NuovoCoronavirus: test negativo per la neonata cinese ancora ricoverata al Santo Stefano di Prato. L’ Asl ha applicato ancora una volta la procedura di emergenza

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Published on febbraio 11, 2020 with Comments"> Comments

NuovoCoronavirus: test negativo per la neonata cinese ancora ricoverata al Santo Stefano di Prato

Per la seconda volta l’Asl ha applicato la procedura di emergenza per la gestione del caso in tempi rapidi ed efficaci

Scritto da Elena Cinelli, martedì 11 febbraio 2020

Prato– E’ accaduto ieri sera a Prato: una famiglia di nazionalità cinese, rientrata da 9 giorni dalla città di Wuhan, la zona in cui ha avuto origine il Nuovo Coronavirus, si è recata al pronto soccorso dell’Ospedale Santo Stefano preoccupata per la salute della loro piccola di nove mesi. La neonata accusava alcuni sintomi, tra cui febbre alta, che rientrano nei criteri clinici di soggetto a rischio contagio oltre ad essere positiva al criterio epidemiologico. E’ stata immediatamente presa in carico dal personale sanitario in pronto soccorso ed attivato il percorso di gestione per caso sospetto di infezione da NuovoCoronavirus che prevede il ricovero in isolamento in attesa del riscontro diagnostico.  Il campione biologico è stato inviato al Policlinico di Siena e in poche ore è arrivato il risultato negativo. La piccola è ancora oggi ricoverata in ospedale con sintomi febbrili, ma non si trova più in isolamento.

 

E’ la seconda volta che l’Asl ha applicato con successo la procedura di emergenza per la gestione di un caso sospetto. Il primo caso è accaduto la settimana scorsa per una donna di 59 anni di nazionalità italiana residente a Prato che ha soggiornato nell’hotel di Roma dove è stata ospite la coppia di cinesi ricoverati all’Ospedale Spallanzani e risultati positivi al Nuovocoronavirus. Anche il questo caso il test ha dato esito negativo.

 

Per l’azienda sanitaria è positivo il fatto che per la prima volta, da quando è scattata l’emergenza, una famiglia di nazionalità cinese si sia rivolta volontariamente al servizio sanitario, anche se la procedura corretta prevede che il primo contatto sia con la centrale operativa 118.

 

“E’ importante ricordare a tutti i soggetti che rientrano nel criterio epidemiologico e con presenza di un quadro clinico a rischio di contattare il 118 e non recarsi direttamente in pronto soccorso – spiega Renzo Berti, direttore Dipartimento Prevenzione-  La centrale operativa  prenderà in carico la segnalazione ed attiverà i percorsi necessari all’assistenza e alla verifica diagnostica

 

Ringraziamo tutto il personale sanitario coinvolto per la grande professionalità ed efficienza dimostrata nella gestione del caso–afferma Daniela Matarrese, direttore del Santo Stefano. “

 

 

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