
5|04|2026
LEONARDO TORNA A VINCI
ore 18.00 Via Roma
Inaugurazione monumento a Leonardo da Vinci
opera di Filippo Tincolini
ore 19.00 Spazio espositivo Museo Leonardiano Piazza Leonardo da Vinci, 26
Inaugurazione mostra “Il tempo e l’istante” Genesi di un’opera
fotografie di Laura Veschi
Il 15 aprile 2026, in occasione dell’anniversario della nascita di Leonardo da Vinci sarà inaugurato il monumento dedicato al genio del Rinascimento, opera pensata e realizzata dallo scultore Filippo Tincolini.
Si tratta di un’opera monumentale in Marmo Bianco di Carrara dal peso complessivo di 5 tonnellate composta da una statua che rappresenta Leonardo alta 220 cm posta sopra il basamento alto 120 cm.
Ma il ritorno evocato dal titolo “Leonardo torna a Vinci”, non riguarda il passato. Come afferma Filippo Tincolini: “Questo monumento non è una celebrazione. È una conversazione.”
Lo ribadisce anche il sindaco di Vinci DANIELE VANNI:
“Il 15 aprile è il giorno in cui la nostra comunità rinnova il proprio legame con il Genio Universale. L’inaugurazione del monumento realizzato da Filippo Tincolini rappresenta un momento di grande valore simbolico per Vinci. Non si tratta soltanto di accogliere una nuova opera d’arte nello spazio pubblico, ma di dare forma a una riflessione viva e condivisa su ciò che Leonardo rappresenta oggi per il mondo.
Abbiamo lavorato con convinzione insieme all’artista al progetto che ha la capacità di interpretare Leonardo non come un’icona distante, ma come un metodo, uno stimolo continuo alla curiosità, alla ricerca, al dialogo tra saperi. In questo senso, l’opera si inserisce perfettamente nell’identità della nostra città, che non vuole essere soltanto custode della memoria, ma laboratorio contemporaneo di idee. Particolarmente significativo è anche il processo che ha portato alla realizzazione della scultura, in cui tecnologia e lavoro umano si intrecciano in modo virtuoso: un approccio che richiama direttamente lo spirito leonardiano e che guarda al futuro senza dimenticare la profondità della tradizione.
Ringrazio l’artista, tutti i professionisti coinvolti e coloro che hanno contribuito a rendere possibile questo progetto. Invito cittadini e visitatori a vivere questa opera come un’occasione di incontro e di riflessione valorizzando la conoscenza e la cultura come crescita collettiva.”
Il monumento apre un dialogo tra la città, l’artista e tutti coloro che si confronteranno nel tempo l’opera che non dice “questo è Leonardo”, ma pone a tutti la domanda: “chi è Leonardo oggi per noi?”. È la lezione di Leonardo: la curiosità come motore della conoscenza, come tensione continua a interrogare il mondo. Leonardo torna così come figura contemporanea: non come icona, ma come metodo, come tensione continua verso la conoscenza.
Senza svelare nulla su cosa vedranno le persone dal 15 in poi possiamo invece raccontare il percorso dall’idea all’opera finita. La scultura nasce da un processo che integra fresatura robotica e finitura manuale, in un dialogo continuo tra macchina e gesto. Filippo Tincolini non è solo l’artista che ha pensato e realizzato l’opera ma anche colui che ha progettato il robot che ne ha reso possibile la realizzazione.
Una tecnologia che non sostituisce il lavoro dell’artista, ma ne amplia le possibilità, rendendo il processo stesso parte integrante dell’opera.
Si stabilisce così un legame profondo con la lezione leonardiana: Leonardo è stato tra i primi a pensare la macchina come strumento di conoscenza perché, nel suo modo di lavorare, la macchina non è mai solo un mezzo per fare qualcosa, ma un modo per capire come funzionano le cose.
Come in Leonardo, anche nel caso di Filippo Tincolini arte, tecnica e ricerca non sono ambiti separati, ma parti di un unico processo conoscitivo.
La mostra fotografica: Il tempo e l’istante – Genesi di un’opera
Laura Veschi ha seguito Filippo Tincolini nella realizzazione del monumento a Leonardo.
Le fotografie mostrano il tempo della scultura. Un tempo che non coincide con la durata, ma con la responsabilità. Ogni gesto, nella lavorazione del marmo, è definitivo. Ogni sottrazione è irreversibile. In questo senso, il processo non è mai neutro: è sempre una presa di posizione, una scelta che non può essere ritirata.
Le fotografie di Laura Veschi restituiscono questa tensione ma sempre con uno sguardo rispettoso rimanendo aderenti alla materia, alle superfici, alle soglie in cui la forma comincia a emergere ma non è ancora compiuta.
Il bianco e nero accentua questa scelta dove ogni fotografia è un punto di ingresso nella genesi dell’opera, un frammento che restituisce ciò che normalmente resta invisibile. Non l’opera come risultato, ma l’opera nel suo farsi.
Filippo Tincolini
Filippo Tincolini è un artista italiano che si esprime attraverso la scultura. Nato nel 1976 a Pontedera, in provincia di Pisa, dopo aver fatto esperienza presso numerose fonderie e laboratori del marmo a Pietrasanta, si iscrive alla Scuola di Scultura dell’Accademia di Belle Arti di Carrara. Nel 2001, dopo aver completato gli studi, apre il proprio laboratorio a Fantiscritti, ai piedi delle cave di marmo, dove ancora oggi crea le sue opere.
Il territorio di Carrara, dove l’artista vive e lavora, ha avuto un forte impatto sulla sua ricerca scultorea, che si esprime principalmente attraverso l’utilizzo del marmo bianco, materiale con cui lavora in modo sperimentale. L’approccio artistico di Tincolini ha sempre mirato a unire armoniosamente mondi distanti come l’artigianato e la tecnologia, la tradizione e lo spirito visionario, i canoni della scultura classica e le ispirazioni pop, la mitologia e i fumetti.
Attualmente è rappresentato da gallerie private e continua la sua attività espositiva in spazi sia pubblici sia privati.
Laura Veschi
Laureata all’Università degli Studi di Firenze in “Scienze della formazione”, dal 2016 si dedica alla fotografia. Ha frequentato un corso di fotografia “corporate” alla scuola Marangoni di Firenze e una masterclass organizzata da Spazi Fotografici di Sarzana. Collabora con la galleria d’arte di Londra Avantarte. Tra le personali ricordiamo nel 2023 a Santa Caterina dello Ionio (CZ): “Anime Resistenti,” progetto antropologico dedicato al paese calabrese e ai suoi abitanti e nel 2025 a Pietrasanta (LU) “HC Resonance”. Per i Musei Reali di Torino ha documentato la realizzazione della copia della statua “Allegoria della Primavera” di Simone Martinez. Ha pubblicato “Ritorno a casa”, libro nato dall’incontro con lo scultore Fabio Viale; “Sentire la forma”, catalogo della mostra della scultrice Beatrice Taponecco e “Human Connections”, catalogo della mostra di Filippo Tincolini. In uscita per 5continents “Everything flow”.




