La presentazione di Brignoli, Cannavò, Moreo e Pirrello

Written by Redazione. Posted in EMPOLI 2018/2019

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Published on luglio 27, 2019 with Comments"> Comments

Alberto Brignoli, Kevin Cannavò, Stefano Moreo e Roberto Pirrello sono stati presentati ieri nella sala stampa Antonio Bassi dello Stadio Carlo Castellani.

“Arrivo in una piazza che fa calcio da anni – ha detto Brignoli -, che ha grandi ambizioni e che ho scelto perché voglio tornare in serie A. C’ ero riuscito col Benevento, ci ho provato col Palermo, ma tra demeriti nostri e le vicende societarie è andata come è andata, con molto dispiacere per chi ha dato tutto ed ha vissuto quello che abbiamo vissuto noi. La mia carriera? Ho girato tante squadre, partendo dalla serie D, andando poi a Palermo per trovare più continuità, lasciando, dopo quattro anni di prestiti, la Juventus. E adesso sinceramente ho voglia di stabilizzarmi. A Empoli l’ambiente è quello giusto, fatto prima di persone che di professionisti: sono felice di essere qui e spero di rimanere a lungo. Il gol al Milan? Una gioia immensa, una cosa più unica che rara per un portiere, ma la ricordo con piacere perché mi ha dato popolarità, anche se a un certo punto qualcuno si è dimenticato del ruolo che facevo e ho come dovuto rifarmi una credibilità da portiere. Qui ho trovato un gruppo determinato, chi è rimasto ha voglia di tornare subito di sopra e ci sta trasmettendo i giusti valori. Quale la strada per arrivarci? Siamo in periodo di Tour de France e credo che come un ciclista dobbiamo partire forte e non voltarci indietro per tagliare per primi il traguardo e portare la maglia gialla fino a Parigi”.

“Arrivo in una squadra dove i giovani hanno modo di crescere e giocare – ha proseguito Cannavò – e questo mi ha portato a fare questa scelta anche a fronte di altre richieste. Non voglio subito un posto da titolare, sono qui sostanzialmente per imparare dai migliori, conosco bene La Gumina, e mi metterò a disposizione del mister sperando di essere utile alla squadra. Le mie caratteristiche? Mi piace muovermi, non sono uno che aspetta la palla in area: voglio sfruttare la mia rapidità e la capacità di dare profondità all’intero reparto”.

“Dopo un buon campionato con il Palermo ho voglia di conquistare la massima categoria da protagonista – ha invece detto Moreo -. Avevo richieste anche dalla A, ma le cose mi piace guadagnarmele sul campo e voglio salire un gradino alla volta. Arrivo con la voglia di giocarmi al meglio le mie possibilità in un reparto con almeno sei o sette giocatori di ottimo livello. Le mie caratteristiche? Sono un attaccante di corsa che si mette a disposizione della squadra, se c’ è da fare una corsa in più la faccio anche se questo, a volte, mi porta a giocare lontano dalla porta e quindi a segnare meno. So che devo migliorare da questo punto di vista ma sono qui anche per questo. L’Empoli? È stato semplice decidere, sono venuto qua dopo aver parlato cinque minuti con il direttore sportivo Accardi. Arrivo in un ambiente ambizioso ma dove si lavora con serenità: sono due anni che sfioro la Serie A, questa può essere la stagione giusta”.

“Quando ho ricevuto la proposta dell’Empoli – ha concluso Pirrello – non ci ho pensato su e ho accettato questa nuova sfida perché sapevo di trovare una società ambiziosa e di avere un grande opportunità. Torno in Toscana dopo l’esperienza di Livorno, dove ho vissuto un anno straordinario, e qui ritrovo anche La Gumina con cui ho fatto tutto il settore giovanile insieme. Il gruppo? La rosa è già abbastanza competitiva e accanto a questo ho notato fin da subito l’unione tra tutti, un fattore fondamentale per ottenere buoni risultati. Il mio ruolo? Ho sempre giocato come centrale di destra e in qualche caso ho fatto anche l’esterno e il terzo in una difesa a tre. L’esperienza di Palermo? Sono situazioni che non auguro a nessuno, ci è dispiaciuto moltissimo e vi assicuro che non è stata una situazione semplice da gestire. Noi giocatori nel momento in cui siamo rimasti senza contratto abbiamo ricevuto tante richieste e avremo comunque avuto un’altra opportunità; i problemi maggiori sono per quelle persone lavorano nell’oscurità, le persone che sicuramente hanno pagato di più e che adesso devono fare i conti con una situazione assai spiacevole”

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