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Roberto Formignani: ecco ‘202, il nuovo album del chitarrista ferrarese.

Roberto Formignani torna con 202, nuovo album disponibile in digitale e in formato fisico: un lavoro intimo e maturo che attraversa memoria, identità e blues, nato da un processo creativo lento e personale, in cui storie individuali e richiami storici si intrecciano lungo il suo percorso musicale.

Roberto Formignani chitarrista, autore e cantante con una solida formazione blues maturata fin da giovanissimo, pubblica ‘202’, disponibile su tutte le piattaforme digitali e in formato fisico.

Il titolo dell’album racchiude una serie di riferimenti simbolici e personali: il giorno e il mese di nascita dell’artista e quello della chitarra raffigurata in copertina e utilizzata per incidere, la numero 202 di 300 esemplari.

‘202’ è nato, come tutte le produzioni precedenti, da un processo creativo lento e stratificato, fatto di idee catturate nel tempo.

Spunti melodici, riff di chitarra e frammenti musicali sono stati spesso registrati in modo istintivo, anche solo con un telefono, per poi essere sviluppati successivamente in studio dove sono state costruite le prime strutture.

 

L’album si muove attraverso storie, immagini e suggestioni che attraversano il tempo, la memoria e l’esperienza personale di Roberto Formignani. ‘Early Fifties’ apre il racconto con uno sguardo immaginario ai favolosi anni ’50, quando il rock’n’roll dominava la scena, evocando un’epoca non vissuta ma profondamente sentita.

‘Dirty Road’ racconta invece il percorso faticoso e spesso solitario di un musicista, costretto a confrontarsi con le regole del mercato discografico e con le mode del momento.

Con ‘The Blues Door (Gorée)’ lo sguardo si allarga alla storia: l’isola di Gorée, in Senegal, diventa simbolo della deportazione degli schiavi africani verso l’America, attraverso quella porta affacciata sull’oceano da cui partivano viaggi senza ritorno.

‘Hey My Lord’ introduce una dimensione spirituale, parlando di una presenza amica e costante che accompagna l’uomo lungo tutto il cammino della vita.

La musica torna a essere identità e resistenza in ‘Like When I Was Young’, dove quella del blues è una chiamata interiore che ancora oggi si fa sentire mantenendo intatta la passione e l’autenticità degli inizi.

‘Running On The Mountain’ è uno strumentale frenetico e visionario, un viaggio immaginario tra salite e discese, dove ritmo e chitarra guidano la corsa.

Con ‘All In Vain’ emerge la disillusione di chi cresce credendo che la musica possa cambiare il mondo, per poi scoprire quanto questo sogno possa apparire fragile nonostante l’impegno quotidiano.

‘Irish’ porta un cambio di atmosfera con un tema che richiama una giga irlandese, sostenuto da un ritmo incalzante sul quale la chitarra si muove libera nell’improvvisazione.

Il percorso si chiude con ‘Refugiados’, un brano intenso in cui chitarra classica e Dobro si intrecciano evocando il dramma di chi cerca rifugio, sia fisicamente che spiritualmente, lasciando l’ascoltatore con una riflessione profonda sul senso del viaggio e dell’appartenenza.L’album è stato inciso a Sermide (MN), presso il Sonic Design di Marco Malavasi con l’ausilio di Roberto Morsiani (batteria) e Alessandro Lapia (basso). La foto di copertina è una fotografia di Guido Harari e la grafica è stata curata da Loriano Pellegrinelli.

Web: www.robertoformignani.it

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YouTube: www.youtube.com/grassandblue

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