EMPOLI. “Preti Operai Toscani”, oltre 300 studenti all’Excelsior per il docu-film che racconta i tre ‘don’ degli ultimi

Written by Redazione. Posted in CULTURA

Published on dicembre 21, 2021 with Comments"> Comments

“Preti Operai Toscani”, oltre 300 studenti all’Excelsior per il docu-film che racconta i tre ‘don’ degli ultimi
Brenda Barnini: «L’incontro con i giovani di oggi segna un nuovo punto fondamentale nella costruzione di quella mappa della memoria condivisa»

EMPOLI – Oltre 300 studenti provenienti dall’Istituto d’Istruzione Superiore G.Ferraris-F.Brunelleschi e dal liceo Il Pontormo presenti alla proiezione del docu-film “Preti Operai Toscani” che si è tenuta questa mattina, martedì 21 dicembre, nella sala cinematografica Excelsior.
Conoscere la storia umana, unica dei tre ‘don’ toscani che scelsero di stare dalla parte degli ultimi, degli operai che non avevano voce: don Bruno Borghi di Firenze; don Sirio Politi di Viareggio e il ‘nostro’ don Renzo Fanfani di Empoli.
La loro è stata una forte testimonianza umana che non poteva e non doveva essere dispersa e nemmeno restare nell’ombra.

Il sindaco di Empoli, Brenda Barnini, ha commentato la mattinata con queste parole: «Ringrazio Paola Sani e il Comitato di Quartiere di Avane per il prezioso lavoro di tessitura della memoria su Don Renzo. Fin dal primo momento dopo la sua scomparsa, le occasioni di incontro sono state molte e la realizzazione del docufilm e del libro di Paola ci consegnano due strumenti fondamentali per non disperdere la sua lezione. L’incontro con i giovani di oggi segna un nuovo punto fondamentale nella costruzione di quella mappa della memoria condivisa»

L’iniziativa è stata presentata da Alessio Mantellassi, presidente del Consiglio Comunale di Empoli che ha rivolto ai giovani studenti queste parole: «È possibile che molti ragazzi oggi non abbiano conosciuto personalmente Don Renzo Fanfani e dunque a maggior ragione ha senso raccontare la storia del movimento dei preti operai e della sua nascita in Europa e del suo sviluppo in Italia e in Toscana e, quindi, anche la storia di Don Renzo. La storia dei preti operai si intreccia inevitabilmente con interessanti e grandi esperienze di riscatto e di lotte dei lavoratori, degli operai, degli ultimi. In quella storia vi è la storia della lotta per i diritti dei lavoratori e quella di riscatto delle frazioni dei Quartieri e delle periferie delle città. In piccole parrocchie hanno saputo fare tanto e lasciare un grandissimo segno. Dopo molti anni il ricordo di Don Renzo è ancora molto vivo e moltissime delle iniziative da lui avviate durante il periodo in cui fu parroco di Avane hanno avuto grande sviluppo e sono tutt’oggi esistenti. In quegli anni il quartiere di Avane avviò, grazie alla collaborazione con tutte le realtà associative e con il Comune di Empoli, un percorso di rilancio e di rinascita facendolo diventare il grande quartiere vivace che è oggi. Conoscere la storia del Renzo ha un grande valore civico: conoscenza della Costituzione, interesse per la comunità in cui si vive, attenzione per gli altri e per chi ha bisogno, solidarietà e prossimità e un grande interesse per la vita attiva e per il darsi da fare per migliorare le cose.
Grazie a Paola Sani, a don Andrea Bigalli e al Comitato di quartiere di Avane per il percorso avviato sulla figura di Don Renzo Fanfani».

Paola Sani, sceneggiatrice del docu-film insieme a don Adrea Bigalli, curatrice e scrittrice del libro “Renzo Fanfani. Prete operaio” che ripercorre in quelle pagine e in modo minuzioso le tappe della vita di don Renzo, spunto prezioso per la realizzazione del docu-film, sotto la regia di Massimo Tarducci, ha colto in quel giovane pubblico domande su temi come il lavoro, il senso di comunità, lo stare insieme agli altri, scegliere se essere insieme agli altri o prevaricarli, e ha aggiunto: «Quello che abbiamo vissuto con gli studenti questa mattina è un contributo di memoria e consapevolezza, per onorare uomini che, con le loro comunità, hanno donato una stagione di coerenza evangelica alla Chiesa, nella società che hanno vissuto e nella realtà del lavoro che hanno abitato, ma è anche uno sguardo al futuro perché a raccogliere i valori e la loro testimonianza sono giovani che vivono il nostro tempo dove il tema “lavoro” è ancora sul tavolo dei drammi umani e sociali, dove ancora si muore svolgendo il proprio lavoro, si viene licenziati per le delocalizzazioni aziendali, avviene lo sfruttamento di operai addetti al lavoro manuale. Oggi come allora scegliere da che parte stare ed essere e stare lì dove i diritti vengono negati».

Ragazze e ragazzi attenti, interessati a quel racconto narrato attraverso immagini della storia della vita di questi tre preti. Colpiti da quello che non potevano conoscere.
Al termine della proiezione, prima del dibattito, un gruppo di sette studenti del Ferraris-Brunelleschi, sono saliti sul palco e hanno letto testi estrapolati dal libro, emozionando e coinvolgendo i loro coetanei.

Il lavoro è stato costruito intorno a interviste di alcuni testimoni importanti nella loro vita come Giovanni Maria Borghi, figlio di Bruno Borghi; l’ex prete operaio Luigi Sonnelfeld; Maria Grazia Galimberti; l’ex procuratore generale di Firenze Beniamino Deidda e la storica Anna Scattigno.

In sala era presente anche Sonia Nazzi, presidente del Comitato di Avane.

Peridoco Empoli


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