HIV e Terapie Long-Acting: un passo verso infezioni zero (Firenze, 9 febbraio)

HIV e Terapie Long-Acting: organizzazione, prevenzione e lotta allo stigma
A Firenze il secondo incontro patrocinato da SIMIT
Focus su modelli organizzativi e PrEP, al centro tre videointerviste agli infettivologi toscani
Si è svolto a Firenze, il 9 febbraio 2026 presso l’Hotel Indigo Firenze, il secondo appuntamento del progetto “HIV e Terapie Long-Acting: un passo verso infezioni zero”, promosso da Sanitanova con il patrocinio della SIMIT – Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali.
Dopo il primo incontro di novembre dedicato ai benefici clinici e sociali delle terapie long acting, il secondo evento ha posto l’attenzione su organizzazione dei servizi, percorsi assistenziali e prevenzione, elementi chiave per rendere l’innovazione terapeutica realmente accessibile a un numero sempre maggiore di persone.
A rafforzare i messaggi emersi dal confronto istituzionale, sono state realizzate tre videointerviste ad altrettanti infettivologi della rete toscana che raccontano bisogni, criticità e soluzioni operative nella gestione dell’HIV oggi.
I bisogni delle persone con HIV: aderenza, stigma, qualità di vita
Nella sua videointervista, Filippo Bartalesi (Ospedale Santa Maria Annunziata – ASL Toscana Centro, Firenze) sottolinea come preservare l’aderenza alla terapia antiretrovirale sia fondamentale non solo per il benessere della persona, ma anche per ridurre la circolazione del virus secondo il principio U=U (Undetectable = Untransmittable).
Bartalesi evidenzia inoltre il peso dello stigma, in particolare quello legato alla “visibilità non voluta” della persona con HIV o di chi utilizza la PrEP. In questo scenario, le terapie long acting rappresentano una risposta concreta: garantiscono aderenza grazie alla somministrazione da parte dell’operatore sanitario, favoriscono un dialogo costante medico-paziente e azzerano il rischio di stigma legato all’assunzione quotidiana del farmaco.
Modelli organizzativi: portare l’innovazione a più pazienti
Il tema dell’organizzazione è al centro dell’intervista a Marco Pozzi (AOU Careggi, Firenze), che richiama la necessità di ripensare i modelli assistenziali per integrare le terapie long acting nella pratica clinica quotidiana.
“L’innovazione – spiega Pozzi – deve essere accompagnata da percorsi efficienti, capaci di ottimizzare il tempo di medici e pazienti, senza perdere qualità”. Un passaggio cruciale per garantire equità di accesso e sostenibilità del sistema.
Prevenzione e PrEP: coinvolgere le popolazioni più difficili
Lo sguardo si sposta infine sulla prevenzione con Barbara Rossetti (Ospedale Misericordia – ASL Toscana Sud Est, Grosseto). Oggi, sottolinea Rossetti, prevenire l’HIV è possibile grazie a molteplici strumenti, e la PrEP rappresenta un’arma formidabile per popolazioni a rischio.
La PrEP long acting, in particolare, può essere decisiva per ingaggiare persone difficili da intercettare, che altrimenti non avrebbero accesso a una strategia preventiva efficace.
Un confronto operativo per la sanità toscana
Il secondo incontro, dal titolo “Organizzazione logistica delle terapie long acting in HIV e ruolo della PrEP nella prevenzione”, ha coinvolto infettivologi, direzioni sanitarie e stakeholder regionali in un confronto pratico su requisiti organizzativi, costi diretti e indiretti e percorsi ideali di presa in carico.
Il progetto, sotto la responsabilità scientifica di Marco Falcone (Università di Pisa) e Danilo Tacconi (ASL Toscana Sud Est – Arezzo), conferma il valore del dialogo istituzionale come leva strategica per ridurre l’incidenza dell’HIV e avvicinare l’obiettivo di “infezioni zero” anche in Toscana.
Evento: “HIV e Terapie Long-Acting: un passo verso infezioni zero – 2° incontro”
Data: 9 febbraio 2026
Luogo: Hotel Indigo, Firenze
Promosso da: Sanitanova
Con il patrocinio di: SIMIT – Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali
Per informazioni:
Sanitanova s.r.l.
Email: eventi@sanitanova.it – Tel. 02 89692182
F.Romeo
Project Manager
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