
Il prossimo 18 Luglio sarà inaugurata a Pietrasanta, presso la Galleria Ponzetta, la mostra personale “Incanto” dell’artista Daniela Astone.
COMUNICATO STAMPA.MostraAstone
INCANTO
Daniela Astone
Galleria Ponzetta
Pietrasanta
Daniela Astone
Galleria Ponzetta
Pietrasanta
TESTO CRITICO di Serena Nannelli
L’arte di Daniela Astone muove dalla grande tradizione figurativa occidentale e la riveste di una
tensione visionaria. La costruzione rigorosa dei soggetti e la qualità luministica della pittura danno
luogo a una poetica in cui la realtà è impastata di trasfigurazione.
Figure umane, frammenti archeologici, presenze animali, acque profonde e spazi senza gravità
convivono all’interno di una dimensione sospesa e senza tempo. Come affiorate da un sogno
collettivo, le immagini non sono semplice eco del passato bensì indizio di un non luogo sempre
esistito.
Le teste della statuaria classica emergono come apparizioni; i corpi si raccolgono in posture che
afferiscono al contempo al sogno, al rito e alla memoria; l’eterno femminino fa da padrone assistito
dalla piccola fauna di un ecosistema invisibile.
Il buio fecondo e la quiete ipnotica costituiscono l’habitat in cui dialogano fisico e incorporeo,
presente e mito, individuo e archetipo. L’acqua, elemento ricorrente, è liquido amniotico che nutre
forme originarie in un continuo rinascimento.
Il titolo della mostra, la parola INCANTO, deriva dal latino “incantare” ossia recitare formule
magiche. Il verbo è vibrazione, così il colore. Ebbene, di fronte alle opere di Daniela Astone si ode
il canto silente di una bellezza piena di grazia e si cade in un carezzevole sortilegio che riecheggia
d’eterno.
C’è una grande verità nel piccolo mistero incarnato da questi quadri: ogni forma attraversa un tempo
ben più vasto della nostra esperienza individuale, abita un altrove e custodisce un significato ulteriore
che vivifica lo sguardo elevandolo a vedere anziché guardare.
In quest’orizzonte il Vero non appartiene alla terra o all’acqua, al passato o al presente, alla materia
o al sogno, ma li trascende.
Il realismo simbolico che permea le istantanee mitologiche e allegoriche di Daniela Astone profuma
di armonia trasformativa. La dimensione dell’incanto prepara, sottotraccia, al disvelamento del
sublime.
DANIELA ASTONE
Biografia
Daniela Astone (1980, Pisa) è cresciuta nella cittadina marittima di Porto Santo
Stefano. Ha iniziato a studiare arte all’età di 14 anni presso il Liceo Artistico di
Grosseto.
Dopo la laurea, nel 1998 si trasferisce a Firenze per studiare Illustrazione alla Scuola
internazionale di comix, al secondo anno inizia a lavorare in modo indipendente per
diversi editori e nello studio di illustrazione Inklink.
All’età di 21 anni Daniela ha deciso di cambiare direzione e di ricominciare a studiare
disegno e pittura dal vero alla Florence Academy of Art sotto la direzione di Daniel
Graves.
Ha iniziato a insegnare agli studenti più giovani dell’Accademia quando era al secondo
anno, si è diplomata nel 2004 e ha continuato a lavorare come insegnante principale
per l’Accademia di Firenze.
Nel 2005 ha tenuto la sua prima personale di grande successo alla Ann Long Fine Art
Gallery di Charleston, quindi ha deciso di costruire uno studio nella campagna toscana.
Nel 2013 Daniela è diventata la direttrice del programma intermedio all’Accademia di
belle arti di Firenze, è entrata nel BP award a Londra e ha ricevuto una menzione
d’onore dal Mod Portrait award, in Spagna.
Il suo lavoro è stato esposto a livello internazionale e nel 2016 è entrato a far parte della
collezione permanente del MACS, il Museo d’Arte Contemporanea in Sicilia.
Ha anche collaborato con Tiac, Cina con Liveandlearn, Thailandia, con Streamline,
East Oaks Studio e insegna laboratori di pittura di paesaggio nel suo studio–casa nel
Chianti, in Toscana e in tutto il mondo. Nel 2019 insieme a Gaia Grazioli ha curato la
Mostra “Corpo a Corpo” nel Museo di Villa Bardini a Firenze grazie alla Cassa di
Risparmio di Firenze e Carlo Sisi.
Nel 2022 Daniela ha lasciato l’incarico di Direttrice presso la Florence Academy of Art
per dedicarsi a tempo pieno alla produzione nel proprio studio.



