PISTOIA | 20 dic Händel MESSIAH | Stagione “Concertistica al Manzoni” | Teatri di Pistoia – Fondazione Caript

Teatri di Pistoia
secondo appuntamento
CONCERTISTICA AL MANZONI 2025/26
sabato 20 dicembre 2025 ore 20.30
TEATRO MANZONI | PISTOIA
HÄNDEL: MESSIAH
Filippo Maria Bressan direttore
Camerata Strumentale di Prato
Coro Giovanile Italiano
Paola Valentina Molinari soprano
Sharon Carty contralto
Raffaele Feo tenore
Marco Saccardin basso
Georg Friedrich Händel
Messiah
Oratorio in tre parti (libretto di Charles Jennens)
elaborazione di Wolfgang Amadeus Mozart K. 572
Sarà il grande affresco barocco del Messiah di Händel il protagonista del secondo appuntamento della Stagione “Concertistica al Manzoni”, promossa da Fondazione Teatri di Pistoia con il sostegno di Fondazione Caript, a cura di Daniele Giorgi, in programma sabato 20 dicembre (ore 20.30) al Teatro Manzoni. Proposto nella versione riorchestrata da Mozart, l’oratorio è affidato alla Camerata Strumentale di Prato e al Coro Giovanile Italiano sotto la direzione di Filippo Maria Bressan, interprete di grande esperienza nel repertorio corale e oratoriale. Accanto a loro, quattro solisti specialisti del genere – Paola Valentina Molinari soprano, Sharon Carty contralto, Raffaele Feo tenore, Marco Saccardin basso – che prestano le loro voci a una narrazione musicale senza tempo.
A causa di improvvisa indisposizione, il soprano Silvia Frigato è sostituita da Paola Valentina Molinari.
Il Messiah di Händel è un’opera monumentale e insieme intima, che attraversa i temi eterni della nascita, della morte e della redenzione con una forza espressiva che, a quasi tre secoli dalla sua creazione, continua a commuovere e a interrogare. Scritto in poche settimane nel 1741, il Messiah è forse l’oratorio più celebre della storia: un flusso musicale che alterna pagine corali di travolgente energia a momenti di struggente lirismo, tra cui l’“Hallelujah”, simbolo universale di gioia e trascendenza. Quarant’anni più tardi, a Vienna, il barone van Swieten commissionò a Mozart una rielaborazione del capolavoro handeliano: non un tradimento, ma un atto di devozione, che rileggeva la partitura alla luce del gusto e delle sonorità classiche. Ai fiati barocchi si sostituiscono clarinetti e tromboni; l’orchestra si arricchisce di nuove sfumature timbriche, e la scrittura acquista una brillantezza diversa, capace di dialogare con l’estetica mozartiana senza perdere la tensione spirituale originaria. Un incontro unico fra due giganti della storia, Händel e Mozart, che permette di ascoltare il Messiah in una veste insieme familiare e sorprendente: un’opera che parla ancora oggi con la stessa intensità di un tempo, sospesa tra dimensione teatrale e spiritualità universale.
Così Daniele Giorgi illustra i contenuti dei prossimi due appuntamenti della Stagione “Concertistica al Manzoni”, da lui curata: “Dopo l’apertura con Leonore, Alena Baeva e Peppe Servillo (29 novembre) e il monumentale Messiah di Händel riorchestrato da Mozart (20 dicembre), venerdì 6 febbraio, il palcoscenico del Manzoni ospiterà I Solisti di Pavia e Alexander Gavrylyuk, pianista di caratura internazionale, noto per l’energia travolgente e la lucidità del pensiero musicale. Il programma è un vero e proprio viaggio nel Novecento, tra jazz e neoclassicismo: dalla Rhapsody in Blue di Gershwin al Concerto per pianoforte, tromba e archi di Šostakovič, passando per Stravinskij e Barber, in un susseguirsi di atmosfere contrastanti, sempre sorrette da un virtuosismo brillante. Un altro viaggio – ma di natura diversa, visionaria e profondamente autoriale – sarà quello proposto da Giovanni Sollima con Al Bunduqiyya – The Lost Concerto, che unisce pagine originali, trascrizioni e rielaborazioni di materiali antichi e popolari (venerdì 27 febbraio). Insieme all’ensemble Il Pomo d’Oro e al violinista Federico Guglielmo, Sollima costruisce un percorso musicale che attraversa Venezia, Cipro, l’Albania arbëreshë, in un racconto fatto di evocazioni, contrasti e memorie.
BIO ||
FILIPPO MARIA BRESSAN direttore | È uno di quei direttori appartati e lontani dallo stereotipo dell’artista giramondo, ma è anche uno dei pochi direttori italiani ad essere invitato a dirigere orchestre e compagini di massimo prestigio, quali l’Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, l’Orchestra e Coro del Teatro La Fenice di Venezia. Ospite regolare delle principali società concertistiche e dei maggiori festival di musica sinfonica, antica e contemporanea – quali l’Accademia Chigiana di Siena, la Biennale di Venezia, MiTo Settembre Musica, la Sagra Musicale Umbra –, tra le sue molteplici esperienze ha avuto modo di lavorare a fianco di musicisti quali C. Abbado, L. Berio, F. Brüggen, M.W. Chung, C.M. Giulini, P. Maag, L. Maazel, M. Nyman, A. Pärt, G. Prêtre, M. Rostropovich, G. Sinopoli, J. Tate. Indicato dal Carlo Maria Giulini come un direttore “di nobile ed elegante semplicità”, eclettico, anticonvenzionale, sportivo e anti-social media, ha scelto di seguire le proprie passioni anziché una carriera obbligata, selezionando sia il repertorio che l’attività concertistica e quella musicale in genere. Pur prediligendo l’Italia, ha diretto anche in diversi teatri e sale da concerto d’Europa e Sud America, spaziando ponderatamente dalle Ouverture di J.S. Bach a Rendering di L. Berio, dagli Oratori di Händel a diverse Opere di Mozart, Gluck, Rossini e qualche Verdi. Primo direttore ospite al Teatro Lirico di Cagliari, al Teatr Wielki di Poznán, direttore stabile dell’Orchestra Sinfonica di Savona e di Voxonus, ha diretto quasi tutte le principali orchestre italiane e alcune straniere, collaborando con molti solisti quali R. Baborák, A. Ballista, P. Berman, R. Brautigam, R. Buchbinder, M. Campanella, B. Canino, A. Carbonare, G. Carmignola, G. Cassone, C. Colombara, R. Cominati, A. Dell’Oste, P. De Maria, B. De Simone, E. Dindo, M. Fröst, A. Lucchesini, B. Lupo, S. Mingardo, D. Nordio, M. Pletnev, G. Sollima e tanti altri. Allievo a Vienna di Karl Österreicher per la direzione d’orchestra e di Jurgen Jürgens per la direzione di coro e in seguito suo assistente, si è perfezionato, tra gli altri, con J. E. Gardiner e F. Leitner. Studioso della musicologia e della prassi esecutiva, forte conoscitore della tradizione vocale italiana e della scuola sinfonica tedesca, con una costante passione per il coro e il repertorio sinfonico-corale, è stato il più giovane maestro del Coro dell’Accademia Nazionale di S. Cecilia di Roma (2000-2002) e ha diretto molte altre formazioni corali, tra cui il World Youth Choir (2005 e 2016), l’Estonian Philarmonic Chamber Choir, l’Estonian National Male Choir, il Coro Giovanile Italiano, il Coro FVG, Le Choeur National des Jeunes e i cori di diversi Enti Lirici in produzioni operistiche e lirico-sinfoniche. È stato membro del comitato scientifico della Fondazione Rossini di Pesaro, della Commissione artistica di Feniarco e di ECA-Europa Cantat e ha registrato per la RAI e le radiotelevisioni argentina, austriaca, belga, brasiliana, estone, francese, olandese, polacca, tedesca e molte altre. Ha inciso per Amadeus, Chandos Records, Decca, Deutsche Grammophon, EMI, Virgin.
CAMERATA STRUMENTALE DI PRATO |A ventisette anni dalla sua fondazione, la Camerata strumentale di Prato è oggi un’officina di attività dedicate alla diffusione di una cultura dell’ascolto e al consolidamento di uno spirito di comunità. L’integrazione con la Scuola comunale di Musica «G. Verdi» ha amplificato una vocazione che la Camerata ha perseguito fin dai suoi esordi, quella di far diventare l’Orchestra uno strumento di avvicinamento consapevole alla musica disponibile a tutti, dai più piccoli fino alla terza età, un’azione che l’attuale residenza comune di Orchestra e Scuola nel Palazzo della Musica di Prato rende ancor più efficace. Anche la progettazione concertistica dell’Orchestra, centro focale di questo vivace cantiere musicale, ha acquistato nel disegno dei suoi contenuti il senso di un percorso organico e ideale, che fa della musica un modello etico di condivisione, di armonia sociale e che trasforma il pubblico in una comunità di ascolto. Queste iniziative hanno trovato nel direttore musicale Jonathan Webb, alla guida della Camerata dal 2014, un ispiratore e un moltiplicatore d’entusiasmo. Nata nel 1998 da un’idea di Riccardo Muti e grazie alla partecipazione di forze pubbliche e private, la Camerata è sostenuta dal Comune di Prato e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Prato. Alessandro Pinzauti è stato il direttore musicale dalla fondazione al 2014. Un contributo artistico decisivo per la crescita dell’Orchestra è venuto da artisti come Piero Bellugi, Franco Rossi e Bruno Bartoletti, che le hanno prodigato cure paterne. Nelle ultime stagioni la Camerata ha avviato un percorso di collaborazione pluriennale con Hugo Ticciati, direttore e violinista caratterizzato per la sua visione artistica ed etica da una speciale affinità con il patrimonio ideale dell’Orchestra pratese. Negli anni, la Camerata ha stretto collaborazioni privilegiate con molti artisti, tra i quali Filippo Maria Bressan, Gary Graden e il St. Jacob’s Chamber Choir di Stoccolma, Lorenzo Fratini e il Coro del Maggio Musicale Fiorentino, i pianisti Pietro De Maria, Alessio Bax, Louis Lortie, il violinista Boris Belkin, il mezzosoprano Monica Bacelli. Attiva sia nell’opera lirica che nell’oratorio e nella musica sinfonico-corale, la Camerata è stata ospite dell’Accademia Musicale Chigiana, degli Amici della Musica di Firenze e Palermo, della Sagra Musicale Umbra. Ha compiuto tournée in America Latina, con numerosi concerti in Argentina, Brasile, Cile e Uruguay, in Europa e in Italia con i progetti di circuitazione musicale promossi dal CIDIM. Riccardo Muti ha diretto la Camerata a Prato e al Ravenna Festival. La sua lezione-concerto sulla Sinfonia «Incompiuta» di Schubert è stata pubblicata in dvd e più volte trasmessa da Rai 5. Registrazioni della Camerata sono pubblicate da CPO e da Brilliant.
CORO GIOVANILE ITALIANO | Il Coro Giovanile Italiano è una formazione unica nel panorama corale italiano. Un laboratorio formativo, un’esperienza che lascia fruttuose impronte sul territorio, un coro che punta all’eccellenza: questo è il profilo voluto dalla Federazione per il suo coro. I 40 giovani coristi, tra i 18 e i 28 anni di età, provengono da diverse città d’Italia e da molteplici esperienze musicali, e periodicamente si rinnovano portando energia, vitalità e passione. La costituzione di questa formazione, nel 2003, ha permesso di allineare la coralità italiana agli altri contesti europei. Nel corso degli anni si sono alternati alla guida del Coro Giovanile Italiano maestri di fama internazionale quali Filippo Maria Bressan (2003-2004, 2006), Nicola Conci (2005), Stojan Kuret (2007-2008), Lorenzo Donati con Dario Tabbia (2011-2014), Gary Graden con Roberta Paraninfo (2015-2016), Luigi Marzola con Carlo Pavese (2017-2019), Davide Benetti con Petra Grassi (2020-2022). Il coro ha affrontato repertori tra loro diversi: dalla polifonia rinascimentale al Novecento storico, dalla Scuola napoletana del ’700 al repertorio popolare delle regioni italiane, dal Romanticismo tedesco ai compositori contemporanei, di varia origine e stile, con numerose prime esecuzioni. Il coro ha preso parte per quattro volte al Festival Europa Cantat, una delle più importanti manifestazioni corali europee: nel 2006 a Mainz (Germania), nel 2012 a Torino, nel 2015 a Pécs (Ungheria) e nel 2018 a Tallinn (Estonia). In questi contesti ha avuto l’occasione di lavorare, assieme ad altri cori giovanili nazionali, e di esibirsi in luoghi di prestigio davanti a un pubblico di addetti ai lavori. Il coro ha anche partecipato all’edizione 2016 del Festival Les Choralies a Vaison-la-Romaine (Francia) lavorando con Philippe Forget. Il Coro Giovanile Italiano viene invitato a esibirsi in importanti festival ed eventi di caratura nazionale e internazionale ed è stato protagonista di decine di prime assolute appositamente commissionate a importanti compositori italiani. Da gennaio 2023 a marzo 2024 il coro è stato diretto dal maestro Marco Berrini. Dal giugno 2024 la direzione è stata affidata al maestro Filippo Maria Bressan.
PAOLA VALENTINA MOLINARI | Dopo gli studi al Conservatorio “G. Verdi” di Milano e il diploma in canto lirico presso l’Istituto Musicale “G. Donizetti” di Bergamo, ha debuttato al Teatro Donizetti di Bergamo ne Il convitato di pietra di Gazzaniga ed è stata per dieci anni membro del Coro della Radio Svizzera diretto da Diego Fasolis. Parallelamente ha avviato un’intensa attività solistica, specializzandosi nel repertorio antico e barocco, collaborando con ensemble quali Il Canto di Orfeo, Coro e Orchestra Ghislieri, Cremona Antiqua, Accademia Bizantina e Il Pomo d’Oro. Ha interpretato ruoli come Elvira (Italiana in Algeri), Berta (Il barbiere di Siviglia), Papagena (Die Zauberflöte), Adina (L’elisir d’amore), oltre a produzioni contemporanee tra cui Cuore di Cane di Raskatov (Teatro alla Scala, Opéra de Lyon). Si è esibita in prestigiosi teatri e festival internazionali, tra cui Scala di Milano, Carnegie Hall di New York, Opéra de Lyon, Concertgebouw di Amsterdam, Wiener Konzerthaus, Festival di Salisburgo, Festival di Göttingen e Boston Early Music Festival. Ha lavorato con direttori come Claudio Abbado, Giovanni Antonini, Jordi Savall, Fabio Bonizzoni e Ottavio Dantone, e con registi di fama internazionale quali Pier Luigi Pizzi, Daniele Abbado, Simon McBurney e Moshe Leiser e Patrice Caurier. Collabora in esclusiva con l’agenzia Stage Door. Ha realizzato incisioni discografiche per etichette quali Bongiovanni, Nuova Era, Glossa, Deutsche Grammophon, Dynamic, Arcana, Arion, Sony, CPO e Brilliant.
SHARON CARTY | Nata in Irlanda, Sharon Carty si è saldamente affermata come apprezzata interprete di opere antiche e contemporanee, oltre a mantenere un’intensa e costante attività nel repertorio operistico e concertistico tradizionale. Vincitrice del RAAP/RTÉ Lyric FM Classical Breakthrough Music Bursary, Sharon Carty è anche Artistic Partner dell’Irish National Opera e dell’Irish Chamber Orchestra. Formata alla Royal Irish Academy of Music di Dublino, si è perfezionata presso l’Universität für Musik und darstellende Kunst di Vienna e all’Opera Studio dell’Oper Frankfurt. Regolarmente elogiata per la sua musicalità e intelligenza, la sua integrità artistica e il calore, la chiarezza e l’agilità della sua voce, il suo repertorio operistico include molti dei più importanti ruoli da mezzosoprano lirici e di coloratura, come Hänsel, Didone, Ruggiero, Dorabella, Cherubino, Ariodante, Orfeo, Sesto e Flora, interpretati sui palcoscenici dell’Irish National Opera, del Wexford Festival Opera, del Landestheater Linz, dell’Opera Collective Ireland, del Theater Freiburg, del Theater Erfurt e con la NDR Radiophilharmonie. A Francoforte ha cantato Tebaldo in Don Carlo, Aloès in L’Étoile di Chabrier, Flora in La traviata, Annina in Der Rosenkavalier, la Seconda Dama ne Il flauto magico e il ruolo protagonista in Dido and Aeneas di Purcell, ottenendo ottimi consensi di critica. In ambito concertistico, il suo repertorio abbraccia la maggior parte delle principali opere sacre da concerto, tra cui tutte le principali opere di Johann Sebastian Bach, il Messiah di Händel, il Requiem e la Grande Messa in Do minore di Mozart e un vasto repertorio di arie da concerto. Tra i momenti salienti della sua carriera figurano i suoi debutti operistici al Barbican Theatre di Londra e al Muziekgebouw di Amsterdam, il suo debutto al Wexford Festival Opera nel ruolo di Lucy Talbot nella prima europea di Dinner at Eight di William Bolcom, il ruolo principale nell’acclamata Orfeo ed Euridice dell’Irish National Opera e il suo debutto al Festival dei Due Mondi di Spoleto, dove ha presentato in anteprima una nuova opera, Proserpine di Silvia Colasanti, accolta con grande successo di critica. Tra i progetti attuali e recenti figurano Dorabella per l’Irish National Opera, Sesto (Händel) per l’opera di Blackwater, oltre a concerti con repertorio lirico, oratoriale e cameristico in Irlanda, Francia, Germania, Italia e Svizzera. Collaboratrice abituale con orchestre di tutta Europa, la sua discografia include La traviata su DVD Naxos con la NDR Radiophilharmonie al fianco di Thomas Hampson e Marina Rebeka, nonché The Mountebanks di Gilbert/Cellier su CD con la BBC Concert Orchestra, oltre a un disco di Lieder di Schubert – acclamato dalla critica – con il pianista Jonathan Ware. Nel 2024 ha inciso un doppio CD con Lieder di Charles Villiers Stanford per commemorare il centenario del compositore.
RAFFAELE FEO | Nato a Imperia nel 1988, accanto agli studi tradizionali ha frequentato il conservatorio a Genova sotto la guida del mezzosoprano Gloria Scalchi. Dotato di spiccate doti attoriali, si fa apprezzare in repertori diversi, dal barocco al contemporaneo, per la musicalità e la duttilità della voce. Il suo percorso di perfezionamento passa attraverso il Santa Cecilia Opera Studio a Roma, l’Accademia “Rodolfo Celletti” di Martina Franca, il Corso di Alto Perfezionamento del Teatro “Luciano Pavarotti” di Modena, studiando con nomi illustri del panorama lirico mondiale (Renata Scotto, Mariella Devia, Sonia Prina, Michele Pertusi, Vincenzo Magiera, Gianni Greco, Lorenzo Scandiuzzi). Dal 2018 studia con il contralto Sonia Prina e con Ercole D’Aleo. Fra gli impegni recenti ricordiamo Jeppo Liverotto in Lucrezia Borgia nell’allestimento di Valentina Carrasco all’Opera di Roma (con la direzione di Roberto Abbado), Goro in Madama Butterfly nel Circuito operistico delle Marche, Altoum in Turandot a Modena e Ravenna, il Conte di Lerma in Don Carlo di Verdi e Flavio in Norma di Bellini a Piacenza e nel Circuito Lombardo, nonché Le maschere di Mascagni al Festival Illica di Castel Arquato. Al Teatro dell’Opera di Roma ha inoltre cantato in Zaide di Mozart, con la regia di Graham Vick e la direzione di Daniele Gatti, e in Madama Butterfly diretto da Donato Renzetti. Raffaele Feo ha cantato la parte di Nikolaj nella prima assoluta di La notte di Natale di Alberto Cara, ripreso poi nei teatri di Savona e Modena e ha interpretato Arlecchinata di Busoni e La giara di Casella con l’Orchestra di Padova e del Veneto al Teatro La Fenice. Nelle ultime stagioni liriche si segnala la sua presenza al Teatro Comunale di Modena, al Teatro dell’Opera Giocosa di Savona, al Teatro Municipale di Piacenza, al Teatro Comunale di Ferrara, al Teatro del Giglio di Lucca, al Teatro La Fenice di Venezia e al Teatro Comunale di Bologna. Il suo repertorio spazia dalle opere di Monteverdi a titoli mozartiani, come Così fan tutte e Don Giovanni, fino al belcanto e a Puccini, da Manon Lescaut al Trittico e a Turandot.
MARCO SACCARDIN | Nato a Rovigo nel 1990, Marco Saccardin ha conseguito il diploma in chitarra e liuto con lode e menzione d’onore. Nel 2009 si è unito al Coro Polifonico “Città di Rovigo”, diretto da Vittorio Zanon e Marco Scavazza. Con quest’ultimo, si è poi dedicato allo studio del canto rinascimentale e barocco perfezionandosi successivamente anche nel canto lirico con Andrea Zese. Ha iniziato la sua carriera come corista in ensemble prestigiosi come il Coro della Radiotelevisione Svizzera Italiana, l’ensemble Il canto di Orfeo, Gächinger Kantorei e la Capella Reial de Catalunya, partecipando a importanti produzioni operistiche e concertistiche in teatri italiani ed europei, fra cui il Teatro alla Scala di Milano, il Théâtre des Champs-Élysées e il Théâtre National de l’Opéra-Comique di Parigi, nonché il Salzburger Festspielhaus di Salisburgo.Vincitore del Concorso Internazionale di Canto “Tullio Serafin” 2022, debutta al Teatro Olimpico di Vicenza come Leporello in Don Giovanni di Mozart. Nel gennaio 2023 all’interno della stagione dell’orchestra sinfonica La Verdi di Milano, è basso solista nel Weihnachtsoratorium di Johann Sebastian Bach. Nell’aprile e nel maggio 2023 interpreta il ruolo di Plutone ne L’Orfeo di Claudio Monteverdi presso l’Opéra de Monte-Carlo e il Salzburger Festspielhaus, sotto la direzione di Gianluca Capuano. Nel luglio 2023 si è esibito come baritono solista in Ein Deutsches Requiem di Brahms. Vincitore del concorso “Cavalli-Monteverdi Competition” 2023, ha ottenuto il ruolo di Orfeo nell’omonima opera di Claudio Monteverdi, presentata al festival Monteverdi di Cremona nel giugno 2024 con grande successo di pubblico e critica. Dal 2017 si esibisce accompagnandosi al chitarrone, seguendo le tradizioni esecutive del primo Seicento in Italia.
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> CONCERTISTICA AL MANZONI
I PROSSIMI APPUNTAMENTI / FEBBRAIO 2026
TEATRO MANZONI
venerdì 6 febbraio, ore 20.30
I SOLISTI DI PAVIA | GAVRYLYUK
I Solisti di Pavia
Alexander Gavrylyuk pianoforte
Alfonso González Barquín tromba
George Gershwin Rhapsody in Blue (vers. per pianoforte e orchestra d’archi)
Igor Stravinskij Concerto in re maggiore per orchestra d’archi
Samuel Barber Adagio for Strings op. 11
Dmitrij Šostakovič Concerto per pianoforte, tromba e orchestra d’archi n. 1 in do minore op. 35
TEATRO MANZONI
venerdì 27 febbraio, ore 20.30
SOLLIMA | IL POMO D’ORO
Al Bunduqiyya – The Lost Concerto
Giovanni Sollima violoncello, direzione
Il Pomo d’Oro
Federico Guglielmo violino
Tradizionale cipriota Kartsilamades – I ballo Karsilama (elaborazione per violino, violoncello e gruppo strumentale di G. Sollima)
Giuseppe Tartini Lieto ti prendo e poi – Aria del Tasso – Gondoliera per violino, violoncello e basso continuo
Giovanni Sollima Il Concerto Perduto per violoncello, archi e continuo (dalla restante parte di viola del Concerto RV787 per Teresa)
Antonio Vivaldi Concerto in si bemolle maggiore RV 547 per violino, violoncello, archi e basso continuo
Tradizionale arbëreshë Moje Bokura (elaborazione per violoncello, archi e basso continuo di G. Sollima)
Giovanni Sollima Moghul per violino, archi e basso continuo
Tradizionale cipriota Kartsilamades – II ballo Karsilama (elaborazione per violino, violoncello e gruppo strumentale di G. Sollima)
Tradizionale cipriota Kartsilamades – III ballo Karsilama (elaborazione per violino, violoncello e gruppo strumentale di G. Sollima)
Antonio Vivaldi Il Proteo, o sia Il mondo al rovescio, Concerto in fa maggiore RV 544 per violino, violoncello, archi e basso continuo
Antonio Vivaldi Recitativo dal Concerto “Grosso Mogul” RV 208 per violino, archi e basso continuo
Giovanni Sollima The Family Tree per violino, violoncello, archi e basso continuo
Biglietti Stagione Concertistica al Manzoni: da 54,00 a 132,00 euro; biglietti da 9 a 28,00 con riduzioni per Over65, soci UNICOOP Firenze, possessori Carta Fedeltà Far.com, abbonati alle altre Stagioni Teatri di Pistoia, abbonati Stagione Lamporecchio, allievi Scuola Mabellini, iscritti corsi Funaro, soci CRAL/Associazioni convenzionate, per possessori Giovani Card Teatri di Pistoia/Unicoop Firenze e Carta dello Studente della Toscana; in vendita alla Biglietteria del Teatro Manzoni 0573 991609 – 27112 (orario: martedì e giovedì ore 16/19; mercoledì ore 11/15; venerdì e sabato ore 11/13 e 16/19) e al Funaro 0573 977225 (orario: mercoledì e giovedì ore 16/19).
La Biglietteria sarà aperta anche un’ora prima degli spettacoli presso la sede del concerto.
online su www.bigliettoveloce.it
Alla Biglietteria del Teatro è in corso la campagna abbonamenti per la Stagione, la vendita della Formula “Libero” (il carnet a prezzo speciale, particolarmente conveniente, condivisibile e regalabile) e di tutti i biglietti della stagione.
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Le Stagioni 2025/26 dei Teatri di Pistoia
IL CATALOGO
https://www.teatridipistoia.it/wp-content/uploads/2025/07/web-CATALOGO-25-26-completo-spread-26.pdf
– LA PROSA AL MANZONI: https://www.teatridipistoia.it/stagioni/stagione-di-prosa-2025-26/
– LA VIA DEL FUNARO: https://www.teatridipistoia.it/stagioni/la-via-del-funaro-2025-26/
– LA DANZA: https://www.teatridipistoia.it/stagioni/stagione-di-danza-2025-26/
– CONCERTISTICA AL MANZONI: https://www.teatridipistoia.it/stagioni/stagione-concertistica-al-manzoni-2025-26/
– CAMERISTICA: https://www.teatridipistoia.it/stagioni/stagione-cameristica-2025-26/
– RI-Belli TEATRO RAGAZZI: https://www.teatridipistoia.it/stagioni/ri-belli-2025-26/
– IL CATALOGO 2025/26 RI-Belli: https://www.teatridipistoia.it/wp-content/uploads/2025/07/WEB-libretto-ribelli-completo-5.pdf
– ALTRI EVENTI: https://www.teatridipistoia.it/stagioni/altri-eventi-2025-26/
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