IL 2026 CON LE MOSTRE CLP

Gennaio
Gennaio offre un programma già ricco di suggestioni. Come quelle di Debora Hirsch che, dal 15 gennaio al 15 aprile 2026, sul grande ledwall al piano terra di Palazzo Citterio a Milano, propone Vanishing Trees, una installazione site-specific, a cura di Clelia Patella, che intreccia arte digitale, scienza e memoria.
Il progetto, promosso da Palazzo Citterio e MNAD – Museo Nazionale dell’Arte Digitale, in collaborazione con l’Orto Botanico di Brera dell’Università degli Studi di Milano e con il supporto scientifico del New York Botanical Garden, reinterpreta, attraverso tecnologie generative, le immagini di tre alberi che sono in via di estinzione in natura – Ginkgo biloba, Pterocarya fraxinifolia e Torreya taxifolia -, custoditi dall’Orto Botanico di Brera e classificati dalla IUCN (Unione internazionale per la conservazione della natura), trasformandoli in presenze vive, testimoni di un mondo che resiste al tempo e all’oblio.
Dal 16 gennaio al 28 febbraio 2026, a THE POOL NYC in Palazzo Fagnani Ronzoni a Milano si tiene il secondo capitolo del format I tempi dello sguardo. 90 anni di fotografia italiana in due atti, che ripercorre la storia della fotografia italiana, dal Futurismo alla grande stagione del Neorealismo, dalle ricerche concettuali all’esperienza fondamentale di Viaggio in Italia ideata da Luigi Ghirri. Questo appuntamento, che propone un percorso composto da 80 fotografie di 28 maestri italiani e internazionali, si concentra su quegli autori che si sono distinti nell’utilizzo del bianco e nero.
Sarà la GNAMC | Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma ad accogliere dal 19 gennaio al 1° marzo 2026, Promenade, la personale di Maurizio Cannavacciuolo (Napoli, 1954), che si inserisce nella scia delle esposizioni legate alle donazioni d’artista. Per l’occasione Cannavacciuolo presenta al pubblico un’installazione composta da 4 grandi oli su tela in bianco e nero, davanti ai quali si trovano altrettanti vasi dipinti in ceramica, tutti realizzati tra il 2018 e il 2022.
Dal 24 gennaio al 14 giugno 2026, Palazzo Martinengo a Brescia dedica un’ampia retrospettiva al Liberty, una tendenza stilistica, diffusasi tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento.
L’esposizione, curata da Manuel Carrera, Davide Dotti, Anna Villari, organizzata dall’Associazione Amici di Palazzo Martinengo, col patrocinio della Provincia di Brescia, del Comune di Brescia e della Fondazione Provincia di Brescia Eventi, si articola in otto sezioni tematiche e presenta oltre cento capolavori, tra dipinti, sculture, affiches, ceramiche, vestiti d’epoca.
Il calendario di gennaio si completa con l’omaggio che Palazzo Citterio a Milano renderà, dal 30 gennaio al 26 luglio 2026, a Giovanni Gastel (Milano, 1955-2021), uno dei maestri della fotografia contemporanea, e alla sua parabola artistica, attraverso oltre 250 immagini dalle prime copertine di moda del 1977 agli still life più innovativi, dalle campagne che hanno segnato la storia della moda fino ai ritratti di figure iconiche del nostro tempo, a cui si aggiungono oggetti personali e strumenti di lavoro. Per la prima volta, una mostra proporrà alcuni dei suoi scritti e delle sue poesie, che sono stati da sempre parti integranti del suo immaginario.
Al Museo MA*GA di Gallarate (VA), dal 31 gennaio al 5 ottobre 2026, si terrà la XXVIII Edizione Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate, dal titolo Arte viva. Processi performativi e partecipativi come pratica che presenta le opere di cinque artisti – Allison Grimaldi Donahue, Francesco Fonassi, Francesca Grilli, Beatrice Marchi, Martina Rota – che si esprimono attraverso linguaggi performativi capaci di coinvolgere la parola, il corpo, il suono, l’altro. Pratiche che assumono una dimensione processuale e relazionale, interrogando i confini dell’opera e il ruolo stesso del pubblico.
Febbraio
Febbraio ruoterà attorno alle figure di William Kentridge, Beato Angelico e Jack Vettriano.
Dal 6 febbraio al 5 aprile 2026, la Sala Stirling in Palazzo Citterio a Milano accoglie l’installazione video di William Kentridge More Sweetly Play the Dance insieme con un progetto inedito dedicato a Giorgio Morandi, Remembering Morandi. L’intervento di Kentridge, si articola in due momenti: una videoinstallazione sonora e una sequenza di sculture in cartone, che reinterpreta poeticamente gli oggetti d’uso quotidiano, protagonisti delle nature morte di Morandi. Un modo per avviare un dialogo ideale con le opere metafisiche del maestro bolognese conservate a Palazzo Citterio.
L’iniziativa è parte del programma espositivo curato da Vincenzo Trione che accompagna la mostra di Palazzo Reale Metafisica/Metafisiche, in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Milano Cortina 2026 e mette in dialogo i maestri della Metafisica con gli “eredi” internazionali e con gli “allievi” del XX e XXI secolo, lungo un unico percorso espositivo che lega Palazzo Reale, Museo del Novecento, Gallerie d’Italia e La Grande Brera.
I Musei Reali di Torino aprono la stagione espositiva con la mostra dossier Beato Angelico negli occhi di Bartholomäus Spranger. Giudizi Universali a confronto.
La rassegna tematica, accolta dal 6 febbraio al 3 maggio 2026, nello Spazio Scoperte della Galleria Sabauda, propone, per la prima volta, un confronto diretto tra la straordinaria e pionieristica invenzione iconografica, elaborata da Beato Angelico intorno al 1425-1428, per la rappresentazione del Giudizio Universale nella celebre tavola oggi conservata al Museo di San Marco e l’opera appartenente alle collezioni della Galleria Sabauda, eseguita dal pittore fiammingo Bartholomäus Spranger tra il 1570 e il 1571 per papa Pio V.
Jack Vettriano (1951-2025), artista scozzese da poco scomparso, molto amato e apprezzato dal pubblico italiano e internazionale per le sue opere dal gusto cinematografico e malinconico, sarà protagonista di una retrospettiva, in programma dal 12 febbraio al 5 luglio 2026, a Palazzo Velli a Roma.
La mostra, curata da Francesca Bogliolo, organizzata da Chiara Campagnoli, Deborah Petroni e Rubens Fogacci di Pallavicini s.r.l., in collaborazione con Jack Vettriano Publishing, propone oltre 80 opere, tra cui nove olii su tela, una serie di lavori su carta museale a tiratura unica, accompagnare dal ciclo di fotografie scattate nello studio dell’artista da Francesco Guidicini, ritrattista ufficiale del Sunday Times.
Marzo
Palazzo Buontalenti di Pistoia celebrerà, dal 6 marzo al 26 luglio 2026, Ettore Sottsass (1917-2007), pittore, grafico, fotografo, figura cardine del design e dell’architettura italiana del Novecento, che ha attraversato l’intero secolo con uno sguardo sempre critico, apparentemente disincantato, ma partecipe e sensibile ai cambiamenti in atto nella società.
L’esposizione, dal titolo Io sono un architetto. Ettore Sottsass, curata da Enrico Morteo, organizzata da Fondazione Pistoia Musei ed Electa, si costruirà attorno al ricco fondo che l’architetto affidò al CSAC di Parma, per rileggere criticamente un trentennio di attività, dall’immediato dopoguerra ai primi anni Settanta.
L’Umbria celebrerà l’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi con un grande evento espositivo, in programma dal 14 marzo al 14 giugno 2026 alla Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia.
La mostra, GIOTTO e san Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento, curata da Veruska Picchiarelli ed Emanuele Zappasodi, attraverso oltre 60 opere, realizzate dai suoi protagonisti più rappresentativi, quali Giotto, Simone Martini e Pietro Lorenzetti, si sofferma sul momento epocale in cui il carisma di Francesco incontra il genio di Giotto per dare vita a una rivoluzione che segna la nascita dell’arte moderna.
Anche la fotografia sarà protagonista a marzo.
Dal 5 marzo al 19 luglio 2026, Palazzo Pallavicini a Bologna ospita un’antologica dedicata a Ruth Orkin (1921-1985), fotoreporter, fotografa e regista statunitense, tra le più rilevanti del XX secolo.
L’esposizione, curata da Anne Morin, organizzata da Pallavicini srl di Chiara Campagnoli, Deborah Petroni e Rubens Fogacci con il coordinamento testi di Francesca Bogliolo, in collaborazione con diChroma photography, patrocinata dal Comune di Bologna, dalla FIAF Federazione Italiana Associazioni Fotografiche e AIRF Associazione Italiana Reporters Fotografi, presenta 187 fotografie, due macchine fotografiche e alcuni importanti documenti, che ripercorrono la traiettoria di una delle personalità più importanti della fotografia del XX secolo e ne considerano il ruolo cruciale nella storia di questo genere espressivo.
La Pieve di San Siro a Cemmo di Capo di Ponte (Bs), dal 28 marzo al 17 maggio 2026, accoglie la mostra Terremobili e Terre rupestri di Tullio Pericoli, promossa e curata dall’Associazione d’ADA in collaborazione con l’artista, nata dall’incontro tra il linguaggio artistico contemporaneo e il patrimonio millenario dell’arte rupestre di Valle Camonica, primo sito italiano iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Il percorso espositivo presenta 30 opere pittoriche nelle quali Pericoli reinterpreta i segni antichi delle incisioni rupestri come movimento, memoria e trasformazione della terra.
Da fine marzo a fine agosto, a Brescia, nell’ambito della IX edizione del Brescia Photo Festival, Fondazione Brescia Musei e Comune di Brescia rendono omaggio a Bruce Gilden (New York, 1946), uno dei pionieri della street photography, membro effettivo dell’agenzia Magnum Photos, con un unico progetto composto da due mostre.
Al Museo di Santa Giulia si terrà A closer look, la prima monografica di Gilden in Italia, a cura di Denis Curti, mentre alla Pinacoteca Tosio Martinengo, l’installazione site-specific Grace / Grazia. Bruce Gilden per Raffaello, nella quale sarà esposto il dittico fotografico, commissionato dai Musei Civici di Brescia al fotografo newyorkese, che reinterpreta la “grazia”, esemplificata dalle due opere di Raffaello, in prestito alla mostra Raffaello: Sublime Poetry al Metropolitan Museum di New York dal 29 marzo: un’operazione culturale sostenuta dal bando Strategia Fotografia 2025.
Aprile
Il Museo Castello San Materno ad Ascona, sul versante elvetico del lago Maggiore, accoglierà Nostalgia del sud – Artisti tedeschi in Italia 1865-1915, che, dal 26 aprile al 26 agosto 2026, presenterà 40 opere, tra disegni, dipinti e sculture, di artisti germanofoni che hanno vissuto e lavorato in Italia tra il 1865 e il 1915.
Nel XIX secolo l’Italia era considerata una meta ambìta dagli artisti di tutta Europa, affascinati dai suoi tesori artistici unici, risalenti dall’antichità al barocco, dai suoi paesaggi variegati e dalla sua incomparabile luce mediterranea. Mentre Otto Greiner, Adolf Hirémy-Hirschl o Sigmund Lipinsky reinterpretano soggetti e ideali classici, Oswald Achenbach e Ludwig Passini si dedicano all’amenità di paesaggi e città, da Venezia a Roma fino a Napoli.
Anche brevi soggiorni lasciano tracce evidenti nelle opere di alcuni artisti: quelle di Anton von Werner, Adolph von Menzel o August Gaul testimoniano infatti il loro intramontabile entusiasmo per il Belpaese.
Maggio
Mimmo Paladino (Paduli, BN, 1948) torna in un’istituzione pubblica milanese con un progetto, curato da Lorenzo Madaro, realizzato in collaborazione con l’Archivio Paladino appositamente pensato per la Sala Stirling di Palazzo Citterio a Milano.
Dal 14 maggio al 26 luglio 2026, la mostra, dal titolo Paladino, presenta sei scudi monumentali che occupano lo spazio, creando un possibile labirinto di forme e immagini che appaiono e scompaiono sulla superficie materica delle sculture.
Il percorso espositivo propone, inoltre, una selezione ragionata di grandi disegni del 1973, quando Paladino, all’epoca venticinquenne, inizia a sperimentare nuove possibilità di ricerca, guardando al disegno e al colore come una possibile via espressiva lontana dal concettuale all’epoca ancora in auge.
Dal 26 maggio al 30 agosto 2026, la Pinacoteca di Brera a Milano ospita la prima mostra mai dedicata a Giovanni Agostino da Lodi, uno degli artisti più originali attivi in Italia nei decenni a cavallo del 1500.
L’esposizione è a cura di Maria Cristina Passoni e Cristina Quattrini; il comitato scientifico è composto da Alessandro Ballarin, Francesco Frangi, Mauro Natale, Maria Cristina Passoni, Cristina Quattrini, Edoardo Rossetti, Marco Tanzi.
La vicenda di questo autore, misteriosa per la scarsità di dati biografici, si svolse tra la fine del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento, in un quadro di fitte relazioni artistiche fra Milano e Venezia.
È un percorso che si ricostruisce soprattutto per via stilistica, attraverso i confronti con i grandi maestri che Giovanni Agostino poté osservare rielaborandone le influenze in modo assolutamente personale: Bramantino e Leonardo sul versante milanese, Alvise Vivarini, Giovanni Bellini, Boccaccio Boccaccino, Giorgione e Albrecht Dürer su quello veneziano, artisti dei quali saranno presenti in mostra varie opere con prestiti dall’Italia e dall’estero.
Dal 23 maggio all’11 ottobre 2026, il MA*GA di Gallarate (VA) approfondirà le figure di due importanti protagonisti italiani dell’arte internazionale: Paolo Scheggi e Vincenzo Agnetti.
L’esposizione dedicata a Paolo Scheggi, uno dei maestri più riconosciuti delle indagini sperimentali degli anni Sessanta, erede dello Spazialismo e tra i fondatori della pittura monocroma e oggettuale, curata da Emma Zanella, direttrice del MA*GA e da Ilaria Bignotti, curatrice scientifica dell’Archivio Scheggi, celebrerà l’ingresso dell’opera del maestro toscano dal titolo Struttura modulare (1967), nelle collezioni permanenti del Museo MA*GA, reso possibile grazie alla vincita del bando indetto da PAC-Piano per l’Arte Contemporanea 2025 della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
Dall’altro lato, il progetto espositivo su Vincenzo Agnetti, maestro concettuale italiano, curato da Alessandro Castiglioni, vicedirettore del MA*GA, pone l’attenzione sullo specifico interesse di Agnetti per la fotografia concettuale e per una pratica che mette al centro la capacità narrativa del frammento fotografico, della sua decontestualizzazione e ricontestualizzazione, l’attraversamento della storia e dei media, il dialogo con la letteratura e con la tecnologia.
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IL NUOVO PERCORSO ARCHEOLOGICO DELL’ANTICO PALAZZO DEI VESCOVI
Pistoia, Museo dell’Antico Palazzo dei Vescovi
Dal 19 dicembre 2025
MATERIALI STAMPA
A Pistoia si è aperto il nuovo percorso archeologico del Museo dell’Antico Palazzo dei Vescovi, a conclusione di un intervento di restauro e riallestimento sostenuto da Fondazione Caript, che rende fruibili gli spazi sotterranei dello storico edificio, ampliando l’offerta museale.
Realizzato da Fondazione Pistoia Musei, sotto la direzione di Monica Preti e con la curatela di Cristina Taddei, conservatrice archeologa, il progetto rappresenta uno degli interventi più significativi e innovativi degli ultimi anni. Questa inaugurazione costituisce un ulteriore capitolo nel progetto di restauro e rinnovamento degli allestimenti museali presenti nell’edificio medievale, un luogo che ha accompagnato, con le sue trasformazioni, la storia millenaria di Pistoia intrecciando epoche e comunità diverse attraverso il suo patrimonio di opere e memorie.
Una delle novità è la Sala introduttiva, pensata come prologo alla visita del museo. La sala presenta la storia del palazzo e delle sue collezioni – consultabile attraverso un tavolo multimediale interattivo – e ospita un focus su due sculture antiche, esemplari delle molteplici vicende di cambiamento e trasformazione di uso, provenienza e significati che caratterizzano le opere del passato.
Il nuovo percorso archeologico è arricchito dal progetto multimediale Pistoia Moving Stories, realizzato con NANOF / Filippo Garzella e Filippo Macelloni, vincitore del bando TOCC/PNRR e riconosciuto con il Premio Digitale EssilorLuxottica.
Pistoia Moving Stories introduce strumenti digitali avanzati, tra cui modelli 3D del palazzo e di alcuni manufatti selezionati, affiancati da narrazioni interattive fruibili su tablet in formato scrollytelling, che integrano testi, immagini, video, realtà aumentata e ricostruzioni. Il percorso multimediale è completato da ambienti sonori originali, creati da Marco Bianchi Bandinelli (2eMMe studio). La produzione dei contenuti digitali è stata sviluppata anche con il contributo dell’Università di Genova, responsabile dello studio e del rilievo tridimensionale del palazzo e dei reperti.
Informazioni: www.pistoiamusei.it
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DEBORA HIRSCH
Vanishing Trees
Milano, Palazzo Citterio | Ledwall
15 gennaio – 15 aprile 2026
MATERIALI STAMPA
Dal 15 gennaio al 15 aprile 2026, sul grande ledwall al piano terra di Palazzo Citterio a Milano, Debora Hirsch presenta Vanishing Trees, una installazione site-specific, a cura di Clelia Patella, un progetto di Palazzo Citterio e MNAD – Museo Nazionale dell’Arte Digitale, in collaborazione con l’Orto Botanico di Brera dell’Università degli Studi di Milano e con il supporto scientifico del New York Botanical Garden, che intreccia arte digitale, scienza e memoria.
L’opera reinterpreta, attraverso tecnologie generative, le immagini di tre alberi che sono in via di estinzione in natura – Ginkgo biloba, Pterocarya fraxinifolia e Torreya taxifolia -, custoditi dall’Orto Botanico di Brera e classificati dalla IUCN, trasformandoli in presenze vive, testimoni di un mondo che resiste al tempo e all’oblio.
Il lavoro nasce come un’installazione digitale, ma la sua vera forza motrice è la memoria che la anima e la trasforma in esperienza. Le immagini si formano e si dissolvono come cicli naturali, evocando la continuità tra crescita e scomparsa. La lente digitale amplifica la memoria, traducendo l’eredità biologica e simbolica del passato in una lingua del presente.
Le forme vegetali diventano nel lavoro dell’artista presenze sospese tra tempo vitale e tempo storico, evocando una dimensione quasi archetipica, dove l’albero viene innalzato a icona silenziosa di resistenza.
Nel video gli alberi si esprimono in prima persona, “parlano”, attraverso i testi di Lucas Mertehikian, studioso con cui Hirsch ha sviluppato la sua ricerca nell’ambito delle Plant Humanities. In questo modo l’artista sostituisce il punto di vista umano con quello della natura, è un gesto radicale e insieme compassionevole, per riconoscerle il valore fondamentale che le spetta e che l’uomo le ha tolto.
In questo monologo la tecnologia diventa linguaggio di risonanza e mezzo attraverso cui la materia vegetale riacquista coscienza e voce.
In dialogo con l’Orto Botanico di Brera e il New York Botanical Garden, Debora Hirsch, un’artista visiva il cui lavoro si concentra sulla preservazione della biodiversità e sulle specie a rischio di estinzione, traduce le sue ricerche di archivi storici in una narrazione visiva che riflette sulla perdita di biodiversità come crisi della memoria collettiva.
Informazioni: www.palazzocitterio.org
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IL BIANCO E NERO
I tempi dello sguardo. 90 anni di fotografia italiana in due atti
Milano, The Pool NYC | Palazzo Fagnani Ronzoni
16 gennaio – 28 febbraio 2026
MATERIALI STAMPA
Dal 16 gennaio al 28 febbraio 2026, THE POOL NYC in Palazzo Fagnani Ronzoni a Milano (via Santa Maria Fulcorina, 20), presenta il secondo capitolo del format I tempi dello sguardo. 90 anni di fotografia italiana in due atti, che ripercorre la storia della fotografia italiana, dal Futurismo alla grande stagione del Neorealismo, dalle ricerche concettuali all’esperienza fondamentale di Viaggio in Italia ideata da Luigi Ghirri.
Dopo l’appuntamento dedicato a quei maestri che hanno avuto nell’uso del colore una delle loro cifre più caratteristiche, ecco quello che propone le opere di autori che si sono distinti nell’utilizzo del bianco e nero.
Il percorso espositivo, composto da 80 fotografie di 28 maestri italiani e internazionali, prende avvio dal Futurismo di Renato Di Bosso, seguito dal Neorealismo di Alfredo Camisa, passando per le sperimentazioni formali del primo Mario De Biasi, quindi, approdando agli straordinari capitoli del realismo astratto e magico di Mario Giacomelli, in cui le colline e i campi coltivati delle Marche sono ridotti a segni grafici, come se il risultato finale fosse prodotto dal bulino di un incisore e non dall’obiettivo e di Antonio Biasiucci, che esplora le tracce della cultura contadina nel sud Italia, dove riti e memorie diventano oggetto da interrogare, in un dialogo crudo e spirituale con l’identità collettiva.
Franco Vaccari trasforma il banale in significativo, il marginale in poetico, e il quotidiano in arte. La sua fotografia è un manifesto che anticipa molte delle riflessioni contemporanee sull’arte partecipativa, sulla fotografia come documento, e sull’identità collettiva.
Mario Cresci cattura l’essenza della memoria e dell’identità, con uno sguardo che attraversa paesaggi e interni popolari, traducendo in immagini le tracce sottili di culture sospese tra tradizione e mutamento. Luigi Erba lavora per ripetizione e variazione, costruendo griglie sottili in cui lo spazio si sfalda in segni minimi che rimandano a un reale ormai lontano.
Anche per questo secondo episodio, si instaurerà un dialogo con fotografi internazionali, tra cui Elliott Erwitt, Jan Groover, Horst P. Horst, Michael Kenna, William Klein, Minor White.
Informazioni: www.thepoolnewyorkcity.com
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MAURIZIO CANNAVACCIUOLO
Promenade
Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
19 gennaio – 1° marzo 2026
MATERIALI STAMPA
Dal 19 gennaio al 1° marzo 2026, la GNAMC | Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma, accoglie Promenade la personale di Maurizio Cannavacciuolo (Napoli, 1954), che si inserisce nella scia delle esposizioni legate alle donazioni d’artista.
Allestita all’inizio del percorso della collezione permanente della GNAMC, nella sala dedicata alle novità, la mostra è curata da Marco Tonelli con Angelo Bucarelli e organizzata con il sostegno della Galleria Giampaolo Abbondio (Milano/Todi), e di Open Capital.
L’artista presenta al pubblico un’installazione composta da 4 grandi oli su tela in bianco e nero, davanti ai quali si trovano altrettanti vasi dipinti in ceramica, tutti realizzati tra il 2018 e il 2022.
L’esposizione propone Excelsior (2018) e Hungry Angry Bird (2019), entrambe di 2 metri di altezza per 3 di larghezza, ai quali si aggiunge la monumentale Ophtalmosaurus fugax (2018) che misura quasi 10 metri di larghezza per 2 di altezza. L’opera raffigura una sorta di sfilata regale bizantina, una passeggiata (di qui il titolo del progetto, Promenade) in un giardino magico dai sentieri interrotti, una zona di libero scambio semantico dove segnali e rebus visivi di ogni tipo (optical, illusionistici, ornamentali, volti umani e autoritratti dello stesso artista) sembrano comporre un frastagliato mosaico e indicare una via che non va in realtà in nessuna direzione.
A queste si aggiunge Metempsychosis, Circle Song Seven del 2023 (2×2 metri) che, al termine della rassegna, sarà donata allo Stato e entrerà a far parte della collezione permanente della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea.
Quasi a ricreare una sorta di piccolo shock visivo, tipico delle iconografie e degli accostamenti non lineari di Maurizio Cannavacciuolo, ai dipinti in bianco e nero fanno da contrappunto quattro vasi in ceramica smaltata, dai colori sgargianti e accesi, dal titolo Be very happy! (2022), alti poco più di un metro, realizzati da Davide Servadei presso la Ceramica Gatti di Faenza.
Informazioni: gnamc.cultura.gov.it
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LIBERTY
L’arte dell’Italia moderna
Brescia, Palazzo Martinengo
24 gennaio – 14 giugno 2026
MATERIALI STAMPA
Dal 24 gennaio al 14 giugno 2026, Palazzo Martinengo a Brescia ospita un’ampia retrospettiva dedicata al Liberty, una tendenza stilistica, diffusasi tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, tra gli ambienti artistici internazionali, che influenza diversi ambiti creativi e produttivi: pittura, scultura, architettura, grafica, moda, fotografia, arti applicate e perfino il nascente mondo del cinema.
L’esposizione, curata da Manuel Carrera, Davide Dotti, Anna Villari, organizzata dall’Associazione Amici di Palazzo Martinengo, col patrocinio della Provincia di Brescia, del Comune di Brescia e della Fondazione Provincia di Brescia Eventi, s’inserisce nel filone d’indagine, promosso dall’Associazione Amici di Palazzo Martinengo, sulle espressioni artistiche fiorite a cavallo dei secoli XIX e XX e prosegue cronologicamente il percorso intrapreso lo scorso anno con la fortunata rassegna dedicata alla Belle Époque, visitata da oltre 75.000 persone.
La mostra presenta una selezione di oltre cento capolavori, provenienti da collezioni private, e quindi poco note al pubblico, e da importanti istituzioni museali quali la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, la Galleria Nazionale di Parma e i Musei Civici di Udine.
Il percorso espositivo, articolato in otto sezioni tematiche, si dipana tra i dipinti di Vittorio Matteo Corcos, Gaetano Previati, Plinio Nomellini, Ettore Tito, Amedeo Bocchi, Cesare Tallone e altri ancora, e le sculture in bronzo e in marmo di Edoardo Rubino, Leonardo Bistolfi e Libero Andreotti. Sarà inoltre possibile comprendere il clima artistico e culturale dell’Italia Liberty grazie alla selezione di elegantissimi abiti femminili realizzati negli atelier dei sarti più famosi, di coloratissime affiches che pubblicizzavano grandi magazzini di moda, liquori, giornali, spettacoli teatrali e località turistiche, disegnati da insigni illustratori come Giovanni Battista Carpanetto, Leonardo Dudovich, Leopoldo Metlicovitz, e di raffinatissime ceramiche artistiche dai decori ispirati alla natura, figlie della geniale creatività di Galileo Chini.
Informazioni: www.mostraliberty.com
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GIOVANNI GASTEL. REWIND
Milano, Palazzo Citterio
30 gennaio – 26 luglio 2026
MATERIALI STAMPA
Dal 30 gennaio al 26 luglio 2026, Palazzo Citterio a Milano rende omaggio a Giovanni Gastel (Milano, 1955-2021), uno dei maestri della fotografia contemporanea, e alla sua parabola artistica.
La mostra, curata da Uberto Frigerio, realizzata da La Grande Brera con l’Archivio Giovanni Gastel, in collaborazione con l’Agenzia Guardans-Cambó, si presenta come un viaggio emotivo e immersivo che consente di rivedere la sua intera carriera da una nuova prospettiva, non cronologica ma tematica, poetica e profondamente personale.
Il suo stile si è distinto per una visione unica, filtrata dalla sua interiorità; tra i pochissimi fotografi italiani a sperimentare la post-produzione digitale fin dagli anni ’90, Gastel ha saputo unire artigianalità e innovazione, analogico e digitale, trasformando la fotografia in un linguaggio riconoscibile.
Il percorso espositivo, allestito da Gianni Fiori, si sviluppa all’interno di Palazzo Citterio attraverso oltre 250 immagini, dalle prime copertine di moda del 1977 agli still life più innovativi, dalle campagne che hanno segnato la storia della moda fino ai ritratti di figure iconiche del nostro tempo, a cui si aggiungono oggetti personali e strumenti di lavoro.
Per la prima volta, una mostra proporrà alcuni dei suoi scritti e delle sue poesie, che sono state da sempre parti integranti del suo immaginario.
La rassegna è anche l’occasione per riaffermare il rapporto che ha legato Gastel alla sua città. Milano, infatti, non è semplicemente lo sfondo della sua storia professionale ma una vera e propria matrice culturale, familiare, sociale e creativa che ne ha forgiato lo stile e lo sguardo.
Informazioni: www.palazzocitterio.org
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ARTE VIVA.
PROCESSI PERFORMATIVI E PARTECIPATIVI COME PRATICA
XXVIII Edizione Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate.
Gallarate (VA), Museo MA*GA
31 gennaio – 5 ottobre 2026
MATERIALI STAMPA
Dal 31 gennaio al 5 ottobre 2026, al Museo MA*GA di Gallarate (VA) si tiene la XXVIII Edizione Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate, dal titolo Arte viva. Processi performativi e partecipativi come pratica.
La rassegna presenta le opere di cinque artisti – Allison Grimaldi Donahue, Francesco Fonassi, Francesca Grilli, Beatrice Marchi, Martina Rota – che si esprimono attraverso linguaggi performativi capaci di coinvolgere la parola, il corpo, il suono, l’altro. Pratiche che assumono una dimensione processuale e relazionale, interrogando i confini dell’opera e il ruolo stesso del pubblico.
La proposta curatoriale voluta da Eva Fabbris (direttrice del Madre – Museo d’arte contemporanea Donnaregina di Napoli), Lorenzo Balbi (direttore del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna) e Caterina Riva (direttrice del MACTE – Museo di Arte Contemporanea di Termoli (CB), introduce al MA*GA pratiche artistiche dinamiche, contribuendo all’incontro tra linguaggi vivi e performativi e le convenzioni di spazio e tempo proprie dell’istituzione museale, con l’intenzione di includerli nella collezione permanente.
Il progetto fa parte del palinsesto dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, il programma multidisciplinare, plurale e diffuso che animerà l’Italia per promuovere i valori Olimpici attraverso la cultura, il patrimonio e lo sport, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici che l’Italia ospiterà rispettivamente dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026.
Il premio riflette e include alcuni aspetti essenziali dei valori olimpici, tra cui il rispetto e l’universalità, promovendo principi come la sostenibilità e l’accessibilità mettendo al servizio delle comunità la cultura e le arti tanto quanto lo sport.
Informazioni: www.museomaga.it
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METAFISICA/METAFISICHE
WILLIAM KENTRIDGE
MORE SWEETLY PLAY THE DANCE AND REMEMBERING MORANDI
Milano, Palazzo Citterio
6 febbraio – 5 aprile 2026
MATERIALI STAMPA
Dal 6 febbraio al 5 aprile 2026, la Sala Stirling in Palazzo Citterio a Milano accoglie l’installazione video di William Kentridge More Sweetly Play the Dance insieme con un progetto inedito dedicato a Giorgio Morandi, Remembering Morandi.
L’iniziativa è parte del programma espositivo curato da Vincenzo Trione che accompagna la mostra di Palazzo Reale Metafisica/Metafisiche, in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Milano Cortina 2026 e mette in dialogo i maestri della Metafisica con gli “eredi” internazionali e con gli “allievi” del XX e XXI secolo, lungo un unico percorso espositivo che lega Palazzo Reale, Museo del Novecento, Gallerie d’Italia e La Grande Brera.
L’intervento di Kentridge si articola in due momenti: una videoinstallazione sonora e una sequenza di sculture in cartone, che reinterpreta poeticamente gli oggetti d’uso quotidiano, protagonisti delle nature morte di Morandi. Un modo per avviare un dialogo ideale con le opere metafisiche del maestro bolognese conservate a Palazzo Citterio.
Noto per le sue esplorazioni intermediali, William Kentridge riflette sulla poetica morandiana attraverso un linguaggio che evoca la tensione tra staticità, silenzio e temporalità.
Il progetto per la sala Stirling è concepito in stretta connessione con la mostra di Palazzo Reale, dove sono esposti precedenti e consapevoli omaggi di Kentridge a Morandi, come il film d’animazione Medicine Chest (2001) e i disegni a carboncino su carta Medicine Chest (Portrait of a Man), Drawing for Medicine Chest (Empty Pool), e Medicine Chest (Cat and the Bird) (2001).
Informazioni: www.palazzocitterio.org
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BEATO ANGELICO NEGLI OCCHI DI BARTHOLOMÄUS SPRANGER.
Giudizi Universali a confronto
Musei Reali di Torino | Galleria Sabauda, Spazio Scoperte
6 febbraio – 3 maggio 2026
MATERIALI STAMPA
Dal 6 febbraio al 3 maggio 2026, i Musei Reali di Torino nello Spazio Scoperte della Galleria Sabauda ospita la mostra dossier Beato Angelico negli occhi di Bartholomäus Spranger. Giudizi Universali a confronto.
L’esposizione tematica propone, per la prima volta, un confronto diretto tra la straordinaria e pionieristica invenzione iconografica, elaborata da Beato Angelico intorno al 1425-1428, per la rappresentazione del Giudizio Universale nella celebre tavola oggi conservata al Museo di San Marco — eccezionalmente concessa in prestito dalla Direzione Regionale Musei Nazionali Toscana, nell’ambito delle relazioni culturali e di scambio tra musei del Sistema museale nazionale del Ministero della cultura — e l’opera appartenente alle collezioni della Galleria Sabauda, eseguita dal pittore fiammingo Bartholomäus Spranger tra il 1570 e il 1571 per papa Pio V. Quest’ultima, dichiaratamente ispirata al modello di Beato Angelico, consente di indagare le modalità di ricezione, reinterpretazione e trasmissione di un prototipo figurativo di grande fascino, mettendo in luce continuità e trasformazioni del tema tra primo Rinascimento e Manierismo maturo.
La rassegna si tiene in occasione del rientro ai Musei Reali della tavola di Fra Giovanni da Fiesole raffigurante la Madonna dell’Umiltà, concessa in prestito alla mostra monografica Beato Angelico (Firenze, Palazzo Strozzi e Museo di San Marco, 26 settembre 2025 – 25 gennaio 2026).
Informazioni: https://museireali.beniculturali.it/
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JACK VETTRIANO
Roma, Palazzo Velli
12 febbraio – 5 luglio 2026
MATERIALI STAMPA
Dal 12 febbraio al 5 luglio 2026, Palazzo Velli a Roma accoglie una retrospettiva dedicata a Jack Vettriano (1951-2025), artista scozzese da poco scomparso, molto amato e apprezzato dal pubblico italiano e internazionale per le sue opere dal gusto cinematografico e malinconico.
La mostra, curata da Francesca Bogliolo, organizzata da Chiara Campagnoli, Deborah Petroni e Rubens Fogacci di Pallavicini s.r.l., in collaborazione con Jack Vettriano Publishing, propone oltre 80 opere, tra cui nove olii su tela, una serie di lavori su carta museale a tiratura unica, il ciclo di fotografie scattate nello studio dell’artista da Francesco Guidicini, ritrattista ufficiale del Sunday Times, le cui creazioni sono presenti alla National Portrait Gallery di Londra e un video in cui Vettriano parla di sé e della sua evoluzione stilistica.
La vicenda di Jack Vettriano, all’anagrafe Jack Hoggan, sembra uscita dalle pagine di un romanzo vittoriano. Nato nella contea di Fife, sulla costa scozzese del Mare del Nord, in una famiglia legata all’estrazione del carbone, Hoggan inizia a lavorare precocemente, fin dai dieci anni, per contribuire alle finanze familiari e a 16 anni lascia la scuola per impiegarsi come apprendista tecnico minerario.
Solo a ventun anni comincia a dipingere da autodidatta, dopo aver ricevuto un set di pennelli e acquerelli in regalo per il suo compleanno. Quasi quindici anni più tardi, nel 1988, riesce a esporre in un ambiente artistico professionale, alla Royal Scottish Academy a Edimburgo; durante questa sua mostra d’esordio, nel primo giorno d’esposizione, entrambi i suoi dipinti sono venduti.
Trasferitosi a Edimburgo, assume il nome d’arte Vettriano, mutuato dal cognome della madre, figlia di un emigrante italiano della provincia di Frosinone.
La sua carriera, osteggiata dalla critica d’arte ufficiale, che probabilmente non gli perdonava la sua formazione da autodidatta e che lo accusava di riproporre una estetica leggera, ha avuto tuttavia grande successo tra gli appassionati di pittura che gli riconoscono una grande capacità di creare atmosfere evocative in grado di suscitare emozioni intense e l’abilità nel catturare momenti di elevata sensualità.
A testimonianza dell’apprezzamento del pubblico, uno dei suoi lavori più famosi, Il maggiordomo che canta (The singing butler), nel 2004, è stato battuto da Sotheby’s per quasi 750.000 sterline. La scena raffigura una coppia danzante, che si muove in modo leggiadro sulla battigia in una giornata uggiosa e ventosa, protetta dagli ombrelli aperti da una cameriera e da un maggiordomo che, nell’immaginazione di Vettriano, intona la melodia di Fly me to the moon di Frank Sinatra.
Informazioni: https://www.palazzopallavicini.com/
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RUTH ORKIN.
The Illusion of Time
Bologna, Palazzo Pallavicini
5 marzo – 19 luglio 2026
MATERIALI STAMPA
Dal 5 marzo al 19 luglio 2026, Palazzo Pallavicini a Bologna ospita un’antologica dedicata a Ruth Orkin (1921-1985), fotoreporter, fotografa e regista statunitense, tra le più rilevanti del XX secolo.
L’esposizione, curata da Anne Morin, organizzata da Pallavicini srl di Chiara Campagnoli, Deborah Petroni e Rubens Fogacci con il coordinamento testi di Francesca Bogliolo, in collaborazione con diChroma photography, patrocinata dal Comune di Bologna, dalla FIAF Federazione Italiana Associazioni Fotografiche e AIRF Associazione Italiana Reporters Fotografi, presenta 187 fotografie, due macchine fotografiche e alcuni importanti documenti, che ripercorrono la traiettoria di una delle personalità più importanti della fotografia del XX secolo e ne considerano il ruolo cruciale nella storia di questo genere espressivo.
Per Ruth Orkin, la narrazione visiva si costruisce attraverso una successione dinamica di immagini, caratteristica che si riscontra nell’affascinante serie Road Movie, realizzata nel 1939 durante il viaggio in bicicletta da Los Angeles a New York.
L’influenza del cinema è altrettanto evidente nella serie Dall’alto, nella quale Orkin osserva e cattura la vita quotidiana dalla finestra, trasformando la strada in un palcoscenico spontaneo. I soggetti, inconsapevoli del proprio ruolo, diventano protagonisti di una narrazione scandita da alternanze di movimento e immobilità, conferendo al racconto una fluidità magnetica. Altrettanto ammalianti per lo sguardo i ritratti di personalità celebri come Albert Einstein, Marlon Brando, Robert Capa, Alfred Hitchcock, Orson Welles: immagini che mostrano in modo emblematico la sua capacità di narrare persone e ambienti con grande immediatezza ed efficacia espressiva.
Oggi il lavoro di Ruth Orkin, riconosciuta come una delle più importanti fotoreporter del Novecento, viene riscoperto e riletto alla luce di una nuova prospettiva critica, restituendo piena attualità e valore a una produzione che ha segnato la storia della fotografia.
Informazioni: https://www.palazzopallavicini.com/
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ETTORE SOTTSASS.
Io sono un architetto
Pistoia, Palazzo Buontalenti
6 marzo – 26 luglio 2026
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Il 2026 confermerà la visione progettuale di Fondazione Caript e Fondazione Pistoia Musei, rivolta anche all’arte contemporanea: la grande mostra del nuovo anno avrà come protagonista Ettore Sottsass (1917-2007), pittore, grafico, fotografo, figura cardine del design e dell’architettura italiana del Novecento, che ha attraversato l’intero secolo con uno sguardo sempre critico, apparentemente disincantato, ma partecipe e sensibile ai cambiamenti in atto nella società.
La mostra dal titolo Io sono un architetto. Ettore Sottsass, a Palazzo Buontalenti Dal 6 marzo al 26 luglio 2026, è curata da Enrico Morteo, organizzata da Fondazione Pistoia Musei ed Electa, e vede la collaborazione di archivi e centri di ricerca quali CSAC Parma, Archivio Museo Bitossi e Centro Studi Poltronova. L’esposizione, costruita attorno al ricco fondo che l’architetto affidò al CSAC di Parma, rilegge criticamente un trentennio di attività, dall’immediato dopoguerra ai primi anni Settanta. Particolare attenzione sarà data al legame con la Toscana e con le realtà artigianali e industriali che vi si sono sviluppate e affermate, dalle ceramiche realizzate con Aldo Londi a Montelupo Fiorentino alle esperienze con Sergio Cammilli e Poltronova ad Agliana.
Attraverso disegni, fotografie, ceramiche, oggetti e documenti d’archivio – molti dei quali esposti per la prima volta – Io sono un architetto restituisce l’evoluzione di un pensiero che, segnato dalla disillusione nei confronti della società del progresso, cerca nella forma, nel colore e nella luce la possibilità di un nuovo umanesimo del progetto.
Informazioni: www.pistoiamusei.it
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GIOTTO E SAN FRANCESCO
Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento
Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria
14 marzo – 14 giugno 2026
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L’Umbria celebra l’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi con un grande evento espositivo, in programma dal 14 marzo al 14 giugno 2026 alla Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia.
La mostra, dal titolo GIOTTO e san Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento, curata da Veruska Picchiarelli ed Emanuele Zappasodi, si sofferma sul momento epocale in cui il carisma di Francesco incontra il genio di Giotto per dare vita a una rivoluzione che segna la nascita dell’arte moderna; nell’ultima parte del Duecento, infatti, si assiste al passaggio da un linguaggio forbito e stilizzato, in debito con la tradizione bizantina, della cosiddetta “maniera greca”, alla rivoluzione figurativa promossa dal maestro fiorentino, capace di imbrigliare e restituire la realtà e i suoi affetti con una coerenza e una credibilità fino ad allora del tutto inedite.
Questo trapasso si consumò nel cantiere della Basilica superiore di San Francesco ad Assisi a partire dal 1288; ed è proprio nella cittadina umbra che il giovane Giotto, prima nelle Storie di Isacco e poi nella Legenda francescana, aprì la strada a un codice nuovo, destinato a modificare nel profondo l’arte italiana del Trecento, presto recepito dai maestri attivi in Umbria.
La centralità di Assisi e della “fabbrica” francescana rimase intatta ancora per alcuni anni, grazie alla presenza di maestri come i senesi Simone Martini, impegnato nella cappella di San Martino e nel transetto destro della chiesa inferiore, e Pietro Lorenzetti, al lavoro nelle Storie della Passione del transetto sinistro, o il Maestro di Figline, responsabile della decorazione della sagrestia e di alcune vetrate nella basilica francescana.
La mostra documenterà tutta questa straordinaria stagione, attraverso oltre 60 opere, realizzate dai suoi protagonisti più rappresentativi, quali Giotto, Simone Martini e Pietro Lorenzetti, negli anni in cui furono attivi sui ponteggi della Basilica francescana, e darà conto della viva suggestione esercitata sugli artisti locali, capaci di reagire prontamente, con originalità, al loro esempio. Sarà altresì un’occasione unica per valorizzare la grande tradizione artistica dell’Umbria, estendendo lo sguardo su un patrimonio diffuso in tutto il territorio regionale, fino alle località più remote.
Informazioni: www.gallerianazionaledellumbria.it
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BRUCE GILDEN
A closer look
Brescia, Museo di Santa Giulia
Fine marzo – fine agosto 2026
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Da fine marzo a fine agosto, a Brescia, nell’ambito della IX edizione del Brescia Photo Festival, Fondazione Brescia Musei e Comune di Brescia rendono omaggio a Bruce Gilden (New York, 1946), uno dei pionieri della street photography, membro effettivo dell’agenzia Magnum Photos, con un unico progetto composto da due mostre.
Al Museo di Santa Giulia si terrà A closer look, la prima monografica di Gilden in Italia, a cura di Denis Curti, mentre alla Pinacoteca Tosio Martinengo, la rassegna Grace / Grazia. Bruce Gilden per Raffaello, nella quale sarà esposto il dittico fotografico, commissionato dai Musei Civici di Brescia al fotografo newyorkese, che reinterpreta la “grazia”, esemplificata dalle due opere di Raffaello, attualmente in prestito alla mostra Raffaello: Sublime Poetry al Metropolitan di New York: un’operazione culturale sostenuta dal bando Strategia Fotografia 2025.
L’iniziativa è la seconda tappa della trilogia Americana. Un’antologia per immagini, intrapresa nel 2025 con Joel Meyerowitz. A sense of wonder: Fotografie 1962-2022, per la cura di Denis Curti.
Il Brescia Photo Festival è promosso da Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei, in collaborazione con Cavallerizza – Centro della Fotografia Italiana, con la curatela artistica di Renato Corsini.
Informazioni: www.bresciamusei.com/
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NOSTALGIA DEL SUD.
Artisti tedeschi in Italia 1865-1915
Ascona (Svizzera), Museo Castello San Materno
26 aprile – 26 agosto 2026
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Nel XIX secolo l’Italia è considerata una meta ambita dagli artisti di tutta Europa, affascinati dai suoi tesori artistici unici, risalenti dall’antichità al barocco, dai suoi paesaggi variegati e dalla sua incomparabile luce mediterranea. La vita semplice e genuina della popolazione rappresenta per gli artisti una valida alternativa all’industrializzazione e alle tensioni politiche che caratterizzano il mondo a nord delle Alpi.
La mostra Nostalgia del sud – Artisti tedeschi in Italia 1865-1915, allestita al Museo Castello San Materno ad Ascona (Svizzera), dal 26 aprile al 26 agosto 2026, presenta 40 opere, tra disegni, dipinti e sculture, di artisti germanofoni che hanno vissuto e lavorato in Italia tra il 1865 e il 1915.
Mentre Otto Greiner, Adolf Hirémy-Hirschl o Sigmund Lipinsky reinterpretano soggetti e ideali classici, Oswald Achenbach e Ludwig Passini si dedicano all’amenità di paesaggi e città, da Venezia a Roma fino a Napoli.
Anche brevi soggiorni lasciano tracce evidenti nelle opere di alcuni artisti: quelle di Anton von Werner, Adolph von Menzel o August Gaul testimoniano infatti il loro intramontabile entusiasmo per il Belpaese.
I lavori, provenienti da una collezione privata tedesca, esposti per la prima volta al pubblico, documentano la molteplicità di stili e temi di questa generazione di artisti e raccontano di un’epoca ricca di cambiamenti, in cui le tradizioni accademiche incontrarono nuove modalità espressive, e restituiscono ancora oggi la ricerca di una bellezza senza tempo.
Informazioni: www.museoascona.ch
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PALADINO
Milano, Palazzo Citterio | Sala Stirling
14 maggio – 26 luglio 2026
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Dopo la personale di Palazzo Reale del 2011, Mimmo Paladino (Paduli, BN, 1948) torna in un’istituzione pubblica milanese con un progetto, curato da Lorenzo Madaro, realizzato in collaborazione con l’Archivio Paladino appositamente pensato per la Sala Stirling di Palazzo Citterio a Milano.
Dal 14 maggio al 26 luglio 2026, la mostra, dal titolo Paladino, presenta sei scudi monumentali che occupano lo spazio, creando un possibile labirinto di forme e immagini che appaiono e scompaiono sulla superficie materica delle sculture. Al loro interno, questi scudi accolgono segni, tracce, teste, numeri, forme arcaiche che evidenziano il rapporto dell’artista – tra i protagonisti della scena italiana e internazionale sin dai primi Ottanta – con una cultura mediterranea costantemente ripensata in un alfabeto di immagini su cui lavora da quel decennio.
Il percorso espositivo propone, inoltre, una selezione ragionata di grandi disegni del 1973, quando Paladino, all’epoca venticinquenne, inizia a sperimentare nuove possibilità di ricerca, guardando al disegno e al colore come una possibile via espressiva lontana dal concettuale all’epoca ancora in auge.
Informazioni: www.palazzocitterio.org
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GIOVANNI AGOSTINO DA LODI
Milano, Pinacoteca di Brera
26 maggio – 30 agosto 2026
MATERIALI STAMPA
Dal 26 maggio al 30 agosto 2026, la Pinacoteca di Brera a Milano ospita la prima mostra mai dedicata a Giovanni Agostino da Lodi, uno degli artisti più originali attivi in Italia nei decenni a cavallo del 1500.
L’esposizione è a cura di Maria Cristina Passoni, Cristina Quattrini; il comitato scientifico è composto da Alessandro Ballarin, Francesco Frangi, Mauro Natale, Maria Cristina Passoni, Cristina Quattrini, Edoardo Rossetti, Marco Tanzi.
La vicenda di questo autore, misteriosa per la scarsità di dati biografici, si svolse tra la fine del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento, in un quadro di fitte relazioni artistiche fra Milano e Venezia.
È un percorso che si ricostruisce soprattutto per via stilistica, attraverso i confronti con i grandi maestri che Giovanni Agostino poté osservare rielaborandone le influenze in modo assolutamente personale: Bramantino e Leonardo sul versante milanese, Alvise Vivarini, Giovanni Bellini, Boccaccio Boccaccino, Giorgione e Albrecht Dürer su quello veneziano, artisti dei quali saranno presenti in mostra varie opere con prestiti dall’Italia e dall’estero.
Pittore raffinato e bizzarro, Giovanni Agostino riemerse negli studi all’inizio del Novecento, dapprima con il nome convenzionale di Pseudo Boccaccino coniato da Wilhelm von Bode, che nel 1900 gli restituì varie opere precedentemente riferite al cremonese Boccaccio Boccaccino. Nonostante la firma nel cosiddetto Doppio ritratto di Brera, reso noto nel 1912 da Francesco Malaguzzi Valeri, la sua si rivelò una vicenda critica a lungo controversa, fino al riconoscimento della sua statura sancito da ricerche della fine del secolo scorso.
Scopo della mostra è presentare al pubblico un artista finora conosciuto e amato soprattutto dagli addetti ai lavori, contestualizzando la sua opera in un momento chiave del Rinascimento in Italia settentrionale.
Informazioni: www.pinacotecabrera.org
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Qui e altrove.
GLI AMBIENTI DI PAOLO SCHEGGI 1964 – 1971
Gallarate (VA), Museo MA*GA
23 maggio – 11 ottobre 2026
MATERIALI STAMPA
Dal 23 maggio all’11 ottobre 2026, il MA*GA di Gallarate (VA) ospita una mostra dedicata a Paolo Scheggi (1940-1971), uno dei protagonisti internazionali delle indagini sperimentali degli anni Sessanta, erede dello Spazialismo e tra i fondatori della pittura monocroma e oggettuale.
L’esposizione, curata da Emma Zanella, direttrice del MA*GA e da Ilaria Bignotti, curatrice scientifica dell’Archivio Scheggi, realizzata in collaborazione con l’Associazione Paolo Scheggi dai cui provengono le opere e i documenti letterari e iconografici esposti, celebra l’ingresso dell’opera del maestro toscano dal titolo Struttura modulare (1967), nelle collezioni permanenti del Museo MA*GA, reso possibile grazie alla vincita del bando indetto da PAC-Piano per l’Arte Contemporanea 2025 della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
La rassegna, che si tiene in contemporanea a un’analoga iniziativa riservata a Vincenzo Agnetti, si rivolge a un aspetto preciso e fondamentale della ricerca di Scheggi, ovvero l’integrazione plastica all’architettura, declinatasi in progetti di ambienti vivibili e percorribili realizzati tra il 1964 e il 1971, anno della sua prematura scomparsa.
La mostra rappresenta dunque un’occasione imperdibile e inedita, immersiva e coinvolgente per scoprire sia la peculiare concezione di spazio in Paolo Scheggi, uno spazio inteso come motore di esperienza e contemplazione connesso a una precisa idea di tempo quale laboratorio di sperimentazione della percezione e luogo di congiunzione tra un passato archetipico e un futuro profetico, sia la sua elaborazione di un linguaggio mitico-politico.
Informazioni: www.museomaga.it
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Ovunque lo accompagnava il racconto.
VINCENZO AGNETTI E LE TRACCE FOTOGRAFICHE
Gallarate (VA), Museo MA*GA
23 maggio – 11 ottobre 2026
MATERIALI STAMPA
A seguito della vittoria del bando “Strategia Fotografia 2025” della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, il MA*GA di Gallarate (VA) acquisisce una serie di opere di Vincenzo Agnetti (1926-1981) dal titolo Dopo le Grandi Manovre.
Per approfondire questo importante ampliamento della collezione, il museo gallaratese presenta, dal 23 maggio all’11 ottobre 2026, una mostra dedicata a Vincenzo Agnetti, maestro concettuale italiano, nell’anno del centenario della sua nascita, che si tiene in contemporanea a un’analoga iniziativa riservata a Paolo Scheggi.
Il progetto espositivo, curato da Alessandro Castiglioni, vicedirettore del MA*GA, nasce da uno stretto dialogo con l’Archivio dell’artista e pone l’attenzione sullo specifico interesse di Agnetti per la fotografia concettuale e per una pratica che mette al centro la capacità narrativa del frammento fotografico, della sua decontestualizzazione e ricontestualizzazione, l’attraversamento della storia e dei media, il dialogo con la letteratura e con la tecnologia.
Informazioni: www.museomaga.it
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ARCHIVIFUTURI
Festival Archivi del Contemporaneo – V edizione
Gallarate (VA) e sedi varie
5-21 giugno 2026
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Dal 5 al 21 giugno 2026, in un territorio compreso tra l’alto milanese e la provincia di Varese, fino ai laghi e il confine svizzero, torna l’appuntamento con ARCHIVIFUTURI. Festival degli Archivi del Contemporaneo, giunto alla sua quinta edizione, che presenta un programma articolato di mostre, aperture straordinarie e appuntamenti musicali e educativi, realizzati dai 20 partner della rete Archivi del Contemporaneo
Il Museo MA*GA e l’Associazione Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate ETS dedicano i tre giorni inaugurali (5-7 giugno) alle arti performative, ponendo al centro il tema della performance come pratica artistica e come strumento di attivazione del patrimonio.
A partire dal 5 giugno, in occasione della Notte degli Archivi 2026 promossa da Archivissima, gli artisti protagonisti della mostra Arte viva, in programma al MA*GA dal 31 gennaio all’11 ottobre 2026 – Allison Grimaldi Donahue, Francesco Fonassi, Francesca Grilli, Beatrice Marchi e Martina Rota – terranno una serie di incontri, sostenuto da pratiche artistiche dinamiche e partecipative, contribuendo all’incontro tra linguaggi vivi e performativi, capaci di attivare nuove modalità di relazione con i luoghi e di coinvolgere pubblici differenti.
Il carattere interdisciplinare della performance (linguaggio, corpo, parola, gesto, suono, multimedialità) consente di ampliare l’orizzonte di comprensione e di esperienza dell’oggetto culturale e del patrimonio artistico, materiale e immateriale, custodito e riattivato nei luoghi della rete.
I partner della rete sono luoghi di conservazione e valorizzazione di un patrimonio culturale e artistico inteso come giacimento non solo da preservare, ma da riattivare attraverso linguaggi, esperienze e pratiche condivise. La performance diventa così una possibilità, una metodologia di analisi fondata su nuovi modelli di esperienza del patrimonio; la pratica performativa, agita dall’artista, dal curatore e dallo stesso pubblico, si configura come strumento di partecipazione.
Informazioni: www.museomaga.it
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