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POLITEAMA SPRING DANCE, tripudio di emozioni in passi di danza dal 26 marzo

Un cartellone di qualità per «Politeama Spring Dance»: dalle acrobazie dei Kataklò
alle suggestioni musicali nella physical dance di Mvula Sungani e nel Balletto di Siena.
Il meglio delle arti coreutiche in quattro appuntamenti: spazio anche al teatro danza
con il tema della salute mentale nello spettacolo di Giulia Fioravanti.
Beatrice Magnolfi: «L’ibridazione è il filo conduttore di questa rassegna»

 

Prato, 5 marzo 2026 – Quando “fiorisce” la cupola di Pier Luigi Nervi, l’inconfondibile cifra architettonica del Politeama Pratese, si muovono i passi di danza che compongono il cartellone «Politeama Spring Dance». Quest’anno si colora di blu l’immagine floreale che dà il benvenuto alla quarta edizione della rassegna pensata dalla Fondazione Politeama Pratese per valorizzare il variegato universo delle arti coreutiche, il mondo della danza in tutte le sue espressioni come linguaggio universale dei corpi in movimento, superando i confini di generi e discipline.
Fra passi neoclassici e contemporanei, dal 26 marzo la kermesse vuole abbracciare una pluralità di stili e linguaggi con nomi di spessore nel panorama coreografico internazionale come Giulia Staccioli, fondatrice della compagnia di danza atletica e acrobatica dei Kataklò, e Mvula Sungani con la sua eclettica compagnia di physical dance che si fonde con la musica per omaggiare Enrico Caruso e Lucio Dalla. Ancora connubio di danza e musica nel progetto del Balletto di Siena, sulle note di Puccini, quasi un prolungamento ideale dei festeggiamenti per il Centenario del Politeama dopo la messinscena di Tosca nel novembre 2025. E poi ancora le nuove frontiere del teatro danza che, attraverso la comunicazione espressiva e la relazione fra corpo e spazio, diventa veicolo di inclusione sociale per indagare il tema della salute mentale con il progetto di Giulia Fioravanti, coreografa e regista pratese.
La rassegna è stata presentata questa mattina dalla presidente della Fondazione Politeama Pratese, Beatrice Magnolfi: in conferenza stampa sono intervenute le artiste Giulia Staccioli, fondatrice e direttrice artistica della compagnia Kataklò Athletic Dance Theatre, e la coreografa Giulia Fioravanti in rappresentanza delle compagnie artistiche coinvolte.
Parola chiave: multidisciplinarietà, nell’abbraccio della danza classica e contemporanea con la spettacolarità e la fisicità, la musica classica, l’opera lirica, perfino la musica napoletana e la canzone d’autore. Il tutto continuando a mantenere uno sguardo attento sulle compagnie espressione del territorio, guardando con interesse anche al rapporto con le molteplici scuole presenti a Prato, i loro allievi e insegnanti, attraverso riduzioni speciali loro dedicate. L’attenzione per la danza, del resto, è una delle linee portanti della programmazione del Politeama Pratese che crede nella valorizzazione del ruolo formativo, culturale e sociale di questa forma d’arte.

Entrando nel dettaglio del cartellone, l’inaugurazione di «Politeama Spring Dance» è affidata alla compagnia Mvula Sungani Physical Dance, in scena con «Caruso: passione 2.0» giovedì 26 marzo: la contaminazione alla base di un linguaggio contemporaneo originale è la cifra stilistica di Mvula Sungani, regista, coreografo, autore teatrale e televisivo, consigliere del Ministero della Cultura per la danza. Insieme all’étoile Emanuela Bianchini, firma una nuova opera coreografica in occasione del quarantennale dell’incisione del brano di successo mondiale, scritto e musicato dal grande Lucio Dalla, dedicato a uno dei più̀ grandi tenori di fama mondiale. Un omaggio all’Italia e a due artisti che negli ultimi secoli l’hanno resa grande nel mondo: Enrico Caruso e Lucio Dalla. Arie d’opera, canzoni di Dalla, musica napoletana contaminata in “world music”, saranno rese “tridimensionali” in uno spettacolo suggestivo ed evocativo, che celebra le culle di una civiltà musicale e umana senza pari, con un’incursione nel mondo femminile partenopeo, liberamente ispirato al film documentario di John Turturro, «Passione».
Un altro anniversario e un graditissimo ritorno sul palcoscenico pratese, quello dei Kataklò Athletic Dance Theatre, per festeggiare trent’anni di attività della compagnia fondata dalla coreografa Giulia Staccioli, ex campionessa di ginnastica ritmica, visionaria artista visiva che continua ad affascinare con le sue creazioni fuori da ogni canone, segnando una vera e propria rivoluzione sulle punte. Il nuovo spettacolo intitolato «Aliena», atteso per giovedì 9 aprile, diventa il manifesto artistico di questa straordinaria avventura nel mondo della danza acrobatica, un invito a celebrare la diversità in tutte le sue forme: una provocazione continua, quasi una risposta alle critiche che hanno accompagnato la carriera di Staccioli. Per lei, un ritorno nella città cui è legata da un ricordo familiare: il padre era l’artista Mauro Staccioli, autore della scultura «Prato 88» collocata di fronte al Centro Pecci.
Dal contemporaneo al classico, con «Callas canta Puccini. Eros e Pathos», martedì 21 aprile: l’ultimo appuntamento della rassegna vuole essere un duplice omaggio alle toccanti note di Puccini e alla voce della divina Maria Callas. Fil rouge dello spettacolo firmato dal Balletto di Siena, regia e coreografia di Marco Batti, è il connubio tra eros e pathos, amore e morte, passione e dolore, denominatore comune dei quadri pucciniani che si alternano in punta di piedi: Manon Lescault, Tosca, La bohème e Madama Butterfly. Ogni quadro con un diverso tono, ora più narrativo e didascalico poi più stilizzato e astratto, per rappresentare l’amore e la morte che investono quattro tra le immortali eroine della lirica.
Inizialmente previsto il 13 marzo e poi rimandato a ottobre (data da definire), per motivi di salute di una delle artiste in scena, «Colazione in albergo» è lo spettacolo di teatro danza sulla salute mentale ideato e diretto da Giulia Fioravanti, con un cast di danzatrici professioniste, un brano originale della cantautrice pratese Matilde Rosati e la voce fuori campo del medico psichiatra Antonino Tamburello. Perché mettere in scena il disturbo mentale? Attraverso il linguaggio del teatro danza si arriva a “normalizzarlo”, con l’idea che l’uomo non si identifica mai con la propria patologia, bensì la ospita soltanto. Il tutto visto con gli occhi di sei giovani donne, sei danzatrici professioniste, che compiono un viaggio allegorico tra le sinapsi della mente umana, fino al superamento del proprio disagio: «uno spettacolo sull’Amore – si legge nelle note di regia – che ancora oggi risulta essere l’unico psicofarmaco senza controindicazioni».

L’inizio degli spettacoli di «Politeama Spring Dance» è sempre alle 21. Il biglietto d’ingresso costa 20 euro, ridotto 10 euro per gli allievi di scuole di danza e under 25, acquistabile sia alla biglietteria del teatro che su Ticketone. Info: www.politeamapratese.it.

 

Le dichiarazioni in conferenza stampa:

Beatrice Magnolfi, presidente della Fondazione Politeama Pratese:
«La danza è una modalità di espressione artistica di cui abbiamo bisogno, comunica un senso di leggerezza, armonia e pace in tempi difficili. Questo è un palcoscenico che sembra nato per la danza: se insistiamo sulla programmazione di una rassegna dedicata è perché crediamo che questo sia un linguaggio capace di superare barriere e confini. L’ibridazione è il filo conduttore di questa rassegna giunta alla quarta edizione, l’incontro di mondi diversi per parlare a tutti»

Giulia Staccioli, coreografa, fondatrice della compagnia Kataklò Athletic Dance Theatre:

«Prato ha segnato una tappa importante nella mia storia personale e formazione artistica. Tornare in città con “Aliena” ed essere inseriti in una rassegna di danza oggi rappresenta un atto di coraggio perché se oggi i teatri fanno fatica, la danza ancora di più. Quando iniziai trent’anni con Kataklò, dopo l’esperienza con i Momix, fui un po’ incosciente ma avevo la convinzione di portare in Italia un progetto di danza diversa: “Aliena” racconta sempre questo»

 

Giulia Fioravanti, coreografa, autrice dello spettacolo «Colazione in albergo»:
«Sto cercando di sperimentare il linguaggio teatro danza che è un mondo ibrido rispetto a un tema, quello della salute mentale, che vede due rischi: il primo è quello della banalizzazione, il secondo è quello della non fruibilità sociale, per questo ho voluto scrivere una storia che parlasse a tutti, ribaltando i luoghi comuni»

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