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“GRAND CIEL” MISTERY THRILLER DI AKHIRO HATA CON DAMIEN BONNARD IN SALA IL 26 FEBBRAIO 2026 DISTRIBUITO DA NO.MAD ENTERTAINMENT

“GRAND CIEL” MISTERY THRILLER DI AKHIRO HATA CON DAMIEN BONNARD IN SALA IL 26 FEBBRAIO 2026 DISTRIBUITO DA NO.MAD ENTERTAINMENT

 

“GRAND CIEL” DI AKIHIRO HATA CON DAMIEN BONNARD

UN MYSTERY THRILLER IN SALA DAL 26 FEBBRAIO 2026 DISTRIBUITO DA NO.MAD ENTERTAINMENT

 

Presentato in concorso nella sezione Orizzonti all’ultimo Festival di Venezia, Grand Ciel (Francia/Lussemburgo) di Akihiro Hata (Les Invisibles, A la chasse), con protagonista Damien Bonnard – già interprete principale di Les Misérables, candidato all’Oscar come Miglior Film Internazionale – arriva nelle sale il 26 febbraio, distribuito da No.Mad Entertainment.

 

Grand Ciel racconta la storia di Vincent, un operaio che lavora di notte in un cantiere di un quartiere futuristico. Quando un operaio scompare misteriosamente, Vincent e i suoi colleghi iniziano a sospettare che i loro superiori stiano cercando di insabbiare un incidente. Ma la situazione diventa ancora più misteriosa quando anche un secondo operaio svanisce nel nulla…

Un film innovativo che mescola thriller sociale e fantascienza e che affronta temi di grande attualità: le condizioni di lavoro, lo sfruttamento della manodopera precaria, l’alienazione e la disumanizzazione degli operai. È un’opera che usa il linguaggio del cinema per rendere visibile l’invisibile.

 

Prodotto da Good Fortune Films e Les Films Fauves è stato sceneggiato dallo stesso regista insieme a Jérémie Dubois. Nel cast, oltre a Damien Bonnard, troviamo Samir Guesmi (Ibrahim, L’effetto acquatico, Fratè), Mouna Soualem (Ti meriti un amore, Presenza, You resemble me) e Tudor-Aaron Istodor (Fixeur, Miss Christina).

 

Racconta il regista: “L’ispirazione per il film nasce principalmente da un fatto di cronaca. Nel 2015, un lavoratore interinale senza documenti è morto sul posto di lavoro ed è stato dimenticato, scomparendo in una zona grigia da punto di vista legale. Nessuno si era accorto della sua assenza, nonostante lavorasse nel cantiere da diverse settimane. Come se nulla fosse, come se Mamadou Traoré non fosse mai esistito. Senza il lavoro di investigazione svolto dalla CGT (Confederazione Generale del Lavoro, il sindacato più importante di Francia) come narra l’articolo, “Mamadou Traoré, morto come lavoratore privo di documenti, sarebbe scomparso senza lasciare traccia.
Questa idea è diventata un’allegoria. Nel film le scomparse rappresentano l’alienazione, la cancellazione di sé dovuta alle pressioni e alla competizione sul lavoro e l’invisibilità dei lavoratori più precari. Per me il cinema ha il potere di rendere visibile l’invisibile: di mostrare ciò che non viene mostrato o ciò che non vogliamo vedere. Le scomparse in questo film incarnano il cinismo e l’orrore del mondo di oggi.”

 

 

 

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