NEWS

Nella lotta all’ictus, l’Ospedale di Prato è in prima linea. Un modello integrato di assistenza

Nella lotta all’ictus, l’Ospedale di Prato è in prima linea

Un modello integrato di assistenza che punta sul lavoro in rete di specialisti, infermieri, fisioterapisti e operatori sanitari

  

 

Prato – L’Ospedale di Prato è in prima linea nella lotta all’ictus, una malattia che può cambiare la vita in pochi minuti.

E’ proprio per questo che il fattore tempo è decisivo ed il sistema di assistenza deve essere integrato con percorsi diagnostico terapeutici che prevedono l’intervento da parte del sistema di emergenza-urgenza, l’eventuale trattamento con trombolisi sistemica, il ricovero ospedaliero con valutazioni specialistiche e la gestione delle possibili complicanze, il processo riabilitativo e l’affidamento alle strutture territoriali e socio assistenziali.

 

E’ questo il modello adottato per la gestione dell’ictus al Santo Stefano di Prato. Una vera e propria rete composta da professionisti sanitari, medici, infermieri, fisioterapisti e operatori sanitari che lavorano con l’obiettivo di rendere immediata la presa in carico del paziente e di trattarlo dopo l’evento acuto.

L’impegno quotidiano, la dedizione e la competenza del personale del pronto soccorso, della radiologia, della neurologia e della riabilitazione è determinante per rendere funzionale ed efficiente l’intero percorso di assistenza.

 

L’ictus cerebrale rappresenta la seconda causa di morte nel mondo e la terza causa di morte nei paesi industrializzati, dopo le malattie cardiovascolari ed i tumori. Rappresenta, inoltre, la prima causa di disabilità nell’anziano con un rilevante impatto individuale, familiare e sociosanitario.

In Italia ogni anno vi sono 196.000 nuovi casi di ictus, di cui il 20% decede nel primo mese successivo all’evento e circa il 30% sopravvive con esiti gravemente invalidanti. Dei 196.000 nuovi ictus l’80% sono primi episodi, il 20% sono recidive.

 

Al Santo Stefano, l’organizzazione dei processi nella lotta all’ictus è sostenuta dal direttore dell’ospedale, dottoressa Daniela Matarrese, dal referente per le attività, dottoressa Elettra Pellegrino, e da tutto il team della direzione sanitaria.

Il ricovero nell’area dedicata Stroke Unit, coordinata dalla dottoressa Alba Caruso, permette al paziente con una patologia cerebrovascolare in atto di effettuare al momento del ricovero tutti gli accertamenti clinici e strumentali e gli interventi terapeutici per garantire il massimo recupero funzionale.

La trombolisi sistemica, intrapresa precocemente in Pronto Soccorso, è un efficace trattamento che, in casi selezionati, permette di dissolvere un embolo che occlude il vaso cerebrale, purché somministrato entro quattro ore e 30 minuti dall’insorgenza dell’ictus.

Oltre al personale medico specialistico, nella Stroke Unit è operativo un team infermieristico, diretto dalla dottoressa Daniela Ammazzini in collaborazione con la referente dottoressa Luisella Litta, coordinato da Tiziano Bartolini e gestito con l’infermiere di percorso Valentina Melani.

 

Grazie alla collaborazione con i chirurghi vascolari degli ospedali Santo Stefano e S. Giovanni di Dio, nei letti di neurologia vengono ricoverati anche pazienti sottoposti a intervento chirurgico carotideo, quando l’ictus è stato causato da una placca della carotide. In questo caso, dopo un’attenta selezione dei pazienti, è necessario un accurato monitoraggio della fase acuta. Il percorso clinico, attivo a Prato dal 2018, prevede una stretta collaborazione tra neurologi e chirurghi vascolari.

Questa esperienza – spiega Giancarlo Landini direttore del Dipartimento Specialistiche mediche – è la conferma che unendo ed integrando le competenze, in questo caso quelle del dipartimento medico e di quello chirurgico è possibile migliorare la qualità delle cure nel contesto ospedaliero.

 

La stretta sinergia – aggiunge Stefano Michelagnoli, direttore del Dipartimento delle specialistiche chirurgiche – consente di offrire ai cittadini pratesi una qualità assistenziale di elevato livello allineata ai più alti standard europei.

Per contrastare l’ictus, il Santo Stefano è anche organizzato e collegato in rete con altri sette ospedali dell’Azienda Sanitaria attraverso lo Stroke Sistem, coordinato dal dottor Pasquale Palumbo direttore della Neurologia di Prato e dell’area malattie cerebrovascolari e degenerative.

Nei due anni di attività – spiega Palumbo – lo Stroke Sistem, ha promosso cambiamenti nell’organizzazione sanitaria dei presidi ospedalieri con risultati esaltanti in termini di incremento del 50% del numero dei pazienti trattati con trombolisi sistemica o con trombectomia meccanica. Stiamo lavorando anche nel territorio pratese, che si è già distinto nel passato, per riuscire ad ottenere ottimi risultati nella riduzione degli esiti disabilitanti di questa malattia.

 

I dati

Nel 2019 al Santo Stefano sono stati trattati 490 pazienti con patologie cerebrovascolari acute (emorragiche e ischemiche), sono stati effettuati 103 trattamenti trombolitici acuti e 47 interventi vascolari extracranici.

La lotta all’ictus nell’ospedale Santo Stefano sarà uno dei temi trattati durante l’Info Day in programma il 27 febbraio al piano terra dell’ospedale. L’evento è aperto ai cittadini.

Clicca qui per vedere il programma

Ufficio Stampa
Azienda USL Toscana centro
 

Franca Ciari

GazzettaToscana.it è un quotidiano online di cronaca indipendente sui fatti che circondano la zona della Toscana.

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio