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“ESSERE CAPPIELLO”: I 70 ANNI DELL’ACCADEMIA CAPPIELLO IN MOSTRA A FIRENZE

“ESSERE CAPPIELLO”: I 70 ANNI DELL’ACCADEMIA CAPPIELLO IN MOSTRA A FIRENZE

Deep blue studio
Deep blue studio

Dal 28 maggio al 30 giugno 2026, l’Accademia Cappiello celebra il proprio anniversario trasformando i suoi spazi in un museo vivo: opere rare, documenti e manifesti di Leonetto Cappiello dialogano con oltre cento lavori dell’Accademia, tra progetti degli studenti, materiali d’archivio e video.

Firenze, 27 maggio 2026 – Accademia Cappiello di Firenze, parte del polo formativo Hdemy Group, celebra i suoi settant’anni con “Essere Cappiello. Immagine, memoria e formazione del visivo”, una mostra dedicata alla storia dell’Accademia, all’eredità di Leonetto Cappiello (1875–1942), e alla continuità della formazione visiva tra passato e presente.
Aperta al pubblico dal 28 maggio al 30 giugno 2026, la mostra è promossa da Hdemy Group e realizzata con la partecipazione di LCICA – Leonetto Cappiello International Centre for Arts e di Galleria d’Arte Athena, e con il patrocinio di Regione Toscana, Comune di Firenze, Comune di Livorno e ADI Toscana.
Curata da Eleonora Sassoli e Simone Nannipieri, in collaborazione con l’Associazione Leonetto Cappiello e la Galleria d’Arte Athena di Livorno. “Essere Cappiello” supera la dimensione puramente celebrativa per configurarsi come un percorso culturale e un’occasione di confronto sui linguaggi della comunicazione visiva contemporanea.
«Con “Essere Cappiello” non celebriamo soltanto una storia di valore artistico e culturale, ma ne riaffermiamo l’attualità attraverso un percorso che continua a parlare al presente. Il progetto rappresenta inoltre un’importante occasione per consolidare la presenza culturale dell’Accademia a Firenze, città in cui la tradizione artistica continua a confrontarsi e dialogare con i linguaggi del contemporaneo», dichiara Nicola Pighi, Fondatore e Presidente di Hdemy Group.
Al centro della mostra una selezione di oltre cento lavori dell’Accademia a cura di Stefano Mingaia, e video-sequenze curate da di Rossana Loperfido. Progetti innovativi, documenti d’Archivio e video che dialogano con alcune opere e manifesti d’epoca di Leonetto Cappiello, da cui l’istituzione fiorentina prende il nome. Un artista che ha saputo anticipare molti dei temi ancora centrali nella comunicazione visiva contemporanea: l’immediatezza del segno, la riconoscibilità dell’immagine, il rapporto tra arte, pubblicità e costruzione simbolica del brand.
Fondata nel 1956 da Gastone Canessa, pittore, pubblicista e fondatore, l’Accademia nasce a Firenze con l’obiettivo di formare professionisti della comunicazione visiva attraverso un approccio concreto, laboratoriale e orientato al progetto. In settant’anni di attività, la scuola ha attraversato trasformazioni culturali, tecnologiche e professionali, mantenendo un’identità profondamente legata all’immagine, alla sperimentazione e al fare creativo.
La mostra non si presenta come una semplice retrospettiva. Gli spazi dell’Accademia diventano un museo vivo, in cui opere rare, documenti inediti, manifesti d’epoca e memorabilia di Leonetto Cappiello dialogano con i lavori storici e recenti degli studenti. Il progetto mette in relazione la nascita dell’immagine moderna con la ricerca contemporanea dei nuovi progettisti, raccontando l’Accademia come un luogo in cui la memoria non viene soltanto conservata, ma continuamente rimessa in movimento.

Il percorso espositivo
Al piano terreno, pannelli dedicati alla storia della scuola raccontano la nascita dell’Accademia, l’evoluzione dei corsi e il ruolo di figure, artisti e professionisti che hanno contribuito alla sua identità. In un’aula oscurata, proiezioni continue restituiscono l’atmosfera delle lezioni e delle presentazioni didattiche degli anni Ottanta e Novanta, attraverso immagini di progetti elaborati dagli allievi di grafica e comunicazione e oggi conservati negli archivi storici dell’Accademia.
Al primo piano, il percorso entra nel vivo del dialogo con Leonetto Cappiello e si articola in quattro sezioni: La genesi e il segno creativo, dedicata alla fase formativa e satirica dell’artista; Il mito e la forza dell’icona, in cui emerge la potenza dell’immagine-idea; Il Branding e l’identità di marca, dedicata alla costruzione dell’identità commerciale moderna; La memoria e la fortuna critica, che restituisce la consacrazione di Cappiello nella storia dell’arte, della grafica e della comunicazione visiva.

Tra i materiali esposti figurano opere e documenti provenienti dalla Collezione Nannipieri Bernardeschi, tra cui il biglietto da visita autografo di Leonetto Cappiello, l’autoritratto, le litografie per L’Assiette au Beurre, la litografia Le Corset Le Furet, la scatola originale del Thermogène, manifesti, riviste, cataloghi storici e testimonianze della fortuna critica dell’artista.
Accanto alle opere del Maestro, la mostra valorizza il lavoro dell’Accademia attraverso oltre cento contenuti tra progetti degli studenti, documenti d’archivio e video, restituendo la continuità tra la ricerca visiva di Cappiello e la formazione delle nuove generazioni creative. In questa prospettiva, i lavori degli allievi di Exhibition Design sul tema del Mito di Dante, realizzati in occasione del settecentesimo anniversario della morte dell’Alighieri e presentati durante la Milano Design Week 2021, dialogano con la sezione dedicata al mito e all’icona. I progetti contemporanei di Graphic Design e Communication trovano spazio nell’aula dedicata al branding, mentre la videosequenza Segno e Disegno raccoglie esperienze recenti sviluppate nell’ambito del corso di Interior Design.
«Essere Cappiello celebra i settant’anni dell’Accademia e racconta la scuola come luogo vivo di dialogo tra memoria storica e creatività contemporanea. L’eredità di Leonetto Cappiello continua ancora oggi a ispirare nuove generazioni di progettisti e comunicatori: per questo abbiamo voluto costruire un percorso in cui opere originali, materiali d’archivio e lavori degli studenti convivono dentro le aule in cui ogni giorno si forma il futuro della comunicazione visiva», dichiara Stefano Mingaia, Direttore Didattico dell’Accademia Cappiello.
La mostra si inserisce anche nel percorso avviato con l’ingresso di Accademia Cappiello in Hdemy Group nel 2024. Il gruppo, fondato e presieduto da Nicola Pighi, riunisce realtà formative dedicate al design, alla comunicazione e alle professioni creative, tra cui NAD – Nuova Accademia del Design, presente tra Verona e Milano, e Accademia Cappiello, storicamente radicata a Firenze.
In questa visione, il valore delle singole accademie nasce anche dal rapporto con i territori in cui operano: Firenze, con la sua tradizione artistica, visiva e artigianale; Verona, città legata alla cultura del progetto e dell’impresa; Milano, centro nazionale e internazionale del design, della moda e della comunicazione. Hdemy Group lavora così alla costruzione di un polo formativo capace di tenere insieme identità locali, qualità didattica e dialogo con le professioni creative.
«L’ingresso di Accademia Cappiello in Hdemy Group nel 2024 nasce dalla volontà di valorizzare una scuola storica, tra le prime realtà private italiane dedicate alla formazione nell’ambito delle arti visive, della comunicazione e del design. Cappiello appartiene profondamente a Firenze e alla sua cultura dell’immagine, così come NAD – Nuova Accademia del Design sviluppa il proprio percorso tra Verona e Milano, territori centrali per il design, l’impresa e la progettazione contemporanea. Il nostro obiettivo è costruire un polo formativo capace di unire radicamento territoriale, qualità didattica e apertura alle professioni creative del futuro”, spiega Nicola Pighi.

Essere Cappiello.
Immagine, memoria e formazione del visivo
Accademia Cappiello
Viale Michelangiolo, 19 –Firenze
Data: 28 maggio – 30 giugno 2026
Orario 14:00–18:00 (chiusa sabato e domenica)
Ingresso libero
info@accademia-cappiello.it
www.accademia-cappiello.it
#EssereCappiello
#70AccademiaCappiello

HDEMY GROUP
Chief Communication Officer Fabrizia Capriati fabriziacapriati@hdemygroup.com
Ufficio Stampa Studio Maddalena Torricelli studio@maddalenatorricelli.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

HDEMY GROUP
Hdemy Group nasce nel 2010 come polo formativo specializzato nei settori del design e delle creative industries, con l’obiettivo di costruire un ecosistema educativo di qualità, connesso con il mondo delle imprese e orientato alla costruzione di competenze professionali spendibili nel mercato contemporaneo. Il Gruppo integra cultura del progetto, pratica laboratoriale e aggiornamento continuo delle metodologie, includendo strumenti digitali di nuova generazione e processi contemporanei a supporto del lavoro creativo e produttivo. Hdemy Group opera con sedi a Verona e Firenze e con una presenza anche a Milano, dove rafforza il dialogo con l’ecosistema professionale e culturale della città. All’interno del Gruppo convivono due realtà consolidate e complementari: NAD – Nuova Accademia del Design e Accademia Cappiello che quest’anno celebra il 70° anniversario.

ACCADEMIA CAPPIELLO
Nel 2024 Hdemy Group amplia il proprio progetto educativo con l’ingresso di Accademia Cappiello, storica istituzione fondata a Firenze nel 1956 e riconosciuta a livello nazionale per la formazione creativa. Il suo ingresso nel Gruppo consolida una visione che tiene insieme tradizione e contemporaneità, radicamento culturale e apertura al mercato. Accademia Cappiello porta in dote una lunga esperienza nei campi della grafica, della comunicazione visiva, della moda e dell’interior design, contribuendo ad ampliare l’orizzonte del Gruppo con una forte identità storica e disciplinare.
Il 2026 coincide inoltre con un passaggio simbolico importante: il settantesimo anniversario dalla fondazione, occasione che rafforza ulteriormente il valore culturale e istituzionale della scuola all’interno del polo Hdemy.

LEONETTO CAPPIELLO (Livorno, 9 aprile 1875 – Cannes, 2 febbraio 1942)
Leonetto Cappiello è considerato uno dei pionieri della grafica pubblicitaria moderna.  Fin da giovanissimo dimostra un talento naturale per il disegno e la caricatura. Si trasferisce a Parigi nel 1898, dove inizia a collaborare con celebri riviste satiriche come Le Rire e Le Figaro, imponendosi come uno degli illustratori più richiesti del suo tempo.
Tra il 1900 e il 1920, Cappiello rivoluziona il concetto di cartellonismo. I suoi manifesti pubblicitari non si limitano più a riprodurre fedelmente il prodotto: creano un’immagine simbolica, potente, memorabile, capace di restare impressa nella mente del consumatore.
Le sue figure iconiche – animali esotici, dame eleganti, clown, bottiglie antropomorfe – emergono con forza da fondi neri o monocromatici, rompendo con lo stile liberty allora dominante.
È grazie a lui che nasce il manifesto pubblicitario come lo intendiamo oggi: essenziale, dinamico, comunicativo.
Il contributo di Leonetto Cappiello va oltre l’estetica. È uno dei primi artisti a capire che la pubblicità è linguaggio, narrazione, identità visiva.
I suoi manifesti sono fatti per affermare la presenza del brand, per fissarne l’unicità attraverso un’immagine potente. Senza slogan complessi, ma con una sola idea visiva.
In questo, anticipa quello che oggi è il lavoro di chi si occupa di graphic design, branding, art direction, visual storytelling.

 

Redazione

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