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MATERIA PRIMA FESTIVAL: La prima toscana di “Atomica”, indagine sulla bomba della compagnia Premio Ubu Muta Imago, apre la 13/ma edizione // Mercoledì 4 marzo ore 21.00 al Teatro Cantiere Florida, Firenze

Mercoledì 4 marzo ore 21.00 al Teatro Cantiere Florida, Firenze

 

La prima toscana di “Atomica”, indagine sulla natura umana della compagnia Premio Ubu Muta Imago, inaugura il 13/mo Materia Prima Festival

Lo spettacolo, ispirato alla corrispondenza tra il filosofo tedesco Günther Anders e il giovane aviatore texano che diede l’ok allo sgancio della bomba su Hiroshima nel 1945, è una riflessione attualissima tra potenza immaginifica e male assoluto

 

 

Firenze, 2 marzo 2026 – Sarà la prima toscana di “Atomica”, opera ultima della compagnia pluripremiata agli Ubu Muta Imago ispirata alla corrispondenza tra il filosofo tedesco Günther Anders e Claude Eatherly, giovane aviatore texano che diede l’ok allo sgancio della bomba su Hiroshima, a inaugurare mercoledì 4 marzo ore 21.00 al Teatro Cantiere Florida (via Pisana 111R) la 13/ma edizione di Materia Prima Festival, l’evento dedicato al panorama teatrale e performativo contemporaneo che ogni anno porta a Firenze le produzioni più innovative in circolazione, a cura di Murmuris col sostegno e il contributo di Mic – Ministero della Cultura, Unione Europea, Regione Toscana, Comune di Firenze e Fondazione CR Firenze. Attraverso un viaggio onirico nella psiche dei protagonisti, “Atomica” indaga la responsabilità individuale di fronte a eventi di portata collettiva e le conseguenze di un evento straordinario sulla vita di un essere umano. È una storia di fantasmi che parla dal cuore del ‘900 per ricordarci la nostra natura più profonda: quella di creature che attraversano il tempo tra creazione e distruzione, potenza immaginifica e male assoluto (info: www.materiaprimafestival.com).

 

Quando inizia la corrispondenza con Günther Anders, Claude Eatherly è un uomo finito. La mattina del 6 agosto del 1945, dall’abitacolo dello Straight Flush, il B29 di ricognizione da lui pilotato, Claude dà il via allo sgancio dell’atomica. Al termine della missione torna in patria da eroe insieme agli altri membri dell’equipaggio. Sarà l’unico a non riuscire a liberarsi dai fantasmi delle centinaia di migliaia di vittime innocenti che si è lasciato alle spalle. Compie furti, rapine, tenta il suicidio, abbandona la famiglia. Cercando in ogni modo di rendersi colpevole agli occhi della società finisce rinchiuso nell’ospedale psichiatrico militare di Waco, Texas. È lì che, nell’estate del 1959, riceve una lettera da Vienna firmata Günther Anders. Il filosofo vede in Eatherly l’essere umano che incarna la sua filosofia; Eatherly vede nel filosofo una possibilità di salvezza. Parte da qui uno scambio tra due esseri fragili: Günther aiuta Claude a ricomporre i pezzi della sua vita, e allo stesso tempo mette in campo immaginazioni, pratiche e azioni per salvarlo dal suo destino e diffondere insieme un messaggio di pace in un mondo che si rifiuta di ascoltarli. A diecimila chilometri di distanza due uomini si scambiano parole di fratellanza che riverberano potenti nel nostro presente, mentre la società intorno a loro (e intorno a noi oggi) sembra persa nella foga auto-distruttiva di una folle corsa al riarmo.

 

Muta Imago riprende lo straordinario carteggio tra Eatherly e Anders (edito oggi in Italia da Mimesis, ma già curato da Renato Solmi per Einaudi nel 1963 e ripreso da Goffredo Fofi per Linea d’Ombra) per farne uno spettacolo che esplora il divario tra potenza tecnologica e responsabilità morale, allo stesso tempo raccontando la storia di un’amicizia profonda e ponendo domande attualissime: come ci confrontiamo con eventi di fronte a cui ci sentiamo piccoli e insignificanti? Come tornare ad essere sensibili verso ciò che è troppo grande o troppo lontano per essere immaginato? La regia di Claudia Sorace e il lavoro sulla drammaturgia e il suono di Riccardo Fazi si avvalgono di collaborazioni illustri: per la scenografia Paola Villani (Premio Ubu 2022), per le musiche originali Lorenzo Tomio (Premio Ubu 2022, finalista Premio Ubu 2023), mentre le luci sono curate da Maria Elena Fusacchia (finalista Premio Ubu 2023). Due tra i migliori attori della loro generazione, Gabriele Portoghese (Premio Ubu 2021) e Alessandro Berti (finalista Premio Ubu 2024) danno corpo e voce ai due protagonisti in scena.

 

Materia Prima Festival è a cura di Murmuris, col sostegno e il contributo di Mic – Ministero della Cultura, Unione Europea, Regione Toscana, Comune di Firenze, Fondazione CR Firenze. In collaborazione con In-box,
Firenze dei Teatri, Rat – Residenze Artistiche Toscane e Festa della Toscana, nell’ambito della Multiresidenza Creativa Flow insieme a Elsinor – Centro di Produzione Teatrale e Versiliadanza. Partner: Accademia Italiana, libreria L’Ornitorinco, Libreria leggermente, Firenze On Stage, Museo Stefano Bardini.

 

MUTA IMAGO

ATOMICA

liberamente ispirato al carteggio tra Günther Anders e Claude Eatherly

regia Claudia Sorace

drammaturgia e suono Riccardo Fazi

con Alessandro Berti, Gabriele Portoghese

collaborazione alla drammaturgia Gabriele Portoghese

consulenza letteraria Paolo Giordano

musiche originali Lorenzo Tomio

disegno scene Paola Villani

direzione tecnica e disegno luci Maria Elena Fusacchia

costumi Fiamma Benvignati

si ringrazia l’artista Elisabetta Benassi

 

INFO E PRENOTAZIONI

T. 329 9160071

M. info@materiaprimafestival.com

W. www.materiaprimafestival.com

W. www.murmuris.it

W. www.teatroflorida.it

 

INGRESSO SPETTACOLI

Intero 18€

Ridotto 15€ (Unicoop Firenze, Tessera Arci, Under 30, Feltrinelli, librerie convenzionate) / 8€ (studenti degli istituti superiori e universitari, scuole di teatro, Casateatro)

F.Corpaci

Maria Giovanna Sodero

Ufficio stampa
francescacorpaci@gmail.com
+39 339 2439292

Redazione

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