Quei giorni di festa in Utic all’Annunziata quando fuori era Natale. La lettera di una paziente: “Mi avete salvato la vita”
Quei giorni di festa in Utic all’Annunziata quando fuori era Natale
In una lettera la paziente ringrazia il personale: “Il più bel regalo. Mi avete salvato la vita”
Firenze – Anna Maria è stata ricoverata in Utic, la terapia intensiva cardiologica, all’ospedale Santa Maria Annunziata, il 19 dicembre scorso. Ieri ha scritto alla Direzione sanitaria di presidio, dicendo di essersi sentita accolta con professionalità e umanità in quei giorni speciali di festa che ha trascorso in parte nel reparto diretto dalla dottoressa Tania Chechi. Per ringraziare dell’accoglienza ricevuta, ha inviato questa lettera che, con il suo consenso, proponiamo in una versione ridotta.
Venerdì 19 dicembre 2025
(…) Eccomi lì, irriconoscibile. La pensionata sprint, iperattiva, alla moda, impegnata, Di colpo, uno straccio! Al pronto soccorso la sosta è breve, il “tracciato” è chiaro: “C’è una coronaria chiusa! Si va in sala!” In sala operatoria! (…)
Il chirurgo procede con una maestria rassicurante, chiede: ”Sente male?” “ No, solo un pizzicorino” rispondo. Non mi sembra vero. Si fa silenzio, tutta la squadra è concentrata su di me! (…) Qualche attimo dopo, ho un leggero capogiro, l’infermiera mi rassicura: “Va tutto bene, si è riaperto il vaso!”. Un sollievo.
(…) Ad un certo punto il chirurgo (…) si rivolge a me: “Signora, l’intervento è finito, è andato tutto bene!”. Vorrei dire Grazie, ma le parole non mi escono dall’emozione, comunque lo farò appena possibile, so che si chiama Gabriele Rosso, quel cognome pieno e forte non lo dimenticherò. Sì, grazie a lui, grazie a tutta la squadra!
Ed eccomi nel letto, in terapia intensiva. (…)
Infermieri e infermiere, come instancabili api operaie, vegliano su di noi e controllano i monitor. Per ognuno hanno parole di conforto e di incoraggiamento. Chi di loro è prossimo alla pensione rivela una serietà e una professionalità che non si intacca neppure con il diamante; i più giovani parlano, si raccontano con un po’ di leggerezza, tutti scrupolosi e attenti, a nostra disposizione.
È notte. Mancano pochi giorni a Natale. (…) Dopo la distribuzione delle ultime terapie, in camera si abbassano le luci (…)
Nel corridoio passano medici e infermieri con gli zaini in spalla, hanno finito il turno, tornano alle loro case, ai loro sogni, ai loro affetti.
Mi hanno fatto il più bel regalo di Natale: mi hanno salvato la vita!
Grazie a tutti,
siete il miglior reparto di Cardiologia!
Anna Maria
(lettera firmata)
P.B.
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