Lettera aperta a Papa Francesco, fratello universale

Caro Papa Francesco,
siamo un gruppo di giovani del Movimento Shalom studenti universitari, lavoratori, disoccupati. La maggior parte di noi sono battezzati, ma pochi i praticanti. Non manca fra di noi chi si dichiara ateo o appartenete ad altre religioni soprattutto allβIslam. Abbiamo preso sul serio la tua proposta di un sinodo universale aperto a tutti senza porre limiti alla libertΓ di pensiero. Il nostro programma di vita Γ¨ espresso nello slogan: βVogliamo un villaggio globaleβ, cioΓ¨ un mondo unito e fraterno. I tuoi messaggi sono conformi alle nostre aspirazioni, sai parlare alla mente e al cuore. La figura alla quale ci riferiamo da sempre Γ¨ GesΓΉ Cristo. Il GesΓΉ della storia fondamento della nostra civiltΓ . Ispiratore del bello e del giusto. LβUnico che ha inciso come fattore determinante nellβevoluzione dellβumano. La scintilla dellβamore assoluto accesa da Lui non si Γ¨ estinta, ha attraversato i secoli ed Γ¨ giunta fino a noi grazie alla Chiesa.
La nostra costante ricerca del GesΓΉ della storia ci ha tristemente convinti che i tratti fondamentali del vissuto del Nazareno ciΓ² che Γ¨ stato, ha predicato, ha vissuto, ha combattuto, ha patito, sia largamente sconosciuto dagli uomini contemporanei e nascosto dalle discrepanze vistose di una Chiesa istituzionale ferma nelle sue formule arcaiche e nelle gerarchie di potere. Noi crediamo che la tua volontΓ sia quella di metterci in cammino verso di Lui totalmente senza nulla annacquare. Se Γ¨ cosΓ¬ vogliamo darti una mano per scuotere la polvere che si Γ¨ accumulata nei secoli. Il Volto di una Chiesa che si rinnova passa obbligatoriamente attraverso il coraggio e lβintelligenza di saper offrire la fede in un linguaggio comprensibile allβuomo moderno. GesΓΉ Cristo Γ¨ un Dio dal volto profondamente umano e tu, malgrado i contrasti che incontri, ce lo mostri costantemente e tenacemente. Γ urgente per essere credibili restituire una piena armonia fra fede e scienza, fra morale e scienza. Mostrare al mondo la capacitΓ di evolversi Γ¨ il segno piΓΉ eloquente che Lui Γ¨ ancora al timone della barca. Altrimenti affondiamo. Lβostinazione a mettere βtoppe nuove in abiti vecchi e vino nuovo in otri vecchiβ ha come risultato lβinsignificanza e la sterilitΓ di un annuncio incomprensibile e talvolta disumano. Il Volto di Dio che fin da bambini ci Γ¨ stato presentato non Γ¨ quello di GesΓΉ. Noi pensiamo che lβeclissi del cristianesimo sia dovuta principalmente allβabbandono del Vangelo e alle macroscopiche incoerenze e scandali. Altri surrogati dottrinali hanno edulcorato lβimmagine del Dio Amore che ci ha rivelato GesΓΉ e di cui tu ci parli con la tua povertΓ e umiltΓ . Questa Γ¨ la vera causa di errori, mali e tragedie del passato che talvolta riaffiorano anche oggi di cui dobbiamo continuamente chiedere perdono.
Ci siamo convinti che lβautentica ortodossia e la vera tradizione sia lβannuncio di GesΓΉ Cristo nella sua potenza rinnovatrice, liberatrice e rivoluzionaria. Un Dio dal Volto profondamento umano. Questa Γ¨ lβunica fedeltΓ che noi giovani shalom concepiamo e per cui ci battiamo. Β Siamo sicuri che i nostri ideali possano trascinare altri giovani ad investire le loro energie per un mondo alternativo quello sognato da GesΓΉ, di cui tu tante volte ci parli. Nel nostro percorso formativo che ha come tema βtorniamo a GesΓΉβ facciamo costantemente lβesperienza della sua impressionante attualitΓ ma purtroppo anche di quanto Egli sia poco conosciuto dai cristiani.
Fin da piccoli abbiamo appreso il catechismo ma non conosciuto GesΓΉ. Questo Sinodo che intraprendiamo dovrebbe avere come prioritΓ assoluta la volontΓ da parte di tutta la Chiesa di mettere al centro il Vangelo per verificare, camminando insieme, se la Parola e i Segni lasciati da GesΓΉ sono davvero praticati e vivi nelle nostre comunitΓ . Il Vangelo diventi la stella polare del sinodo. Troppe cose ci allontanano dalla Parola e dalla vita di Lui. La prima vistosa contraddizione riguarda lβuguaglianza di tutti cosΓ¬ accoratamente raccomandata da GesΓΉ e per nulla secondaria. Egli ha fatto perfino del sarcasmo sui titoli, le tuniche, i filatteri, turbanti, primi posti e privilegi. Tutto vistosamente praticato ancora nella Chiesa postconciliare malgrado i propositi. In questa fase pre-sinodale chiediamo: via gli orpelli del potere. San Paolo VI in un contesto di grandi speranze ebbe il coraggio di riporre nel museo della storia la tiara simbolo del trionfalismo papale. Troppe cose attendono ancora di essere dismesse.
Grazie per averci indicato Tonino Bello come esempio di Pastore. Egli aveva giΓ ridotto al minimo questo superfluo, dannoso retaggio del passato. Sopprimendo lβapparato antievangelico delle differenze dei vari gradi gerarchici in nome dellβuguaglianza e dellβumile servizio, si cancella lβambizione e il carrierismo. Poniamo al centro senza esitazione i piccoli e gli ultimi solo loro hanno diritto al bacia mano.
Questo Γ¨ il Sinodo che vogliamo. Ci inviti sempre a fare chiasso: eccoci.
Un grazie anche per aver mandato a San Miniato, dove Γ¨ nato Shalom, il Vescovo Andrea.
Un abbraccio di pace.
I giovani Shalom





