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Al via a Firenze Voices – European Festival of Journalism and Media Freedom

Al via a Firenze Voices – European Festival of Journalism and Media Freedom

Oltre 100 speaker da tutta Europa per discutere il futuro dell’informazione e della democrazia

Firenze, 10 marzo 2026 È iniziata oggi a Firenze la terza edizione di VOICES – European Festival of Journalism and Media Freedom, tre giorni di incontri, dibattiti, workshop, film e podcast dedicati al futuro dell’informazione e della libertà dei media in Europa.

Il festival, ospitato al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, riunisce oltre 100 speaker tra giornalisti, professionisti dei media, accademici, ricercatori ed esperti del settore per riflettere sulle trasformazioni dell’ecosistema informativo, sul ruolo del giornalismo nelle democrazie contemporanee e sulle sfide poste dalla rivoluzione digitale.

La situazione del giornalismo in Italia

Il dibattito del festival si inserisce in un contesto europeo complesso.

Secondo il Media Pluralism Monitor 2025, realizzato dal Centre for Media Pluralism and Media Freedom, il pluralismo dei media in Italia resta fragile e presenta diversi elementi di rischio strutturale.

Il rapporto evidenzia criticità persistenti riguardanti indipendenza editoriale, governance del servizio pubblico, tutela dei giornalisti e parità di genere nelle redazioni. L’Italia si colloca infatti al quindicesimo posto su 32 paesi analizzati, con un livello di rischio medio-alto per il pluralismo dei media.
Il rapporto segnala inoltre un aumento delle intimidazioni ai giornalisti e un alto numero di SLAPP (querele bavaglio), utilizzate per scoraggiare il giornalismo investigativo. Tra le criticità emerge anche la precarietà economica della professione, che colpisce in particolare i freelance.
Questi temi sono stati al centro anche del dibattito “EMFA: Ultima chiamata per salvare il giornalismo italiano?”, che ha riunito Barbara Floridia, Elisa Giomi, Sandro Ruotolo, Vittorio Di Trapani e Francesca De Benedetti.
Il confronto ha affrontato alcune delle criticità strutturali del sistema mediatico italiano: l’elevata concentrazione proprietaria, la storica vicinanza tra informazione e potere politico e la governance del servizio pubblico radiotelevisivo, spesso esposta alle dinamiche della politica. Tra i temi emersi anche il ruolo dei finanziamenti pubblici all’editoria, la crescente precarietà del lavoro giornalistico e le pressioni esercitate attraverso querele temerarie e attacchi ai giornalisti, oltre alle sfide poste dalle piattaforme digitali e dagli algoritmi.
Al centro della discussione, la domanda se l’attuazione dell’European Media Freedom Act (EMFA) potrà rafforzare l’indipendenza del giornalismo e migliorare la qualità democratica del sistema mediatico italiano.
Barbara Floridia, Presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza sulla RAI, ha commentato così lo stato del servizio pubblico radiotelevisivo italiano:
“La RAI in questo momento è fuorilegge rispetto all’applicazione del Regolamento EMFA.”
Floridia ha inoltre richiamato l’attenzione sul funzionamento della governance del servizio pubblico e sulla necessità di garantire un sistema realmente indipendente, pluralista e coerente con gli standard europei e ha aggiunto:
“In tutta la produzione RAI oltre il 30% delle fonti sono conduttori e giornalisti, il 10% influencer e l’8% figure istituzionali. Sono sempre più spesso i media che raccontano i media.”
Il confronto ha toccato anche il tema della sicurezza dei giornalisti e delle pressioni che gravano sul lavoro dell’informazione. Sandro Ruotolo, giornalista ed europarlamentare, ha ricordato i rischi concreti che molti professionisti continuano ad affrontare nel Paese:
“In Italia ci sono 29 giornalisti sotto scorta, minacciati dalla criminalità organizzata o, come nel caso del collega Paolo Berizzi, da gruppi di estrema destra.”

Il ruolo dell’informazione in tempi di instabilità

Ad aprire il festival è stata la sessione inaugurale dedicata a una domanda centrale per le democrazie contemporanee: “Cosa accade quando la fiducia nelle istituzioni democratiche e nell’informazione si erode?”
Secondo Iva Nenadić, Coordinatrice Scientifica del Centre for Media Pluralism and Media Freedom (CMPF) presso l’Istituto Universitario Europeo (IUE), VOICES nasce proprio con l’obiettivo di affrontare queste sfide collettivamente:
“VOICES non è solo un evento: è una comunità e un movimento in crescita che riunisce giornalisti, professionisti dei media, ricercatori, decisori politici e cittadini in uno sforzo comune per ripensare e ridefinire il nostro rapporto con l’informazione: oggi, per il domani.”
Nenadić ha ricordato che il festival è il risultato di una collaborazione tra numerose organizzazioni europee impegnate nella difesa della libertà di espressione:
“Io sono solo una voce che rappresenta uno straordinario sforzo collettivo di organizzazioni europee dedicate alla libertà di parola. Ma non qualsiasi parola: una parola responsabile, coraggiosa ma anche attenta, forte ma gentile, diversa e soprattutto inclusiva. Una parola che ci aiuti ad andare avanti, non indietro.”
Nel suo saluto istituzionale, Armando Barucco, Segretario Generale dell’IUE, ha sottolineato la centralità dell’informazione indipendente in un contesto geopolitico sempre più instabile:
“Ci riuniamo in un momento di grande incertezza e instabilità geopolitica. È proprio per questo che abbiamo bisogno di informazione accurata, affidabile e indipendente — oggi più che mai.”
“All’IUE la libertà accademica e la libertà di pensiero non sono principi che difendiamo solo in teoria, ma condizioni essenziali per il nostro lavoro.”
Durante il dibattito, Renate Schroeder, Direttrice della European Federation of Journalists (EFJ), ha evidenziato le crescenti pressioni sul giornalismo:
“Il giornalismo ha sempre affrontato difficoltà, ma oggi assistiamo sempre più spesso a un’agenda politica di aspiranti autocrati che cercano di mettere a tacere le voci critiche. La combinazione tra piattaforme digitali e autoritarismo è particolarmente pericolosa. I fatti contano — e accademici e giornalisti sono entrambi in prima linea per difenderli.”
William Drozdiak, giornalista e analista di politica internazionale, Global Fellow presso il Wilson Center ed ex Foreign Editor del Washington Post, ha ricordato il ruolo storico delle grandi inchieste giornalistiche negli Stati Uniti, sottolineando però come oggi il settore sia sotto forte pressione economica e politica.

Giornalismo e accademia: un ecosistema interdipendente
Il dibattito ha evidenziato anche il legame sempre più stretto tra informazione e ricerca accademica.
Secondo Erik Jones, professore di European Studies presso l’IUE e Direttore del Robert Schuman Centre dell’IUE:
“Quanta attenzione e rigore entrano nelle storie che producono i giornalisti? Come accademico è stata una lezione per me. Dobbiamo preoccuparci dei fatti quanto fanno i giornalisti ed essere molto attenti alle narrazioni che costruiamo. Se il giornalismo dovesse collassare, tutto ciò che si basa sull’ecosistema dell’informazione — inclusa l’accademia — collasserebbe con esso.”
Pier Luigi Parcu, Direttore del Centre for Media Pluralism and Media Freedom, ha invece sollevato una provocazione sul futuro dell’ecosistema informativo:
“Un giornalismo finanziariamente indebolito e un’accademia fragile diventano meno efficaci nella ricerca della verità e più vulnerabili alle interferenze indebite.”
Tra i temi emersi anche il rapporto tra informazione e piattaforme digitali. Secondo diversi relatori, sarà cruciale garantire che le grandi piattaforme e le aziende tecnologiche contribuiscano economicamente alla produzione di contenuti giornalistici.

Il programma di domani
Il festival proseguirà mercoledì 11 marzo con una giornata ricca di dibattiti e workshop dedicati al futuro dell’informazione. Tra gli appuntamenti principali:
Tavola rotonda politica: salvaguardare il pluralismo dei media nell’era degli algoritmi

Living stories: il costo umano del giornalismo

Chi paga per le notizie?

Voci locali, potere locale

Intervista con Francesca Albanese
Programma completo:
https://voicesfestival.eu/media-kit/

Franca Ciari Matteoli

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