLA REGIONE TOSCANA (1926-2026)
un progetto di Virgilio Sieni
realizzato dal Centro Nazionale di Produzione della Danza Cango/Firenze
in collaborazione con Regione Toscana Regione Toscana e Stamperia Braille
con il contributo di MIC Ministero dei Beni Culturali, Comune di Firenze
con il sostegno di Fondazione CR
con la collaborazione di
Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Consiglio Regionale Toscano ONLUS
Scuola Nazionale Cani Guida per Ciechi e Centro Culturale di Teatro Aps, Accademia Teatrale di Firenze
comunicato stampa
Resistere alla separazione, abitare il tremore. Virgilio Sieni e il Centro Nazionale di Produzione della Danza Cango/Firenze celebrano, il 28 e 29 marzo, i 100 anni della Stamperia Braille della Regione Toscana, prima e unica stamperia braille in Italia gestita da un’istituzione pubblica con sede all’Ex Istituto dei Ciechi Vittorio Emanuele II di Firenze con il progetto Braille.
La Stamperia Braille nasce nel 1926 dopo lo scioglimento dell’Istituto per Ciechi Vittorio Emanuele II al quale era annessa, dal 1979 diventa parte della Regione Toscana. La Stamperia opera a favore dei diritti della persona con disabilità visiva e collabora con varie associazioni, in particolare con l’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti per la soluzione dei problemi legati all’accessibilità e all’integrazione. Produce e diffonde testi in braille, illustrazioni in rilievo e mappe tattili per le persone non vedenti e ipovedenti; offre consulenza in materia di braille e partecipa a progetti per l’accessibilità con soggetti pubblici e privati, quali Enti locali, Università, Fondazioni e musei; promuove la conoscenza e l’utilizzo del codice braille; favorisce l’informazione e l’attenzione diffusa alle tematiche della disabilità visiva, anche attraverso la presenza a manifestazioni, mostre ed eventi legati. Per il suo centenario è previsto un ampliamento delle funzioni della struttura che ospiterà un nuovo spazio museale, La fabbrica dell’uguaglianza, e si aprirà ancora di più all’esterno, alle scuole, alla città.
Il programma di Braille prevede lezioni sulla tattilità, spettacoli come Danza cieca e due performance in prima assoluta dal titolo Filastrocche Braille e Deposizioni al buio e in luce.
Un percorso attraverso il corpo, nel quale la “mancanza” diviene congiunzione e scoperta
dell’altro e approfondire i contesti di trasmissione quali atti d’inclusione e di libertà dell’individuo. Visioni aurorali che trasformano la diversità in un territorio fertile e poetico,
rivolto alla cittadinanza e alla memoria del futuro. Un’esperienza collettiva per abitare lo
spazio attraverso il tatto e la cura dell’individuo.
«Braille rivolge l’attenzione alle forme di vita come atto di resistenza, intendendo con esse la possibilità che è data all’uomo nella funzione della libertà, la libertà di fare e non fare, agire e non agire, o il fare diversamente. Resistere è dunque inteso come un’azione dal di dentro, rivolta all’unione delle cose, come per esempio accade nell’opera di Johan Sebastian Bach che resiste alla separazione del sacro dal profano.
In questo senso la “mancanza” è considerata una congiunzione tra le cose diverse, dove la perfezione è necessariamente sempre tremolante nel divenire forma d’incontro e di assimilazione reciproca. La mancanza non è solo una cosa in più, ma apre la mente e le azioni degli uomini verso un operare sorgivo nella ricerca di nuove e auspicabili forme dell’abitare.
Forme che sempre più richiedono nella nostra società uno sguardo profondo sull’accessibilità tattile, la geografia emozionale, il sussurro al posto del vocio invadente, la tenuità della luce in sostituzione dell’abbaglio accecante e arrogante. Intendiamo riflettere su una morfologia articolata di percorsi ricca di richiami e ascolti al posto di un’invadenza dell’immagine, sui sentieri aurorali in alternativa ai tragitti obbligatori che impongono posture asfissianti e patologiche.
Dunque, con questa proposta, ci rivolgiamo alle cittadine e ai cittadini, alle istituzioni, alle persone non vedenti così come alla cecità della società che tutt’oggi si arrovella in contorsioni dove permangono inascoltate le domande che il mondo sta rivolgendo urgentemente sull’ecologia e la spiritualità, domande sul farsi della comunità che viene e accoglie come ipotesi percorribile di una convivialità nel presente; domande sul senso delle esperienze poetiche intese come territorio fertile, contemporaneo, antropologico, sociale, da tramandare alle nuove generazioni.
Il progetto alimenta l’incrocio tra argini disciplinari e istituzionali percorrendo le strade dei linguaggi poetici del corpo unitamente alla cura dell’individuo e la rigenerazione degli spazi. La proposta è un invito a considerare i fatti e gli atti del corpo nelle declinazioni del gesto come sfida ecologica e politica al visibile, gesti intesi al pari di dispositivi necessari nel discorso dell’inclusione». (Virgilio Sieni)
Il programma prevede due Lezioni sulla tattilità #1 e #2 (28 marzo h 17 e 29 marzo h 16) a cura di Virgilio Sieni. Le Lezioni sono pratiche rivolte a tutte e a tutti dove la questione aperta del gesto che ci abita sarà elaborata nelle forme del cominciamento e dell’origine: come toccare, quale passo condividere, quale spazio abitare, come guardare, voltarsi, chinarsi, aiutare e sostenere. Nei tratti profondi della “normalità” sono annidate ontologicamente le questioni originarie del movimento e della danza, della diversità e dell’inclusione.
Il 28 marzo, dopo la lezione, alle 18.00, lungo la scalinata, la performance Discesa unisce e i danzatori Jari Boldrini e Maurizio Giunti e persone non vedenti e cani guida della Scuola Nazionale Cani Guida per Ciechi in un incontro che genera una percezione rinnovata. Attraverso il tatto e la prossimità, gli interpreti esplorano lo spazio come una città da scoprire. Ogni passaggio di questo lento cammino richiama all’urgenza dell’ascolto reciproco e all’alleanza tra corpi. La discesa crea involontariamente composizioni scultoree che si sfaldano e si ricompongono, annunciando il corpo come memoria. In questo stato “rovesciato”, la cecità diventa uno strumento profetico per abitare il mondo, dove il gesto quotidiano si fa danza e la diversità diventa risorsa coreografica.
A seguire alle 18.30 e 19.30, nella sala teatro va in scena la prima assoluta di Filastrocche braille, la performance ideata da Virgilio Sieni con la collaborazione coreografica di Vanessa Mattei Scarpaccini e Andrea Palumbo con la quale debutta la Compagnia Damasco Corner composta da due danzatori vedenti e due non vedenti – Vanessa Mattei Scarpaccini, Andrea Palumbo, Brian Israel Preciado Quinonez, Irene Ulivi. Attraverso gesti ripetuti e slittamenti emozionali, i performer si tramandano epifanie motorie su un pavimento che diviene suolo terrestre e messaggio tattile. L’oralità del gesto risuona con la scrittura tracciata a terra, aprendo nuovi spazi di prossimità e ritualità condivise che nascono da piccoli “ostacoli” ed enigmi motori. La coreografia chiama in causa il corpo politico come luogo di una pluralità condivisa: oltre l’impatto visivo, la danza reinventa il quotidiano in una prospettiva sfaccettata. È un’esperienza intima e dialogica, una pratica coreografica da respirare insieme per abitare la realtà con rinnovata sensibilità.
Il programma della seconda giornata, domenica 29 marzo, prevede alle 17.00 dopo a Lezione sulla tattilità #2 (ore 16.00) la prima assoluta di Deposizioni al buio e in luce La performance di Sieni nasce dallo o studio di una possibile mappa poetica, dove il corpo del danzatore non vedente Giuseppe Comuniello incontra le cesure e la materia per scorgere le vie del tatto come fattore sociale nella costruzione e l’ideazione di spazi accessibili. In uno spazio laboratorio adornato da attrezzi a misura degli arti e delle pieghe del corpo, necessari al compimento delle figure da raggiungere, Comuniello evoca, per 25 volte, nelle figure emergenti della Deposizione, i maestri del manierismo, Pontormo e Rosso Fiorentino, includendo necessariamente l’ultimo Michelangelo, dove la maniera diviene un ciclone dialogico con lo stile.
Alle 17.30 sulla scalinata si tiene incontro con Fabio Fornasari intitolato Esperienza del corpo per attraversare il suo lavoro in cui il corpo è uno strumento integrale di conoscenza che tocca, attende e immagina. Un momento di condivisione tattile dove vedenti e non vedenti si riconoscono oltre lo sguardo.
Infine, alle 18.30 nella sala teatro il pubblico può assistere a Danza cieca, un duetto di Virgilio Sieni interpretato insieme a Giuseppe Comuniello, danzatore non vedente con cui il coreografo italiano ha condiviso anni di ricerca e iniziazione al movimento. La danza esplora il gioco come dispositivo poetico capace di generare nuove dinamiche gestuali. Dall’incontro tra i corpi, la dilatazione dei tempi e l’essere adiacenti l’uno all’altro nasce un continuum di posture: un atlante inesauribile di luoghi democratici dove l’ascolto ridefinisce lo spazio.
I due interpreti esplorano il gioco come rito poetico. Qui il tatto si fa visione e la prossimità ridefinisce lo spazio: un atlante di gesti democratici per ascoltare la luce e farsi soglia l’uno dell’altro.
info e prenotazioni
partecipazione gratuita con prenotazione consigliata (posti limitati) a biglietteriacango@gmail.com
tel: +39 055 2280525 (lun-dom ore 10-18), whatsapp: +39 331 2922600 www.virgiliosieni.com
responsabile ufficio stampa e comunicazione Centro di Produzione Nazionale della Danza Cango/Firenze
Veronica Pitea | Mob: + 39.339.8881527 – @ veronica.pitea@gmail.com
